Bologna, 26 gennaio 2021 - La buona notizia che ci si aspettava, in ottica di ritorno in zona gialla, è arrivata: il tasso di positività al coronavirus torna a scendere bruscamente al 4%: sono infatti 993 i nuovi positivi (meno di mille, non si vedeva da tempo) su 24.600 tamponi processati in regione. 

Il focus Covid in Italia, bollettino e dati di oggi. Numeri sul Coronavirus regione per regione

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Il Coronavirus in Italia: dati e tabella dalle regioni 

Sono 10.593 i nuovi casi di Coronavirus e 541 i morti in 24 ore. E' quanto emerge dai dati forniti dal ministero della Salute sulla diffusione del contagio. Sono 257.034 i tamponi eseguiti in 24 ore tra molecolari e antigenici che hanno fatto rilevare un tasso di
positività pari al 4,1%

Dall'inizio dell'emergenza sono state contagiate dal Covid-19 2.485.956 persone mentre ne sono morte 86.422. I dimessi-guariti in 24 ore sono 19.256 che portano il totale delle persone che dall'inizio dell'emergenza hanno superato il virus a 1.917.117. Sono 9.213 in meno gli attualmente positivi, ovvero le persone con covid-19 in carico al sistema sanitario nazionale. In totale a oggi in Italia sono 482.417 le persone positive al Sars Cov2.

Sono 49 in meno i pazienti in terapia intensiva, diminuzione che porta il totale dei ricoverati in rianimazione a 2.372. Calano anche i ricoverati con sintomi che sono 69 in meno in 24 ore. Sono 21.355 in totale i ricoverati nei reparti con coronavirus. 

Il virus in Emilia Romagna

L'altra buona notizia in Emilia Romagna viene dal numero dei guariti che fa un balzo in avanti notevole: +3.060 e, parimenti, nel fa uno indietro quello dei casi attivi: -2.142. E, ancora, gli ospedali registrano 2 pazienti gravissimi in meno nelle terapie intensive e, soprattutto, 129 malati in meno nei reparti non critici. Purtroppo, però, ci sono 75 vittime. L'età media dei nuovi positivi è bassa (44,3 anni) e Bologna con 224 nuovi contagi è la provincia più colpita: seguono Rimini (145) e Modena (121). A Ferrara è stato trovato un focolaio in una casa di riposo: 50 ospiti positivi, tutti avevano già ricevuto la prima dose del vaccino.

Le vittime

Purtroppo, si registrano 75 nuovi decessi: 6 a Piacenza (una donna di 75 anni e 5 uomini rispettivamente di 77, 80, 84, 85, 86 anni); 4 in provincia di Parma (2 donne, di 80 e 97 anni, e 2 uomini di 84 e 88 anni); 4 nella provincia di Reggio Emilia (una donna di 90 anni e 3 uomini, rispettivamente di 77, 81 e 87 anni); 4 nella provincia di Modena (una donna di 97 anni, e 3 uomini rispettivamente di 62, 81 e 83 anni); 29 in provincia di Bologna (21 donne: 1 di 59 anni, 2 di 82, 2 di 83, 2 di 84, 2 di 86, 2 di 88, 2 di 89, 3 di 90, 2 di 94, 2 di 95, 1 di 98 anni; e 8 uomini: rispettivamente di 67, 69, 76, 84, 85, 89, 2 di 90 anni); 5 nel Circondario Imolese (3 donne di 84, 87 e 91 anni, e 2 uomini di 64 e 80 anni); 7 nel Ferrarese (3 donne di 87, 91 e 92 anni, e 4 uomini: 1 di 67 anni, 2 di 72, e 1 di 83); 5 in provincia di Ravenna (4 donne, rispettivamente di 75, 76, 86, 93 anni, e un uomo di 82 anni); 11 in provincia di Forlì-Cesena (4 donne, di 81, 87, 90, 99 anni, e 7 uomini: 1 di 57 anni, 1 di 77, 2 di 80 anni, poi 81, 82, 84 anni). Nessun decesso registrato nel Riminese.

I ricoveri covid

Calano vistosamente i malati nei reparti covid degli ospedali emiliano romagnoli: sono ora 2.293 (-129) nelle sezioni non cirtiche e 220 (-2 rispetto a ieri) in terapia intensiva: 19 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 18 a Parma (+3), 20 a Reggio Emilia (invariato), 44 a Modena (invariato), 43 a Bologna (-1), 14 a Imola (-1), 26 a Ferrara (+1), 10 a Ravenna (-1), 1 a Forlì (invariato), 4 a Cesena (invariato) e 21 a Rimini (-3).

Sintomatici e asintomatici per provincia

Ecco come sono distribuiti i 993 casi di oggi: 83 a Piacenza (di cui 38 sintomatici), 54 a Parma (di cui 32 sintomatici), 95 a Reggio Emilia (di cui 41 sintomatici), 121 a Modena (di cui 86 sintomatici), 224 a Bologna (di cui 153 sintomatici), 17 casi a Imola (di cui 12 sintomatici), 114 a Ferrara (di cui 10 sintomatici), 29 a Ravenna (di cui 10 sintomatici), 48 a Forlì (di cui 39 sintomatici), 63 a Cesena (di cui 44 sintomatici) e 145 a Rimini (di cui 67 sintomatici). In seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati, sono stati eliminati 9 casi (5 Bologna, 3 Ravenna, 1 Cesena) in quanto giudicati non Covid-19.

Il focolaio di Ferrara

Una cinquantina di ospiti di una casa di riposo di Ferrara, la residenza Caterina, è risultata positiva al Coronavirus. La situazione è stata mappata con tamponi molecolari, informa l'Ausl ferrarese, ricordando che tutti gli ospiti e gli operatori della struttura avevano ricevuto la prima dose del vaccino tra il 13 e il 14 gennaio.

Emilia Romagna in zona rosso scuro

Nel frattempo, però, la classificazione dell'Unione Europea ha posizionato l'Emilia Romagna – assieme a Veneto, Friuli Venezia Giulia e provincia autonoma di Bolzano – in zona 'rosso scuro', cosa che imporrebbe ai cittadini che vi risiedono l'obbligo di test e quarantena per poter viaggiare in UE. I presidenti Bonaccini, Zaia e Fedriga hanno definito questa decisione come “paradossale”, in quanto penalizzerebbe le regioni che processano più tamponi e non tiene conto degli indicatori epidemiologici più significativi.

Emilia Romagna verso la zona gialla?

I parametri della nostra regione sono infatti tutti in discesa, con un indice (alla rilevazione di venerdì scorso) Rt di 0,97: per passare in zona gialla deve restare sotto la soglia di 1 almeno per tutta la settimana. Uno dei requisiti necessari è infatti un valore dell'indice Rt inferiore all'uno per 14 giorni consecutivi: condizione che l'Emilia Romagna ha registrato, per ora, solo per una settimana. L'unico dato che rimane stazionario è quello delle terapie intensive, ieri al 29%, di un punto sopra alla media nazionale. Gli altri reparti covid salgono dal 40%, a fronte di una media nazionale del 34%.

Ci sono altre buone notizie: è ripreso il contact tracing, il processo che permette di individuare i casi positivi prima che manifestino i sintomi, attraverso i contatti stretti, prevenendo così la diffusione del virus. Continua inoltre, nonostante i ritardi, la campagna vaccinale: domani saranno consegnate 10.500 dosi Pfizer che daranno un po' di sollievo al calendario.

La cura con le cellule staminali

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E' stata illustrata oggi una nuova possibile cura per configgere il covid nei pazienti più gravi, con infezioni e infiammazioni così importanti da portare il paziente in terapia intensiva. Questo particolare tipo di cellule staminali, chiamate 'stromali mesenchimali' (Msc), sono note per essere in grado di produrre fattori antinfiammatori che potrebbero contrastare il meccanismo alla base del danno d'organo indotto dal coronavirus e, anche, riparare i danni causati dalle polmoniti. Lo studio è il primo al mondo che esegue un confronto tra fonti di 'Msc' diverse: cordone ombelicale, tessuto adiposo e midollo osseo. 

Cofinanzato della Regione Emilia-Romagna con 300mila euro e vedrà coinvolti gli Ospedali Meyer e Careggi di Firenze, il Policlinico Irccs Cà Granda di Milano con l'Ospedale Covid di Milano Fiera, l'Ospedale San Gerardo di Monza con la Fondazione Centro di ricerca Tettamanti e con l'Università Milano-Bicocca, l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e l'Azienda Ospedaliera di Vicenza. Inoltre a supportare i centri per l'analisi dei biomarcatori saranno l'Istituto Mario Negri di Milano e la Fondazione Centro di ricerca Tettamanti.

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