Bologna, 19 dicembre 2020 – Interamente rossa nei giorni festivi e prefestivi e tutta arancione in quelli feriali. E' un'Italia a due facce quella in cui vivremo durante le Feste, dal 24 dicembre al prossimo 6 gennaio, secondo il decreto legge approvato nel corso di un teso Consiglio dei Ministri (e poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale), annunciato nella serata di ieri in diretta (dalle 21,53, in ritardo di quasi due ore) dal premier Conte.

AGGIORNAMENTO / Decreto Natale: gli spostamenti dei congiunti e fuori dai (piccoli) comuni

"Con un decreto legge abbiamo cercato di trovare un punto di equilibrio tra l'emergenza sanitaria e le esigenze economiche e sociali". "Un equilibrio - ha precisato - tra la stretta e deroghe in considerazione dell'importanza sociale e ideale che le festività hanno per la comunità". Le misure annunciate da Conte erano state anticipate in parte nel pomeriggio di ieri. "E' una decisione sofferta, ma sarà sostenuta da immediate misure di ristoro".

Anche Emilia Romagna e Marche si preparano dunque alle nuove regole per le festività: quello che si apre sarà l'ultimo fine settimana 'giallo' del 2020. Molte città stanno comunque attrezzando misure da mettere in campo sabato per evitare assembramenti da shopping (video). Alcuni governatori hanno deciso una stretta ulteriore già per questo fine settimana: è il caso della nuova ordinanza voluta da Zaia in Veneto che stabilisce il divieto di spostamento tra comuni dopo le 14.

"Preoccupazione di una nuova impennata"

"Le misure della divisione a zone hanno funzionato e ci hanno consentito di evitare il lockodwn generalizzato. Tant'è che nei prossimi giorni tutte le regioni potrebbero rientrare nell'area gialla. La situazione però rimane difficile e in tutta Europa. E tra i nostri esperti c'è forte preoccupazione che nel periodo natalizio la curva dei contagi possa subire un'impennata", come recita "un verbale del Cts fatto pervenire al governo". Ha detto il premier in apertura di conferenza stampa. Un pensiero rivolto alle vittime, che "resteranno per molto tempo una ferita aperta". 

Il decreto Natale

Dopo giorni di braccio di ferro, ha quindi prevalso la linea rigorista. Salvo alcune deroghe, infatti, il 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre e l'1, 2, 3, 5 e 6 gennaio varranno sull'intero territorio nazionale le regole già sperimentate negli ultimi mesi per le zone rosse, mentre il 28, 29 e 30 dicembre, assieme al 4 gennaio, la vita sarà scandita dai regolamenti fin qui usati all'interno delle zone arancioni. 'Gialli' i giorni 21, 22 e 23 dicembre. 

"Nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 sull'intero territorio nazionale si applicano quindi le misure" del dpcm del 3 dicembre sulle zone rosse, "nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021 si applicano le misure sulle zone arancioni", ha specificato Conte.

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Le visite ai parenti

Durante i giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 (quindi i giorni 24, 25, 26 e 27 e dal 31 al 3 compresi e 5 e 6 gennaio) lo spostamento verso le abitazioni private è consentito una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22 (quindi è obbligatorio rispettare il coprifuoco) verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi. Per esempio chi fosse andato a pranzo a casa degli zii, non potrà andare la sera stessa a cena dai nonni. Le persone che si spostano non possono essere più di due, a meno che non portino con loro figli minori di 14 anni o persone disabili o non autosufficienti conviventi (che non contano). Gli spostamenti, in queste date e per queste motivazioni, saranno consentiti all'interno della "medesima regione" e non solo tra Comuni."Abbiamo voluto consentire un minimo di socialità", ha detto Conte.

I comuni piccoli

Inoltre, nel decreto Natale è prevista una deroga per gli abitanti dei borghi più piccoli, nei giorni arancioni. Potranno uscire dal proprio comune, entro un raggio di 30 chilometri, coloro che risiedano in centri di meno di 5mila abitanti, senza però recarsi nei capoluoghi di provincia, anche se rientranti nel raggio. 

Emilia Romagna, i Comuni con meno di 5mila abitanti

Provincia di Bologna
Gaggio Montano
Mordano
Castel Guelfo di B.
Loiano
San Benedetto Val di S.
Grizzana Morandi
Monghidoro
Casalfiumanese
Castel di Casio
Borgo Tossignano
Lizzano in Belvedere
Fontanelice
Castel d'Aiano
Camugnano
Castel del Rio
Provincia di Ferrara
Lagosanto
Voghiera
Goro
Jolanda di Savoia
Masi Torello
Provincia di Forlì-Cesena
Modigliana
Santa Sofia
Civitella di Romagna
Roncofreddo
Sarsina
Sogliano al Rubicone
Borghi
Galeata
Rocca San Casciano
Verghereto
Montiano
Dovadola
Tredozio
Portico e San Benedetto
Premilcuore
Provincia di Modena
.Zocca
Bastiglia
Guiglia
Prignano sulla Secchia
San Possidonio
Montese
Camposanto
Fanano
Lama Mocogno
Sestola
Pievepelago
Montefiorino

















































Palagano
Frassinoro
Polinago
Fiumalbo
Montecreto
Riolunato
Provincia di Parma
Soragna
Neviano degli Arduini
Bedonia
Polesine Zibello
Roccabianca
Varano de' Melegari
Albareto
Bardi
Tizzano Val Parma
Calestano
Berceto
Corniglio
Solignano
Terenzo
Varsi
Compiano
Palanzano
Pellegrino Parmense
Tornolo
Monchio delle Corti
Bore
Valmozzola
Provincia di Piacenza
Caorso
Alseno
Ponte dell'Olio
Cortemaggiore
Gragnano Trebbiense
Castell'Arquato
Vigolzone
Lugagnano Val d'Arda
Bobbio
Alta Val Tidone
Sarmato
Bettola
Ziano Piacentino
Calendasco
Gropparello
Pianello Val Tidone
Travo
Gazzola
Vernasca
Agazzano
Villanova sull'Arda
Ferriere
Farini
Besenzone
Morfasso





















































Coli
San Pietro in Cerro
Piozzano
Corte Brugnatella
Ottone
Cerignale
Zerba





Provincia di Ravenna
Solarolo
Sant'Agata sul Santerno
Casola Valsenio
Bagnara di Romagna
Provincia di Reggio Emilia
Casina
Toano
Vezzano sul Crostolo
Ventasso
Rolo
Carpineti
Canossa
Villa Minozzo
Viano
Baiso
Vetto
Provincia di Rimini
Saludecio
San Leo
Pennabilli
Montefiore Conca
Sant'Agata Feltria
Mondaino
Gemmano
Talamello
Montegridolfo
Maiolo
Casteldelci



























Marche, i Comuni con meno di 5mila abitanti

Provincia di Ancona
Corinaldo
Agugliano
Polverigi
Cupramontana
Arcevia
Santa Maria Nuova
Sirolo
Numana
Serra de' Conti
Cerreto d'Esi
Castelplanio
Monsano
Ostra Vetere
Monte Roberto
Serra San Quirico
Camerata Picena
Staffolo
Belvedere Ostrense
Offagna
San Marcello
Rosora
Montecarotto
Morro d'Alba
Genga
Castelleone di Suasa
Barbara
Mergo
San Paolo di Jesi
Poggio San Marcello
 





























Provincia di Ascoli Piceno
Offida
Monsampolo del Tronto
Ripatransone
Acquaviva Picena
Colli del Tronto
Comunanza
Castignano
Acquasanta Terme
Castorano
Maltignano
Montefiore dell'Aso
Montalto delle Marche
Venarotta
Roccafluvione
Appignano del Tronto
Massignano
Force
Arquata del Tronto
Carassai
Cossignano
Rotella
Montemonaco





















Montedinove
Montegallo
Palmiano
 


Provincia di Fermo
Altidona
Amandola
Grottazzolina
Falerone
Pedaso
Monte San Pietrangeli
Servigliano
Petritoli
Monterubbiano
Rapagnano
Torre San Patrizio
Campofilone
Ponzano di Fermo
Montappone
Magliano di Tenna
Santa Vittoria in M.
Lapedona
Montefortino
Francavilla d'Ete
Massa Fermana
Montottone
Monte Giberto
Ortezzano
Montelparo
Monte Vidon Corrado
Monsampietro Morico
Belmonte Piceno
Moresco
Monte Vidon Combatte
Montefalcone Appennino
Monteleone di Fermo
Monte Rinaldo
Smerillo
 

































Provincia di Macerata
Mogliano
Castelraimondo
Appignano
Montelupone
Montefano
San Ginesio
Sarnano
Urbisaglia
Loro Piceno
Apiro
Esanatoglia
Petriolo
Belforte del Chienti
Caldarola
Pieve Torina
Sant'Angelo in Pontano
Fiuminata
















Colmurano
Serravalle di Chienti
Pioraco
Visso
Penna San Giovanni
Valfornace
Serrapetrona
Muccia
Ripe San Ginesio
Gualdo
Monte San Martino
Fiastra
Gagliole
Camporotondo di F.
Cessapalombo
Sefro
Ussita
Castelsantangelo SN
Poggio San Vicino
Bolognola
Monte Cavallo
 




















Provincia di Pesaro-Urbino
Gradara
Sassocorvaro Auditore
San Costanzo
Acqualagna
Sant'Angelo in Vado
Mondavio
San Lorenzo in Campo
Monte Porzio
Petriano
Montecalvo in Foglia
Montefelcino
Cantiano
Piandimeleto
Mombaroccio
Macerata Feltria
Piobbico
Apecchio
Carpegna
Lunano
Sant'Ippolito
Sassofeltrio
Mercatello sul Metauro
Frontone
Monte Grimano Terme
Montecopiolo
Mercatino Conca
Serra Sant'Abbondio
Fratte Rosa
Tavoleto
Belforte all'Isauro
Peglio
Monte Cerignone
Pietrarubbia
Isola del Piano

































Borgo Pace
Frontino

Focus Qui l'elenco dei Comuni con meno di 5mila abitanti in Emilia Romagna e Marche

Transenne nel Quadrilatero di Bologna (Schicchi)

Zona rossa

Vige nei giorni rossi il divieto di uscire di casa se non in ragione di comprovate necessità da autocertificare (principalmente per salute, lavoro ed emergenze giustificabili) e stop a ogni spostamento, anche entro i confini comunali. Ma nei giorni di festa, come spiegato sopra (al capito 'Le visite ai parenti') sarà consentito uscire di casa per andare in visita nelle abitazioni di parenti e amici, pur se rispettando alcune regole precise. E' poi prevista la chiusura totale di bar e ristoranti e di tutti i negozi che non siano alimentari, farmacie, tabacchi, edicole e librerie. Consentito l'asporto fino alle 22 e il delivery. Aperte anche le parrucchierie e le chiese fino alle 22. 

Zona arancione

Nei giorni arancioni (28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio): ci si potrà spostare solo entro il proprio Comune. Il coprifuoco totale scatterà alle 22 e, se bar e ristoranti dovranno comunque tenere abbassata la serranda, saranno aperti i negozi, fino alle 21 e con obbligo del rispetto delle misure di prevenzione e distanziamento, da affiancare alla sempre obbligatoria autocertificazione. I viaggi tra regioni e comuni, d'altra parte, saranno ugualmente vietati e l'attività sportiva potrà avere luogo all'aperto e all'interno del proprio comune. Deroghe agli spostamenti tra Comuni sotto i 5mila abitanti ed entro i 30 chilometri, ma non verso i capoluoghi di provincia

Ristori: 645 milioni

Nel decreto Natale sono previste "misure immediate di ristoro per circa 645 milioni per ristoranti e bar: riceveranno il 100 per 100" dei ristori", ha precisato il presidente del consiglio. E con il dl ristori di gennaio il Governo provveerà anche per altri operatori che "non riusciamo ora a ristorare, per evitare ingiuste differenziazioni di trattamenti", ha detto. 

Vaccino: "Speriamo lo facciano tutti"

Il Vaccino day è in programma per il 27 dicembre, insieme agli altri Paesi europei. "Non prevediamo l'obbligatorietà del vaccino - ha detto Conte -, è una scelta precisa, lo offriamo facoltativamente ma abbiamo già inziato a promuovere una campagna per spiegare che il vaccino è testato dalle istituzioni più qualificate in Europa. Sarà un vaccino sicuro, sarà offerto a tutti e speriamo tutti si predispongano a farlo".

Scuola: ritorno in presenza

Conte auspica un ritorno in presenza dal 7 gennaio. "La pandemia ci sta insegnando, tra le lezioni, che dobbiamo mantenerci sempre pronti a intervenire. Abbiamo programmato al momento un recupero della didattica in presenza al 7 gennaio. Nel corso del Cdm c'è stata una pausa durante la quale i ministri Azzolina, Boccia, e De Micheli mi hanno informato che i tavoli presso i prefetti stanno funzionando molto bene, con sinergia. Questo ci dà maggiore fiducia per la ripresa in presenza a gennaio". 

Decreto Natale: testo in pdf

Le regole in sintesi