Forlì, 25 febbraio 2021 - In Emilia-Romagna "le varianti hanno attecchito da tempo, quella inglese per quanto ne sappiamo rappresenta più del 40% dei contagi. A Bologna ha raggiunto il 70% e presto diventerà dominante". Il quadro della circolazione di varianti del Coronavirus in regione è del professor Vittorio Sambri, direttore di microbiologia del laboratorio unico di analisi di Pievesestina dove viene effettuato il sequenziamento del virus per tutta l’Ausl Romagna.

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Dieci giorni fa , la Regione Emilia-Romagna aveva comunicato gli esiti del "primo studio sulla diffusione della cosiddetta variante inglese" del Coronavirus": dei 204 campioni su cui è stata effettuata l’analisi, raccolti da Piacenza a Rimini il 4 e 5 febbraio, ne erano risultati effettivamente positivi alla variante 57, pari al 28%. In quel caso, 7 erano romagnoli, nessuno però residente nel Forlivese. Un secondo studio, di cui non si conoscono i risultati a livello territoriale, ha riscontrato il 41% dei casi, dunque in aumento, il 12 febbraio. Ufficialmente, la variante inglese non è ancora arrivata a Forlì. Ma non è credibile che sia così. Perché "ormai – dice Sambri – sta diventando la normalità".

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Sulle varianti il microbiologo lamenta ritardi: "L’indagine su scala nazionale è partita molto tardi. Siamo arrivati lunghissimi con le analisi. Da fine dicembre sapevamo dell’esistenza e abbiamo avviato il primo studio il 4 febbraio". Inoltre, "per ora abbiamo trovato un caso di variante sudafricana in Romagna e due casi di variante nigeriana, la cosiddetta ‘B1.525’ a Modena e Bologna. Quest’ultima può dirsi un mix tra quella inglese, sudafricana e brasiliana ma non sembra avere caratteristiche biologiche preoccupanti".

Le analisi sui tamponi, aggiunge, andranno avanti "finché avremo i reagenti per fare il sequenziamento. Purtroppo stiamo terminando le scorte e l’approvvigionamento dalle aziende americane è sempre più difficile. Oggi il sequenziamento è fondamentale e se non arrivano i reagenti sarà un problema, dovremo fermarci. A Pievesestina dovremmo ricevere la prossima fornitura, spero, per il prossimo 6 di marzo. Fino a quel momento siamo in rosso".

Ma cosa significa concretamente? "Stiamo parlando di una serie di dispositivi che si chiamano ’cartucce di sequenziamento’ che vanno infilati dentro il sequenziatore in cui si fa l’analisi e di tutti i reagenti chimici che servono per preparare questo tipo di analisi". Ma neppure le varianti finora testate, secondo il professor Sambri, dovrebbero sfuggire agli effetti del vaccino. "Guardiamo ad Israele, dove la variante inglese ha il sopravvento: il vaccino è stato somministrato al 60 per cento della popolazione e i contagi sono diminuiti".