Bologna, 11 gennaio 2020 - Si è concluso poco dopo le 13 il vertice tra Governo e Regioni sul nuovo Dpcm che dovrà stabilire le restrizioni in vigore dal 16 gennaio, con le misure di contrasto al Coronavirus che l'esecutivo dovrebbe introdurre da giovedì (dopo il passaggio in Parlamento previsto per mercoledì, verrà convocato un ulteriore incontro intorno alle 10).

AGGIORNAMENTO Nuovo Dpcm: oggi 15 gennaio l'incontro. Ecco le decisioni

In attesa dell'ok definitivo si delinea il nuovo quadro delle regole: stop allo spostamento tra Regioni, anche gialle, proroga della chiusura per bar e ristoranti alle 18 con divieto di asporto dopo le 18 per i bar e raccomandazione a non ospitare in casa più di due persone, anche nelle zone gialle. Ancora in forse la trasformazione del Paese in zona arancione durante il weekend, che comporterebbe la chiusura di ristoranti e centri commerciali. La misura è infatti osteggiata da Italia Viva. Sempre più probabile il rinvio della riapertura degli impianti di sci. All'incontro, convocato dal ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, hanno partecipato anche Speranza e i rappresentanti di Anci e Upi. Tra i governatori oltre a Zaia e Bonaccini, erano presenti Fontana, Toti, De Luca, Marsilio, Toma e Spirlì.

Da oggi intanto tutta Italia è in fascia gialla, comprese le Marche, mentre l'Emilia Romagna si colora di arancione, insieme con Lombardia, Sicilia e Veneto.

Aggiornamento Emilia Romagna in zona arancione fino a fine gennaio. Ecco perché

Prevista l'introduzione di 'zone bianche'. In stand by il passaggio in rosso con 250 casi a settimana su 100 mila abitanti. Cosa che condannerebbe l'Emilia Romagna alla zona rossa e che aveva fatto infuriare il presidente dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Il criterio condannerebbe alla zona rossa e quindi al quasi lockdown non solo l'Emilia, ma anche Veneto, Friuli Venezia Giulia e provincia di Bolzano e persino le Marche

Zaia: "Servono dati univoci sull'incidenza"

A margine del vertice Governo-Regioni in corso entra a gamba testa Luca Zaia: "Il ministro, e anche noi – dichiara il presidente della Regione Veneto – abbiamo concordato sul fatto che l'incidenza dei positivi è un fatto scientifico, ma funziona se tutte le Regioni fanno tamponi nella stessa percentuale sulla popolazione. Non si può paragonare chi come noi ne fa 60 mila al giorno con chi ne fa 400. È difficile allineare dati così. Forse qualcuno si è spinto avanti con le dichiarazioni, ora farà marcia indietro”. E ancora: “Penso che questo sia un tema superato, noi presidenti abbiamo chiesto che i dati siano uniformi”. 

La conferma arriva dal collega marchigiano Francesco Acquaroli: "In quel caso ci sarebbe stato il rischio della diminuzione dei tamponi processati". Il governatore delle Marche paventa un altro rischio riguardo al nuovo Dpcm e avverte il Governo: "Servono regole chiare, altrimenti i cittadini non ci seguono".

Divieto di asporto dopo le 18 per i bar, Corsini contrario

Il governo conferma di voler introdurre nel Dpcm il divieto per i bar di vendere cibi e bevande da asporto dopo le 18. La scelta sarebbe stata ribadita nel corso della riunione odierna.  “L’azione di contrasto al virus è assolutamente prioritaria, soprattutto di fronte al possibile aumento del contagio nel Paese ipotizzato dagli esperti. Ma occorre fare attenzione a prendere decisioni che rischiano solo di penalizzare attività che si possono svolgere in sicurezza e categorie economiche ormai al limite", commenta l'assessore al Commercio della Regione Emilia Romagna, Andrea Corsini. "La gran parte di questi esercenti gestisce i locali in maniera più che corretta - argomenta - e la maggioranza di loro non può pagare colpe di pochi, che ancora oggi permettono o addirittura favoriscono assembramenti fuori dai locali stessi. Su questo, anzi, chiediamo con forza che si facciano controlli massicci fuori da bar e locali dove si creano tali situazioni”. 

“Ricordo poi  - prosegue l'assessore - che il codice Ateco dei bar è lo stesso delle pizzerie e di altre attività analoghe, che ovviamente dovrebbero abbassare la serranda a quell’ora, cosa difficilmente spiegabile alla luce dei protocolli di sicurezza che permette loro di operare con tutte la garanzie necessarie”.

Visite: due persone al massimo

Il governo conferma inoltre per tutte le zone della regola che consente a massimo due persone di andare a trovare a casa parenti e amici, esclusi però gli under 14.

Spostamenti nel mirino

Dovrebbe essere prolungato il divieto di spostamenti anche tra Regioni 'gialle'. 

Weekend arancioni in bilico

Ieri era stata smentita la possibilità di istituire i weekend arancioni: le giornate di sabato e domenica, dunque, avranno le stesse limitazioni delle zone di appartenenza.Non c'è però ancora certezza su questo punto.

Spunta la zona bianca

Il governo sta poi ancora studiando i criteri per la definizione della 'zona bianca', quella che in caso di Rt basso consentirebbe un sostanziale ritorno alla normalità. Servirà per "dare un segnale" del lavoro che si sta facendo e che consentirà di entrare in una fase diversa in tempi però più lunghi.

Stretta sulla movida

Ci sarà probabilmente una stretta sulla movida, con il divieto di asporto per i bar dopo le 18. 

Lo sci a rischio

L’ipotesi di un nuovo rinvio, dopo quello che aveva posticipato la riapertura degli impianti di risalita al 18 gennaio, appare la più probabile, considerato l’andamento dei contagi in Italia e nel resto d’Europa.

Palestre e piscine

Palestre e piscine rimarranno chiuse anche se si attende l’incontro di domani tra il ministro dello sport Vincenzo Spadafora e il Cts per stabilire eventuali deroghe per le lezioni individuali.

Musei, teatri e cinema

Il nodo è legato alle code per entrare, ma sembra ancora lontana la riapertura di cinema e teatri e musei. Troppo alto rimane infatti il rischio di assembramento anche per la durata dello spettacolo.

Le proposte delle Province

Michele de Pascale sindaco di Ravenna e presidente dell'Upi, Unione delle province italiane, spiega quali sono le proposte delle Province al Governo per il nuovo Dpcm. "Priorità assolute sono la campagna vaccinale, i ristori economici per imprese e lavoratori colpiti e il prosieguo dell'attività di contact tracing soprattutto degli asintomatici, in questo senso ipotesi di equiparazione di positivi sintomatici e asintomatici (criterio 250/100mila) appare sbagliata".

Ma de Pascale in particolare pone l'attenzione sulle scuole. La richiesta è di un ritorno in classe, anche se limitato: "Condividiamo la prudenza, ma dovremmo garantire quantomeno un minimo di presenza in aula per gli studenti. Il rientro in classe delle scuole superiori è diventato tema divisivo tra territori e sta producendo un caos inimmaginabile. Oggi abbiamo 3 regioni che apriranno al 50%, 5 che prevedono per ora di farlo il 18 gennaio, 4 il 25 gennaio e 6 il 1 febbraio. La chiusura totale è insostenibile, in ogni caso va garantita una quota minima di giorni di scuola a settimana in presenza (oltre ai laboratori per attività di gruppo o che necessito di maggiore interazione) in tutte le Regioni, in modo che ci sia un rientro non solo graduale, ma anche controllato".

Emilia Romagna in zona arancione

Consentiti spostamenti nel proprio comune senza autocertificazione. Non ci si può spostare in altri comuni se non per motivi di lavoro, salute o emergenze. Bar e ristoranti aperti solo per asporto. Negozi al dettaglio aperti, centri commerciali chiusi nei giorni festivi e prefestivi. Chiuse palestre e piscine.

Marche in zona gialla

Spostamenti consentiti dalle ore 5 alle 22 all’interno della stessa regione. Aperti bar e ristoranti: fino alle 18 si può consumare dentro, dopo quell’orario solo asporto o consegna a domicilio. Centri commerciali aperti nei giorni feriali, chiusi sabato, domenica e festivi. Palestre e piscine chiuse.

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