Ancona, 3 marzo 2021 - Ordinanza Acquaroli: Ancona in zona rossa dalle 8 di oggi fino a mezzanotte di venerdì 5 marzo. Spiega il presidente la scelta di un’ordinanza per tre giorni: "Emaneremo un nuovo provvedimento, non appena sarà noto il testo definitivo del nuovo Dpcm che entrerà in vigore da sabato".

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Chi si aspettava un provvedimento più ampio è rimasto deluso: "La situazione è in continuo divenire ed è monitorata costantemente – spiega Acquaroli – e l’analisi settimanale dei dati ha evidenziato la necessità di intervenire con un ulteriore provvedimento sulla provincia di Ancona. Restano attenzionati tutti gli altri territori con particolare riguardo all’andamento epidemiologico del virus in crescita sulla provincia di Macerata".

Nell’ordinanza viene "fortemente raccomandato lo svolgimento dell’attività didattica con modalità a distanza in tutti gli istituti scolastici in cui si registra un aumento di casi di contagio". La Regione sottolinea anche che bisogna sempre essere in possesso della autocertificazione riguardo alle cause dello spostamento. "Il provvedimento potrà essere modificato o prorogato – dice il presidente – in base all’andamento dell’Rt, raccomandiamo fortemente anche di rispettare rigorosamente il divieto di assembramento".

In poche parole è vietato, tra le altre cose, ogni spostamento in entrata e in uscita salvo che per esigenza lavorative, salute e necessità. Sono sospese le attività commerciali fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità. Chiusi anche mercati, ristoranti, pub, bar, gelaterie e pasticcerie che possono effettuare solo servizio con consegna a domicilio o asporto fino alle 22.

Rimangono sospese le attività inerenti mostre, palestre, piscine, centri benessere, centri termali, culturali, sociali e ricreativi e stop allo svolgimento di sport di contatto. Cambia poco per gli studenti considerando che tutte le scuole superiori marchigiane, e in provincia di Ancona e Macerata anche le seconde e terze medie, sono già in dad al 100%. Mentre dopo Ancona anche a Jesi il sindaco Massimo Bacci ha adottato un provvedimento di chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Nel frattempo sono salite a 368 le classi in quarantena.

La polemica politica sull’epidemia vede ancora in primo piano l’ex sottosegretario Alessia Morani, che non perde occasione per attaccare Acquaroli sulla gestione dell’emergenza: "In diversi, una settimana fa, avevamo chiesto più coraggio al presidente ma ha solo perso tempo prezioso non facendo niente. La sindaca Mancinelli ha giustamente preso provvedimenti sulle scuole. Questa giunta regionale ha i tempi di reazione di un bradipo. Nel frattempo l’epidemia corre". E il consiglire regionale Antonio Mastrovincenzo (Pd) ribadisce che si tratta comunque di un "provvedimento tardivo che arriva dopo un costante e pericoloso innalzamento del numero dei contagi che poteva essere contrastato prima".

Continua a crescere la pressione sugli ospedali: i pazienti complessivamente assistiti sono diventati 749: 17 in più. Nelle terapie intensive sono assistite 78 persone, 4 in più rispetto a ieri. A preoccupare restano sempre i casi elevati di contagio, soprattutto ad Ancona: "Sono 415 i positivi al covid nelle ultime 24 ore tra le nuove diagnosi, di cui 194 nella provincia di Ancona. Ce ne sono 76 in provincia di Macerata, 67 in provincia di Pesaro Urbino, 43 in quella di Ascoli Piceno, 14 in quella di Fermo e 21 fuori regione.

Il problema vero è che l’età media dei contagiati continua ad abbassarsi. Le fasce d’età più piccole sono diventate a rischio quasi come i grandi anziani. Ad esempio c’è un 23enne proveniente da un Comune della provincia di Ancona, tra i 18 pazienti in terapia intensiva all’ospedale Torrette. Il ragazzo è ricoverato da diversi giorni ormai, ma dal nosocomio trapela una cauta fiducia. "Gli ospedali stanno scoppiando, per la prima volta c’è una ragazzo di 23 anni senza patologie pregresse ricoverato in terapia intensiva – dice Carlo Ciccioli, capogruppo di Fratelli d’Italia in polemica con Antonio Mastrovincenzo –. La situazione è davvero difficilissima e giustamente il presidente della Regione e l’assessore alla Sanita parlano con i sindaci e le parti sociali. Farei rilievi in consiglio regionale in un momento delicatissimo di emergenza è fuori posto". Si può ben capire che la tensione è in continuo movimento e un’altra zona rossa pare possibile anche in parte della provincia di Macerata. Il faccia a faccia tra i sindaci e l’asssessore Saltamartini sembra ipotizzare una sorta di zona rossa dedicata alle scuole. È questa l’ipotesi che incombe nei prossimi giorni su 12 Comuni del Maceratese.