Covid e scuola, una sfida da affrontare rispettando le regole
Covid e scuola, una sfida da affrontare rispettando le regole

Bologna, 13 settembre 2020 - Domani riaprono le scuole: quali sono le sfide principali?

"Aprirle e soprattutto mantenerle aperte. Questa è la sfida che possiamo vincere tutti insieme, applicando i protocolli di sicurezza, rafforzando le misure di prevenzione, intervenendo tempestivamente per circoscrivere e spegnere gli eventuali focolai, ma soprattutto con la responsabilità e la coscienza civile di tutti, nessuno escluso" risponde Raffaele Donini, assessore alla Salute dell’Emilia Romagna.

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Ecco assessore, il contesto epidemiologico con l’estate è mutato, ora quasi la metà dei nuovi contagi riguarda un’età tra i 10 e i 29 anni. Cosa farete concretamente per tenere tutto sotto controllo?

"Occorre da un lato rispettare i protocolli di sicurezza, dall’altro avere un atteggiamento responsabile. Il virus ha ripreso a circolare da almeno due mesi, i dipartimenti di sanità pubblica stanno svolgendo un’attività encomiabile. Facciamo 10mila tamponi e quasi 2.000 esami sierologici ogni giorno. A fine settembre arriveremo ad una potenzialità di oltre 15mila tamponi al giorno. Praticamente cinque volte in più rispetto alla capacità con cui si affrontò l’emergenza di marzoaprile scorso. Ma occorre un’attenzione vera, sostanziale ai protocolli".

A cosa si riferisce?

"La mascherina al banco non è obbligatoria se si mantiene un metro di distanza fra bocca e bocca. Ma, nel corso della lezione può essere che ci si avvicini casualmente e naturalmente ai propri compagni di classe, al di sotto di quella distanza. In quei momenti meglio indossarla. Non toccare l’interno della mascherina con le dita, non mettersi le mani sul volto e igienizzarle più volte con le soluzioni alcoliche disponibili a scuola o nello zaino. Sono comportamenti che non richiedono sacrifici, solo un po’ di attenzione. Non esiste per nessuno il rischio zero con la pandemia in corso ma possiamo ridurre sensibilmente il rischio di contagio".

Ci spiega bene l’attività di screening nel caso dell’insorgenza di un focolaio? Chi fa i tamponi e i test, da che età?

"La responsabilità è affidata ai dipartimenti di sanità pubblica. Noi abbiamo condiviso alcune linee guida con le rappresentanze sociali del Patto per il Lavoro. Alla comparsa di un caso o di un focolaio, scatterà l’indagine epidemiologica, con il tampone non solo ai contatti stretti, che dovranno osservare la quarantena, ma anche a studenti e lavoratori di tutto il plesso interessato, in modo che i negativi possano continuare le lezioni. Per tutto il periodo dell’indagine (che durerà alcuni giorni) imporremo la mascherina anche al banco dai 10 anni in su. Altrimenti il rischio è che il focolaio s’allarghi e che si chiuda prima. Sottolineo che il nostro piano, così rigoroso, è stato sostenuto da tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione".

Sarà possibile anche accedere ai sierologici volontariamente in maniera più snella?

"A fine settembre dovremmo essere pronti per continuare lo screening sierologico rapido per tutta la popolazione scolastica, grazie a un accordo che stiamo mettendo a punto con le farmacie. Ci stiamo impegnando anche a interloquire con i medici di medicina generale. Sarà un’ulteriore rete di prevenzione e protezione sul territorio".

Ci spieghi meglio, si potrà fare il sierologico in farmacia senza prenotazione?

"Sì, lo potranno fare studenti, personale scolastico e i loro contatti stretti. Basterà un’autocertificazione che motivi la necessità del test. Con le farmacie l’accordo è in dirittura d’arrivo, con i medici siamo in una fase di confronto. Inoltre, assieme al Veneto stiamo avviando una gara per l’acquisto di due milioni di tamponi rapidi, che avremo a fine ottobre. Di più, con l’assessora Paola Salomoni stiamo pensando di avviare una gara per dotare tutte le scuole, entro l’inverno, delle più moderne tecnologie di sanificazione dell’aria".

Come pensate di prevenire il probabile caos sui malanni stagionali?

"La valutazione dei sintomi è di competenza dei pediatri e dei medici di medicina generale con i quali avremo un confronto quotidiano. Saranno loro, nel caso, a richiedere il tampone".

Influenza, quando partirà la campagna per il vaccino?

"A metà ottobre, un mese prima dell’anno scorso. Oltre agli ultra sessantenni e alle categorie a rischio quest’anno raccomandiamo la vaccinazione a più persone possibili. L’anno scorso furono circa in 800mila a vaccinarsi. Quest’anno possiamo arrivare fino ad 1 milione e 200mila persone. Ma se ci sarà bisogno ne faremo anche fino a un terzo della popolazione della Regione, sarebbe un record assoluto".