Bologna, 18 febbraio 2021 - Non porta buone notizie il bollettino sull'andamento del Coronavirus di oggi, alla vigilia del monitoraggio di domani che portarà molto probabilmente la zona arancione in Emilia Romagna. I principali indicatori sono inaffti tutti in risalita dopo le tregua degli ultimi giorni. Aumentano i nuovi positivi, che sono 1.565 (di cui 564 asintomatici) su quasi 30mila tamponi. Si alza anche il tasso di positività che passa dal 3,6% di ieri al 5,3 di oggi (contro una media nazionale al 4,8%). In crescita i pazienti gravissimi che hanno avuto bisogno del ricovero in terapia intensiva: +5 rispetto a ieri. Calano però i pazienti covid nei reparti non critici e i casi attivi di 33 unità. I guariti sono 1.871. Le vitttime sono 27, contro 31 di ieri.

AGGIORNAMENTO L'Emilia Romagna e la zona arancione: oggi 19 febbraio il verdetto  - I dati Covid Italia ed Emilia Romagna del 19 febbraio

Preoccupa in particolare la provincia di Bologna che anche oggi conta 428 contagi con altri 116 casi nell'Imolese. A Modena ci sono 233 nuovi casi. Resta bassa l'età media dei nuovi malati: 41 anni. I casi attivi sono 34.929 (-333 rispetto a ieri).

Covid Italia: i contagi nel bollettino delle regioni - Il bollettino delle Marche e del VenetoCovid: scoperta proteina che rileva il rischio di mortalità

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Il bollettino coronavirus Italia

Sono 13.762 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore su 288.458 i tamponi effettuati: il tasso di positività sale al 4,8% dal 4,1% di ieri. Le vittime sono, invece, 347. Ad oggi gli attualmente positivi al 
coronavirus sono 384.501 (-4.363), mentre i dimessi o guariti sono 2.286.024 (+17.771). Il numero di pazienti covid ricoverati in terapia intensiva in Italia sono 2.045, due in più rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi, invece, sono 17.963, 311 in meno.  La regione con il maggior numero di contagi è la Lombardia con 2.540 casi, seguono praticamente pari Campania (1.573) ed Emilia Romagna (1.565). Sopra ai mille casi anche Lazio e Veneto.

La tabella per regioni

Le vittime

Tornando ai dati emiliano romagnoli, oggi si registrano 27 nuovi decessi: 1 a Piacenza (un uomo di 82 anni); 2 in provincia di Parma (entrambi uomini, di 63 e 72 anni); 4 a Reggio Emilia (2 donne, di 77 e 84 anni, e 2 uomini, di 63 e 92 anni); 3 nella provincia di Modena (una donna di 90 anni e 2 uomini, di 80 e 85 anni); 5 in provincia di Bologna (tutti uomini, di 82, 85, 90, 91, 92 anni); 4 nel ferrarese (3 donne, di 88, 94 e 99 anni, e un uomo di 63 anni); 3 nel ravennate (2 donne, di 83 e 86 anni, e un uomo di 89 anni); 5 nel riminese (3 donne, di 86, 91 e 93 anni, e 2 uomini, di 83 e 95 anni). Nessun decesso nella provincia di Forlì-Cesena.

I ricoveri

Sono 1.890 (in calo di 12 unità rispetto a ieri) i pazienti covid negli ospedali emiliano romagnoli. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 181 (+5 rispetto a ieri): 10 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 7 a Parma (-2), 17 a Reggio Emilia (-1), 39 a Modena (+4), 56 a Bologna (+2), 10 a Imola (-1), 16 a Ferrara (+1), 4 a Ravenna (+1), 2 a Forlì (invariato), 5 a Cesena (+1) e 15 a Rimini (invariato).

Sintomatici e asintomatici per provincia

Ecco come sono distribuiti i 1.565 nuovi casi di oggi: 43 a Piacenza (di cui 25 sintomatici), 102 a Parma (di cui 74 sintomatici), 173 a Reggio Emilia (di cui 99 sintomatici), 233 a Modena (di cui 117 sintomatici), 428 a Bologna (di cui 312 sintomatici), 116 casi a Imola (di cui 72 sintomatici), 64 a Ferrara (di cui 17 sintomatici), 101 a Ravenna (di cui 71 sintomatici), 47 a Forlì (di cui 30 sintomatici), 106 a Cesena (di cui 88 sintomatici) e 152 a Rimini (di cui 96 sintomatici). Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 5 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare, e un caso perchè giudicato non Covid-19.

Vaccinazioni covid

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 306.233 dosi; sul totale, 128.988 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

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Il passaporto vaccinale

Una linea unica in Europa sull'utilizzo o meno del passaporto vaccinale per spostarsi tra un paese e l'altro. "O c'e' in tutta Europa o rischiamo il dumping tra i Paesi", ammonisce l'assessore al Turismo dell'Emilia-Romagna, Andrea Corsini. "L'Unione Europea dovrà decidere se sono utili o no", scandisce. Insomma, andare in ordine sparso (alcuni governi, come quello greco, hanno già annunciato di voler adottare questo strumento) "non ha senso e crea disparità", avverte Corsini. "O tutti o nessuno. In caso contrario si crea una competizione sbagliata e controproducente", conclude.

I dati di ieri

Nella giornata di ieri, si sono registrati in Emilia Romagna 1.025 nuovi contagi, su quasi 28mila tamponi, con un tasso di positività del 3,6%, comunque sotto la media nazionale - ieri al 4,1%. Era calato anche il numero delle vittime (31), e il numero dei casi attivi (35.268, ben 1.762 in meno rispetto al giorno precedente). Sono stati incoraggianti anche i dati sui ricoveri: nei reparti non critici si sono liberati ieri 71 letti, stabili le terapie intensive (+1), con 176 malati. 

A livello nazionale, ieri erano stati trovati 12.074 positivi, con un lieve aumento rispetto a martedì, anche se sono aumentati di molto i tamponi processati, ieri oltre 20 mila in più, in tutto 294.411. Le vittime da Covid-19 sono state 369, in crescita rispetto al giorno precedente. Sono scesi invece i ricoveri sia nei reparti critici che negli altri reparti Covid, rispettivamente 2.043 (-31) e 18.274 (-189) pazienti. 

Variante inglese arriva a San Marino dove mancano ancora i vaccini

Zona arancione sempre più vicina 

L'eventualità che l'Emilia Romagna scivoli verso la zona arancione è tuttavia molto probabile, rischio che la nostra regione condivide con molte altre, come Marche, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Piemonte (la Lombardia è in bilico). Pare che anche Liguria, Umbria, Toscana e la provincia di Trento vedranno ancora confermata la zona arancione, in cui si trovano già. 

In particolare, sono le varianti al Covid-19 che preoccupano e spaventano maggiormente, tra cui quella inglese, diffusa nel 18% dei positivi (anche se forse il dato è sottostimato), ma anche quelle sudafricana e brasiliana (presente in Toscana, Umbria e Veneto). Per questo, l'Istituto Superiore di Sanità ha avviato un'indagine sulla diffusione delle varianti, che coinvolgerà 1.058 tamponi positivi a Sars-Covid-2. 

Per quanto riguarda la diffusione del virus, il monitoraggio della Fondazione Gimbe ha rilevato, per la scorsa settimana, un livello di contagi stabile, anche se in 17 province si assiste a un incremento di più del 5%, anche a causa delle varianti, dato allarmante che ha scatenato l'appello della fondazione al nuovo Governo Draghi: "serve un cambio di passo perché, complici le varianti, è impossibile pensare di piegare la curva con le attuali misure di mitigazione e confidando solo nella campagna vaccinale". 

I dati relativi alla settimana 10-16 febbraio 2021 hanno rilevato, nella nostra Regione, un miglioramento generale dei parametri: sono calati i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti (ora 830), le persone testate per 100.000 abitanti (ora 781), i posti letto occupati dai pazienti covid nei reparti non critici (32%) e nelle terapie intensive (23%); è rimasto stabile, invece, l'incremento percentuale dei casi, al 3,9%.  

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La proteina che predice la mortalità nei pazienti

Una proteina che funziona come spia predittiva per la mortalità nei pazienti malati di Covid. E' la scoperta al centro di uno studio coordinato dalla professoressa Erica Villa, direttore del Dipartimento di Medicine Specialistiche dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena, e pubblicato sull’ultimo numero di Blood Advances, il prestigioso periodico dell’American Society of Hematology. Questo studio ha posto in evidenza il ruolo dell’angiopoietina-2 come biomarcatore predittivo di mortalità da Covid-19 e di aumentato rischio di disfunzione polmonare cronica. Il progetto ha preso in esame due coorti rispettivamente di 187 e 62 pazienti ricoverati con diagnosi di infezione da Coronavirus, da marzo a maggio 2020, analizzando le variazioni delle concentrazioni sieriche dell’angiopoietina-2 nella terza e decima giornata di degenza. E' stato dimostrato che livelli aumentati della proteina nella terza giornata, rispetto al valore di base, identificano con elevata accuratezza i pazienti a maggior rischio di mortalità.

Varianti, vaccini ed effetti collaterali

Nella decisione sul colore che prenderà la nostra Regione dalla settimana prossima incideranno le valutazioni sulle settimane trascorse in zona gialla e sulla diffusione delle varianti, in particolare quella inglese, che, secondo uno studio, ha infettato in Emilia Romagna circa un terzo dei positivi

In merito al tema delle varianti, l'immunologo Andrea Cossarizza ha chiarito alcuni dubbi in un'intervista al nostro giornale: "Una variante è un virus che ha mutato una base del suo genoma e le mutazioni, quando un virus si replica, sono normali. La maggior diffusione è semplicemente data dal fatto che la variante inglese è un po' più 'brava' nel replicarsi e sta prendendo il sopravvento sul virus che avevamo prima. E' già successo nei mesi scorsi: il virus originale arrivato da Whuan è diventato 'D614G', che ha preso il sopravvento nei mesi successivi. Ora evidentemente si è evoluto un virus un pochino più efficiente: la variante inglese che ha preso il dominio ed è più presente nella popolazione". 

Per quanto riguarda i vaccini, il professore ha tranquillizzato gli animi sui possibili effetti collaterali: episodi febbrili dopo la somministrazione non devono preoccupare perché rientrano nel normale processo infiammatorio che porta all'immunizzazione. Fortunatamente, il siero di Pfizer sembra efficace anche contro la variante inglese del coronavirus, mentre su Moderna e AstraZeneca non ci sono ancora dati sufficienti per trarre conclusioni.  

Vaccino Astra Zeneca in Emilia Romagna

La campagna vaccinale procede verso una nuova fase: come stabilito da un accordo tra la Regione e i medici di famiglia, presto anche questi ultimi base saranno pronti a somministrare il siero AstraZeneca ai loro pazienti, con priorità ai disabili e al personale scolastico o universitario

Per quanto riguarda i disabili, saranno vaccinati prima coloro che abitano in strutture residenziali (circa 3 mila), seguiti da chi frequenta centri diurni (4mila) e coloro che sono a carico ai servizi (13mila). Le altre persone con disabilità saranno invitate a fare riferimento ai medici di medicina generale o ai servizi delle Ausl. 

Lunedì sarà la volta anche del personale scolastico, che potrà rivolgersi sempre al proprio medico di base. La Regione dispone infatti, al momento, di 60 mila dosi e ne sono attese altre 30mila entro la fine di marzo. In base a queste cifre, che verranno confermate dalle Ausl, ogni medico di base potrà vaccinare 27 persone.

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