Bologna, 17 settembre 2021 - Emilia Romagna, Marche e Veneto restano tra le regioni a rischio basso per quanto riguarda l'epidemia da Covid. E' quanto emerge dalla bozza di monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) e ministero Salute, relativo alla settimana 6-12 settembre, all'esame oggi della cabina di regia. Le tre regioni rimangono in zona bianca: in nessun caso i tre parametri per peggiorare le restrizioni (incidenza, occupazione terapie intensive e reparti ordinari) contemporaneamente sforano la soglia di rischio. Nel dettaglio, per l'Emilia-Romagna solo l'incidenza che è a 68 (soglia 50 casi settimanali su 100mila abitanti) e per il Veneto 72,8. Per le Marche l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva (12,9%, soglia di rischio 10%), mentre l'incidenza è a 52,8. 

Sono 4 le Regioni e province autonome classificate a rischio moderato: Abruzzo, Molise e le province di Trento e Bolzano.

Intanto continua il calo dell'indice Rt in Italia, che si attesta a 0,85, dunque "al di sotto della soglia epidemica ed in diminuzione rispetto alla settimana precedente", quando era allo 0,92. In particolare l'indice di contagio sui sintomatici scende a 0,85 da 0,92 (range 0,83-0,95) mentre il valore dell'incidenza passa a 54 casi per 100mila individui da 64 del 10-16 settembre.

Nuovo decreto green pass: cosa cambia - I nuovi dati della Fondazione Gimbe

Nuovi colori delle regioni

Attualmente tutta Italia è in zona bianca eccetto la Sicilia. Resta in zona bianca anche la Calabria. La Sicilia invece resta 'in giallo' con l'11,8% di terapie intensive e il 20,7% di ricoveri ordinari occupati da malati Covid. 

Incidenza

Quanto all'incidenza, uno dei dati più utili per cogliere l'andamento dell'epidemia da Covid 19, è a 54 casi per centomila a livello nazionale, con la sola Sicilia a superare quota 100 (109,1), seguita d Bolzano (90,5), Calabria (84,8), Toscana (70,2), Veneto (72,8) ed Emilia Romagna (68). L'incidenza più bassa in Molise, 17,2 casi per centomila abitanti. 

Terapie intensive

Il monitoraggio di oggi attesta che, a livello nazionale, "il tasso di occupazione in terapia intensiva è in lieve diminuzione al 6,1% (rilevazione giornaliera del ministero della Salute), con il numero di persone ricoverate in diminuzione da 563 (7/09/2021) a 554 (14/09/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche in Italia diminuisce leggermente al 7,2%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in diminuzione da 4.307 (7/09/2021) a 4.165 (14/09/2021)".

Oltre a Sicilia e Calabria, anche in Sardegna le rianimazioni sono sopra soglia, all'11,3%, ma i ricoveri ordinari sono sotto il 15% (12,5%). Stessa situazione nelle Marche, con il 12,9% di intensive occupate ma solo il 5,7% di ricoveri ordinari.

Questi i dati dell'Emilia Romagna - 5,4% terapie intensive; 4,8% altri reparti Covid - e del Veneto3,6% terapie intensive; 5,6% altri reparti Covid.

Variante Delta

La circolazione della variante Delta è prevalente in Italia - ricordano Istituto Superiore di Sanità (Iss) e ministero Salute -. Questa variante è dominante nell'Unione Europea ed è associata ad un aumento nel numero di nuovi casi di infezione anche in altri paesi con alta copertura vaccinale".

E ancora, si sottolinea che "è opportuno realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l'attenzione ed applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l'ulteriore aumento della circolazione virale".