Il governatore del Veneto Luca Zaia (Foto Ansa)
Il governatore del Veneto Luca Zaia (Foto Ansa)

Venezia, 19 novembre 2020 - Aumentano i contagi e le vittime da Coronavirus in Veneto e la regione è tra quelle a rischio per l'entrata nella zona arancione. Ma il governatore Zaia rassicura: "La situazione sanitaria è ancora sotto controllo e abbiamo parametri che ci fanno ben sperare".

AGGIORNAMENTO / Veneto a rischio zona arancione, il bollettino coronavirus di oggi. Zaia: "L'Rt è calato"

Il bollettino Covid del 19 novembre in Veneto

Continuano a crescere i casi di positività al Coronavirus in Veneto, che oggi sono 11.2691 (+3753). Aumentano anche i morti, che toccano quota 3057 (+38). Salgono anche gli attualmente positivi, che oggi sono 66582 (+2276), e i negativizzati, che toccano quota 43052 (+1439).

Ricoveri e terapie intensive

Continuano a crescere i ricoverati negli ospedali, che ad oggi sono 2.538 (+55). 2242 sono in area non critica (+50), di cui 2121 positivi (+42) e 121 negativizzati (+8). Sono 296 le persone in terapia intensiva (+5), di cui 279 positive (+5) e 17 negativizzate (dato stabile).

"Sotto pressione l'area non critica"

C'è tensione per i ricoveri in Veneto - dice il governatore Zaia -, cominciamo ad avere 300 persone in terapia intensiva. Quello che più ci preoccupa è l'area non critica, dove ci sono più di 2mila e 200 persone, che rappresenta la vera pressione ospedaliera. Questo perché da un lato abbiamo anche i pazienti non Covid, dall’altro perché i pazienti Covid richiedono cure specifiche. E' anche vero che abbiamo ingressi in terapia intensiva che non sono Covid, come incidenti sul lavoro o stradali”.

Zaia: "Veneto in zona arancione? Siamo la regione con la più bassa incidenza"

Zaia è poi intervenuto nella conferenza con la Protezione civile: "Considerando anche i tamponi rapidi, in Veneto i positivi su numero di tamponi "sono un terzo rispetto a marzo" e "siamo la Regione con la più bassa incidenza, attorno al 7%".

L'appello del governatore ai cittadini

“Ai cittadini rivolgo un ulteriore appello - dichiara il presidente della Regione Veneto -: siamo nei giorni cruciali dei numeri. Rispettate le regole. Se diciamo di lasciar libere le prime due ore per far la spesa per gli anziani, dico agli anziani di non andare a fare la spesa alle 11, di approfittare di questo orario privilegiato”. “L'età media della popolazione - afferma Zaia - penso incida molto sui decessi in Italia, dove l'età media è alta. Da noi il 90% dei ricoverati ha più di 70 anni, abbiamo molti anziani”.

Ecco cosa comporterebbe il passaggio in zona arancione

Nelle zone gialle è in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5, orario durante il quale vengono consentiti solamente gli spostamenti per motivi di lavoro, necessità e salute. Per tutto il resto della giornata, rimane la raccomandazione di non spostarsi se non per gli stessi motivi. E’ prevista inoltre la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi, ad eccezione delle farmacie, dei punti vendita di generi alimentari, delle edicole e dei tabacchi al loro interno. Le regioni possono imporre misure più restrittive attraverso le ordinanze regionali, opportunità che colta la settimana dal Governatore Zaia.

Chiusi musei, mostre, piscine, palestre, teatri e cinema. Per quanto riguarda la scuola, è prevista la didattica a distanza per le superiori, mentre per elementari e medie le lezioni sono in presenza con l’obbligo di indossare la mascherina anche al banco. Chiuse le università, tranne per alcuni laboratori e per le matricole. Sui mezzi del trasporto pubblico locale la capienza è ridotta al 50%. Bar e ristoranti chiudono alle 18, ma resta consentito l’asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio a qualsiasi orario.

In caso di passaggio in zona arancione, oltre alle misure previste per la zona gialla, ci sarebbe il divieto di spostamento in un’altra regione o in un altro comune, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute e necessità. Sarebbe raccomandato inoltre di evitare spostamenti non necessari anche all’interno del proprio comune. Sarebbero chiusi, inoltre, bar e ristoranti per tutto il giorno, anche se rimarrebbe la possibilità dell’asporto fino alle 22 e della consegna a domicilio a qualsiasi orario.



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