Bologna, 4 febbraio 2021 - La montagna può ripartire: gli impianti sciistici riaprono da lunedì 15 febbraio in zona gialla. E' arrivato l'ok del Comitato Tecnico Scientifico (Cts) che ha esaminato le proposte di linee guida per le piste da sci inviate dalle Regioni. Nel documento del 28 gennaio, le stesse avevano chiesto anche la riapertura in zona arancione, seppur con una capienza del 50% per tutti i tipi di impianto (comprese le seggiovie) e con uso obbligatorio delle mascherine Fpp2. Il prolungamento della chiusura degli impianti era stata stabilita dall'ultimo Dpcm anti Covid, firmato da Giuseppe Conte lo scorso 14 gennaio. 

Oggi in Italia tutte le regioni sono gialle tranne Puglia, Sicilia, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Bolzano. Domani però potrebbero esserci nuove ordinanze del ministro della Salute sui colori delle regioni

Un sospiro di sollievo, quindi, per gli operatori della montagna. Gli impianti di risalita del comprensorio del Cimone nel Modenese, per esempio, sono chiusi dal 9 marzo 2020 e a più riprese il presidente del Consorzio, Luciano Magnani, aveva formulato un appello per la riapertura. "Gli impianti aperti dal 15 febbraio - aveva detto - permette di poter incassare dal 20 al 30 per cento della stagione e darebbe quella liquidità indispensabile per programmare il futuro". 

Colori regioni: quando cambiano - In che zona è l'Emilia Romagna - Il colore delle Marche 

Per il settore la Regione Emilia Romagna aveva già previsto di abbinare ai ristori del Governo un contributo regionale di un milione di euro.  Secondo Coldiretti, il cambio di rotta dal 15 febbraio è destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma anche sull'intero indotto delle vacanze in montagna per un valore stimabile in circa un miliardo, all'alloggio alla ristorazione, dagli agriturismi ai rifugi fino alle malghe con la produzione dei pregiati formaggi.

Venerdì 5 marzo scadrà il Dpcm del 14 gennaio, nella data del 15 febbraio erano però previste quattro scadenze riguardanti il divieto di spostamento tra regioni anche gialle (con le solite eccezioni: motivi di salute, di lavoro, studio o necessità), la chiusura degli impianti da sci, il divieto degli sport di contatto e la sospensione dei concorsi nella Pubblica Amministrazione.

Come detto, quindi, è caduto il primo dei divieti e viene proprio dal settore dello sci l'appello per farne scadere anche un altro, quello del divieto di circolazione fra regioni: "Abbiamo bisogno di sapere che si possa venire in montagna", dice il presidente dell'Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef) Valeria Ghezzi. "Non voglio pensare che le imprese interrompano la cassa integrazione per i dipendenti - sottolinea Ghezzi - e poi venerdì prossimo ci dicano che non tolgono il divieto di spostamento. Abbiamo già subito tantissimi danni e decine di aziende sono in crisi di liquidità". 

"E' un bel segnale quello del Cts, un segnale doppio che, da un lato ci regala una grande tranquillità perché il via libera arriva direttamente dal mondo scientifico e, dall'altra parte, fornisce l'occasione per un rilancio della montagna in concomitanza coi mondiali sci di domenica prossima, 7 febbraio, a Cortina", ha commentato il Governatore del Veneto, Luca Zaia, che ricorda che il Coronavirus continua a circolare: "Le regole vanno rispettate soprattutto in tutti quei contesti dove si crea assembramento. Non va quindi abbassata la guardia". 

Spostamenti tra regioni, le regole oggi

Il Dpcm del 14 gennaio prevede il divieto di spostamento anche tra regioni gialle fino al 15 febbraio se non per urgenza o necessità. Limitazione di libertà che quindi cadrà, a meno che non siano introdotte ulteriori provvedimenti, dal 16 febbraio. 

Attualmente è sempre possibile il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione ed è possibile raggiungere le seconde case fuori regione (sia che si trovino in zona gialla, sia in zona arancione, sia in zona rossa), purché siano di proprietà o caratterizzate da un affitto a lungo termine, raggiungibili solo con il proprio nucleo familiare convivente. 

Gli spostamenti restano consentiti tra le 5 e le 22, fuori dall'orario del coprifuoco. 

Sport di contatto, cosa può cambiare

Attualmente gli sport di contatto non possono essere praticati, sono invece consentiti all'aperto, a livello individuale, gli allenamenti anche per gli sport di squadra e nel rispetto del distanziamento. Sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale e la speranza dei praticanti è che tra dicei giorni possa cambiare qualcosa anche in questo settore.