Bologna, 2 dicembre 2020 - Il passaggio in zona gialla è vicino per l'Emilia Romagna (sarà domenica, secondo le previsioni del Governatore Stefano Bonaccini) ed è quantomai importante mantenere contenuti i dati sui contagi da Coronavirus e le terapie intensive. E sono buoni i numeri del bollettino di oggi su questi fronti: i contagi sono superiori rispetto a ieri (1.569 contro 1.471 contagi del primo dicembre), ma cala il tasso di positività dall'8,7% di ieri all'8% di oggi. Una percentuale ancora una volta inferiore a quella nazionale, che oggi è del 9,9%. 

Aggiornamento: i dati del 3 dicembre

E continua il calo dei ricoveri in regione: mentre sono invariati gli emiliano-romagnoli in gravi condizioni (247), gli altri reparti Covid registrano -37 (2.692 ricoverati). Resta però alto il numero dei morti: 69, mentre ieri erano 52 e 39 lunedì.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 316 nuovi casi; a seguire Rimini (293), Modena (191).

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Bollettino Italia e la tabella con i dati delle regioni

Sono 20.709 (ieri 19.350) i test positivi per il Covid-19 nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute e individuati dall'analisi di 207.143 tamponi (25mila tamponi in più di ieri) con un'incidenza nuovi casi/tamponi pari al 9,9% in calo rispetto ai ieri quando era del 10,62%.

Le vittime sono invece 684. Il totale dei decessi sale così  a 57.045 dall'inizio dell'emergenza. In terapia intensiva ci sono 3.616 ricoverati, 47 persone in meno da ieri. I guariti sono 823.335 (+38.740), mentre gli attualmente positivi 761.230 (-18.715 da ieri).

Virus in Regione: le province più colpite

Dall’inizio dell’epidemia da Covid-19, in Emilia Romagna si sono registrati 126.110 casi di positività, 1.569 in più rispetto a ieri, su un totale di 19.676 tamponi (a cui si aggiungono 1.728 test sierologici) eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è quindi dell’8%, in calo rispetto all’8,7% di ieri.

Dei nuovi contagiati, 838 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali: 436 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 66 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 10 con gli screening sierologici, 7 tramite i test pre-ricovero. Per 319 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

Complessivamente, tra i nuovi positivi 288 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 401 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 44,7 anni.

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 12.715 a Piacenza (+122 rispetto a ieri, di cui 47 sintomatici), 10.565 a Parma (+35, di cui 19 sintomatici), 17.967 a Reggio Emilia (+166 di cui 61 sintomatici), 22.991 Modena (+191, di cui 121 sintomatici), 24.504 a Bologna (+316, di cui 123 sintomatici), 3.609 casi a Imola (+47, di cui 16 sintomatici), 6.235 a Ferrara (+118, di cui 31 sintomatici), 8.387 a Ravenna (+186, di cui 90 sintomatici), 4.634 a Forlì (+46, di cui 38 sintomatici), 4.069 a Cesena (+49, di cui 32 sintomatici) e 10.434 a Rimini (+293, di cui 155 sintomatici).

La Regione fa sapere che "in seguito a verifica sui dati comunicati nei giorni passati sono stati eliminati 2 casi (1 a Ferrara, 1 a Modena) in quanto giudicati casi non COVID-19".

Morti Covid dell'Emilia Romagna

Purtroppo, si registrano 69 nuovi decessi: 18 a Bologna (10 donne di cui quattro di 90 anni, due di 92 anni e le rimanenti di 63, 83, 87 e 93 anni e 8 uomini di cui due di 90 anni e i rimanenti di 73, 80, 81, 85, 91 e 96 anni), 10 a Ravenna (8 donne di 66, 72, 81, 83, 86, 90, 92, 97 anni e 2 uomini di 71 e 89 anni), 8 a Piacenza (6 donne di cui due di 92 anni e le rimanenti di 50, 74, 84 e 88 anni e 2 uomini di 85 e 89 anni), 7 a Reggio Emilia (4 uomini di cui tre di 72 anni e uno di 86 e 3 donne di cui due di 92 anni e una di 87), 7 a Ferrara (5 uomini di 55, 77, 82, 89 e 90 anni e 2 donne di 80 e 97 anni), 6 a Parma (4 donne di 61, 76, 86 e 99 anni e 2 uomini di 70 e 75 anni), 6 a Modena (4 donne di 85, 86, 89 e 92 anni e 2 uomini di 79 e 94 anni), 5 a Rimini (3 uomini di 78, 84 e 91 anni e 2 donne di 82 e 97 anni), 1 a Forlì-Cesena (1 uomo di 73 anni). Figura tra i decessi anche un uomo di 72 anni, diagnosticato dall’Ausl di Parma ma residente fuori Regione.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 5.874.

Quanti sono gli emiliano-romagnoli guariti

I guariti sono 2.037 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 48.931.

Calano i malati in regione

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 71.305 (-537 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 68.366 (-500), il 95,9% del totale dei casi attivi.

Emilia Romagna gialla da domenica 6 dicembre

“Credo che l'Emilia-Romagna da domenica prossima sarà di nuovo zona gialla, aspetto solo l'ufficialità. Se accade è perché le le restrizioni delle ultime due settimane hanno pagato: avevamo un Rt a 1,64 ora è intorno a 1 e forse scenderà ancora. Quello che serve è che arrivino i ristori subito a coloro che sono stati colpiti dalla pandemia” cioè le categorie che hanno dovuto chiudere. 

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, in collegamento all''Aria che tira' su La 7, mette il tassello quasi definitivo al cambio di zona da arancione a gialla per la sua regione. L'ok ufficiale è atteso a breve, ma gli emiliano-romagnoli contano i giorni. In particolare le attività come bar e ristoranti che potranno tornare ad aprire fino alle 18.

E il presidente propone di tenerle aperte anche a Natale e Capodanno. “Questa apertura andrebbe estesa anche al giorno di Natale e Capodanno – spiega -. Altrimenti diamo messaggi che non vengono percepiti e capiti. Se aprono vengono aperti con eventuali restrizioni che già oggi in parte ci sono”.

Bonaccini è apparso in buona forma. Ancora in convalescenza, dopo la negativizzazione del virus racconta: “Sono stato a casa dal 1 novembre, quando risultai positivo, al 21, in isolamento, non ho contagiato, per fortuna, nessuno nella mia famiglia. E' da dieci giorni circa che lavoro da casa, anche se sto completando le cure. Ormai la polmonite è quasi guarita, ho ancora i polmoni in terapia, ma spero per la metà della prossima settimana di tornare in ufficio a Bologna”.

Tocca poi la questione spinose delle piste da sci. “Il problema – dice - non riguarda le piste in sé che sono all'aria aperta ma ciò che c'è intorno, gli assembramenti nei luoghi oltre le piste. Io non sono né per la riapertura né per la chiusura, mi interessa ragionare con il governo e l'Europa. Austria, Francia e Germania mi sembra che tendano verso la chiusura, mentre la Svizzera, che è uno degli stati messi peggio, con le terapie intensive che scoppiano, si permette di riaprire”. “Una cosa è certa – ha detto, avvertendo il Governo -. Se le piste non riaprono fino ai primi di gennaio, servono ristori rapidi e adeguati". E annuncia che l'esecutivo “trasferirà 250 milioni alle Regioni a statuto ordinario che metteremo a disposizione da subito per le categorie colpite: ha accolto la mia richiesta a nome di tutte le Regioni”.  

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