Bologna, 7 gennaio 2020 - Aumentano i contagi Covid e dei ricoveri in quasi tutte le regioni d'Italia, Emilia Romagna e Marche comprese. A rilevarlo è il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe per quanto riguarda la settimana che va dal 29 dicembre 2020 al 5 gennaio 2021, rispetto al periodo precedente. A livello nazionale si registra un ulteriore incremento dei nuovi casi (114.132 contro 90.117) e del rapporto positivi/casi testati (30,4% dal 26,2% della settimana precedente). Il dato preoccupante è che tornano a crescere anche i decessi: 3.300 da 3.187. 

Zona gialla rafforzata, le regole del 7 e 8 gennaio

Le curve di ricoveri e terapie intensive mostrano i primi cenni di risalita facendo temere per la terza ondata. E l’occupazione da parte di pazienti Covid continua a superare la soglia del 40% in area medica in 10 Regioni, e quella del 30% delle terapie intensiva in 11 Regioni. Fra queste ci sono anche Emilia Romagna e Marche. 

Covid Marche: bollettino del 7 gennaio

"A cavallo del nuovo anno – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – i dati documentano l’inversione della curva dei nuovi casi, in calo da 6 settimane consecutive, e l’incremento percentuale dei casi totali (5,5% da 4,6%). Numeri sottostimati dalla decisa frenata dell’attività di testing nelle ultime due settimane accompagnata dal netto aumento del rapporto positivi/casi testati che schizza al 30,4%". Infatti, dal 23 dicembre al 5 gennaio, rispetto ai quattordici giorni precedenti, il numero dei tamponi totali si è ridotto del 20,9% (-464.284); quello dei casi testati del 22,5% (-208.361), con una media giornaliera simile a quella di fine agosto.

La pandemia in Emilia Romagna

Continua l'aumento percentuale in Emilia Romagna dei nuovi casi di Coronavirus: nella settimana di riferimento si attesta infatti al +7,8% (dal 7,3% di due settimane fa). Un dato peggiore anche a quello italiano che si ferma al + 5,5%. 

Ricoveri

I posti letto in area medica occupati da pazienti Covid in Emilia Romagna arrivano al 44% (la soglia di saturazione nell'area medica è calcolata al 40%) contro il 37% della media nazionale. Su anche i posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid: 31% (28% il periodo precedentemente preso in esame) contro una media italiana del 30%. Qui la soglia di saturazione è calcolata al 30%.

La pandemia nelle Marche

Nelle Marche vari parametri in peggioramento: l'aumento percentuale dei nuovi positivi ha un incremento del 8,6% (dal precedente +7,4%). Peggiora anche il ma migliora il rapporto tra nuovi positivi e casi testati, che passa al + 14% (dal precedente +12,4%).

Ricoveri

Si registra nelle Marche anche l'aumento dei posti letto in area medica occupati da pazienti Covid che salgono al 42% (dal 36%). La soglia di saturazione nell'area medica è calcolata al 40%) contro il 37% della media nazionale. E crescono i posti letto in terapia intensiva: 30% (dal precedente 29%) contro una media italiana del 3o%.

Dati Italia in dettaglio (settimana 29 dicembre-5 gennaio)

Decessi: 3.300 (+3,6%)

Terapia intensiva: +20 (+0,8%)

Ricoverati con sintomi: -267 (-1,1%)

Nuovi casi: 114.132 (+26,7%)

Casi attualmente positivi: +433 (+0,1%)

Terza ondata

In questa fase è molto complesso valutare l’evoluzione della curva per il sovrapporsi degli effetti di restrizioni e allentamenti introdotti nelle varie Regioni e con tempistiche differenti. In generale, tenendo conto che l’impatto delle misure si riflette sulla curva epidemiologica dopo circa 3 settimane: gli effetti delle misure introdotte con il Dpcm 3 novembre 2020 si sono definitivamente esauriti. Le curve cominciano a riflettere poi i progressivi allentamenti che hanno portato ad un’Italia tutta gialla, eccetto Campania (per propria scelta) e Abruzzo.

Decreto Natale: impatto visibile solo dopo metà gennaio

L’eventuale impatto delle misure introdotte dal Decreto Natale sarà visibile solo dopo metà gennaio. "Le nostre analisi – spiega Cartabellotta – documentano che, a circa 5 settimane dal picco, il sistema delle Regioni “a colori” ha prodotto effetti moderati e in parte sovrastimati: i casi attualmente positivi per la netta riduzione di casi testati nel mese di dicembre, i ricoveri e le terapie intensive per gli oltre 20 mila decessi nelle 5 settimane di osservazione".

Vaccini

Con l’approvazione del vaccino Moderna l’Italia potrà contare su 22,8 milioni di dosi certe entro giugno. Nel frattempo l’Europa ci ha assicurato ulteriori 13.460.000 del vaccino Pfizer-BioNTech e 10.768.000 di Moderna con tempi di consegna non ancora definiti, ma realisticamente non brevi. "Al di là dell’efficienza logistico-organizzativa del nostro Paese – spiega Cartabellotta – senza il via libera dell’Ema ad altri vaccini (AstraZeneca in primis) o l’anticipo (improbabile) di consegne, potremo vaccinare circa il 5% della popolazione entro marzo e meno del 20% entro giugno. In altre parole, siamo ancora lontani dal tradurre questa straordinaria conquista della scienza in un concreto risultato di salute pubblica".

Vaccinati in Italia: il dato aggiornato in tempo reale - Vaccinazioni al rallentatore, l'imbarazzo del Governo