Il Covid uccide un 53enne: Marche a rischio (foto Calavita)
Il Covid uccide un 53enne: Marche a rischio (foto Calavita)

Ancona, 19 dicembre 2020 - Il virus continua ad uccidere senza sosta e anche in giovane età. Nel tremendo resoconto di ieri del Gores su scala regionale, tra i dieci decessi di persone positive al Covid, figura anche un 53enne di Monte Roberto, Sandro Ciciliani, residente a Pianello, morto all’ospedale ‘Urbani’ di Jesi, dove era ricoverato da alcuni gorni per le sue condizioni di salute decisamente gravi. Proprio come Enrico Cerioni, il 60enne imprenditore di Falconara stroncato dal Covid.

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Con lui ci sono altre nove persone (quattro residenti in provincia che nelle ultime ore non ce l’hanno fatta: si tratta di una 73enne e un 77enne di Senigallia, un 86enne di Falconara e una 90enne di Sassoferrato). Si aggiorna, così, la tragica contabilità dei decessi arrivati a 193 nei primi 18 giorni di dicembre e 1.469 da marzo.

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Marche a rischio moderato

Intanto spunta una sorta di cartellino giallo dall’Istituto superiore della sanità che nel report relativo alla settimana 7-13 dicembre inserisce sì le Marche tra le 13 regioni a rischio moderato (cioè nella fascia intermedia), ma precisa anche che di quel gruppone è la sola, insieme alla provincia di Trento, a profilare una probabilità elevata di progredire a rischio alto a gennaio qualora si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità.

 

Ricoveri sotto quota 500

Per fortuna la buona notizia arriva dall’ambito sanitario con la discesa sotto quota 500 delle degenze Covid in regione. In totale, infatti, le persone ospedalizzate sono 491, ovvero 12 in meno di giovedì. Stesso trend per le presenze in terapia intensiva (64) con decremento di tre pazienti rispetto al giorno prima. Continua anche la contrazione dei positivi attualmente attivi: 10.542, quindi meno 290 in 24 ore. Quanto alle verifiche di giornata si registra una lieve contrazione dell’indice dei contagi (381) parametrata ai tamponi effettuati (1.756), considerando soltanto gli esami molecolari e non quelli antigenici che hanno sempre bisogno di un’ulteriore verifica, ovvero di un successivo test per confermarne la veridicità. Si scende, quindi, al 21,6% (giovedì 25.5, mercoledì 25,1), uno dei dati più bassi delle ultime settimane. L’incidenza dei sintomatici (53, circa uno su sette) rimane tutto sommato contenuta, ma inferiore al numero dei casi (88) per i quali saranno necessarie ulteriori indagini epidemiologiche, in quanto al momento non si é riusciti a capire come e da chi il contagiato abbia contratto il virus. Nella ripartizione tra province, ieri ha primeggiato Pesaro (113), davanti a Macerata (86) e Ancona (68), anche se il territorio di riferimento del capoluogo dorico si conferma di gran lunga il più bersagliato dalla pandemia con 10.162 infezioni complessive da febbraio.
 

a.d.m.