Contagi e ricoveri in calo secondo il report della Fondazione Gimbe
Contagi e ricoveri in calo secondo il report della Fondazione Gimbe

Bologna, 21 gennaio 2020 - Grazie alla serrata di Natale si registra finalmente nel Paese, in quasi tutte le regioni, comprese Emilia Romagna, Marche e Veneto, una riduzione dei contagi Covid. Notizia che assume un rilievo ancora maggiore se si considera la prossima riapertura delle superiori in presenza al 50% da lunedì prossimo, 25 gennaio. Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe nella settimana 13-19 gennaio 2021, rispetto alla precedente. In Italia la riduzione il calo dei nuovi casi è evidente: 97.335 contro 121.644, a fronte di un significativo calo del rapporto tra positivi e casi testati (19,8% contro 29,5%). In leggera diminuzione i casi attualmente positivi (535.524 contro 570.040) e, sul fronte ospedaliero, si riducono i ricoverati con sintomi (22.699 contro 23.712) e le terapie intensive (2.487 contro 2.636); lieve calo dei decessi (3.338 contro 3.490).

"Grazie alle restrizioni di Natale si riduce l’incremento percentuale dei casi in quasi tutte le Regioni. Lieve calo anche delle ospedalizzazioni, anche se l’occupazione da parte di pazienti Covid continua a superare in 7 Regioni la soglia del 40% in area medica e in 11 Regioni quella del 30% delle terapie intensive", afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Tra queste ci sono purtroppo anche Emilia Romagna (rispettivamente al 41% e 31%) e Marche (addirittura al 50% e 38%). Il dato in Italia è invece al 36% e 29%. 

"Dopo due settimane di lenta risalita di tutte le curve che riflettevano gli allentamenti pre-natalizi - spiega Cartabellotta - all’attività di testing non vengono segnalate le variazioni di tamponi e persone testate perché dal 15 gennaio il bollettino del Ministero della Salute include anche i tamponi antigenici rapidi. In tal senso, il crollo del rapporto positivi/persone testate è di difficile interpretazione e non confrontabile con la settimana precedente, dove il calcolo era effettuato solo sui tamponi molecolari".

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I dati in Emilia Romagna

A livello regionale invece, in Emilia Romagna c'è stato un incremento dei casi del 5% (in calo rispetto al 7,3% della precedente rilevazione) e un rapporto tra positivi e tamponi analizzati pari al 33,4% (contro il 44,4% precedente). I posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid restano fermi al 31% (al 41% in area medica).

I dati nelle Marche

Nelle Marche, l'incremento è pari al 6,3% (contro l'8,8% della scorsa settimana). Cala anche il rapporto positivi-testati: dal 16,9% all'attuale 12%. I posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid sono invece in aumento: dal 36% si è passati al 38% (al 50% in area medica).

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I dati in Veneto

In Veneto i numeri più confortanti: c'è stato un incremento dei casi del 3,6% (contro il precedente 7,3%), con un rapporto positivi-casi testati che scende al 45,5% (dal 63,9%). I posti letto in terapia intensiva sono al 32% mentre quelli in area medica scendono al 36%.

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I dati nazionali in dettaglio 

Decessi: 3.338 (-4,4%)

Terapia intensiva: -149 (-5,7%)

Ricoverati con sintomi: +1.013 (-4,3%)

Nuovi casi: 97.335 (-20%)

Casi attualmente positivi: -34.516 (-6,1%)

 

Il piano vaccinale: a che punto siamo

Vaccini e disponibilità delle dosi. Il Piano vaccinale nazionale prevede nel 2021 la consegna di 154,1 milioni di dosi: 28,3 nel primo trimestre, 57,2 nel secondo, 53,8 nel terzo e 14,8 nel quarto. Tuttavia, i dati non risultano aggiornati in relazione ai nuovi contratti stipulati dalla Commissione Europea, allo status di avanzamento degli studi clinici e a quello di approvazione dell’European Medicines Agency (Ema).

Pfizer-BioNTech e Moderna

Secondo gli approfondimenti effettuati dalla Fondazione Gimbe sui dati di Commissione Europea ed Ema: dei vaccini approvati (Pfizer-BioNTech e Moderna) l’Italia dispone sulla carta di 102,3 milioni di dosi: 37,7 milioni di dosi con tempi di consegna già definiti dal Piano vaccinale; 64,6 milioni di dosi con tempi di consegna non noti. Tali dosi includono quelle previste dal contratto aggiuntivo stipulato dalla Commissione Europea con Pfizer-BioNtech lo scorso 8 gennaio (40,3 milioni) e quelle aggiuntive opzionali previste dai contratti con Pfizer-BioNTech (13,5 milioni) e Moderna (10,8 milioni).

AstraZeneca

AstraZeneca si è impegnata a fornire 53,8 milioni di dosi, con tempi di consegna noti solo per 40,4 milioni di dosi (16,2 nel primo trimestre 2021 e 24,2 nel secondo), previa autorizzazione condizionata all’immissione in commercio (Aic) dell’Ema, il cui parere è atteso per il 29 gennaio.

Johnson&Johnson, Cure-Vac e Sanofi-GSK

Le rimanenti 202,6 milioni di dosi riguardano vaccini per i quali le aziende non hanno presentato all’Ema la domanda di Aic: in particolare, per il vaccino di Johnson&Johnson è stata avviata la procedura di rolling review, Cure-Vac ha iniziato lo studio di fase 3 a metà dicembre (ma inspiegabilmente il Piano vaccinale prevede consegne già nel primo trimestre), mentre Sanofi-GSK ha posticipato le consegne al 2022.