Bologna, 8 gennaio 2021 - Arancione. I numeri (tra i quali un indice Rt di 1,03) non hanno lasciato spazio ad altro colore per l’Emilia-Romagna: il ministero della Salute oggi ha esteso il colore previsto per il weekend a tutta la regione.

Zona arancione emilia romagna regole: spostamenti e scuola

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, ha firmato una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 10 gennaio. L'ordinanza sarà valida fino al 15 gennaio, data in cui scadrà il Dpcm. Con il nuovo Dpcm - riferisce il ministero - verranno valutate eventuali proroghe.

Dunque, ancora bar e ristoranti aperti esclusivamente per l’asporto o la consegna a domicilio (fino alle 22); coprifuoco nazionale dalle 22 alle 5 del mattino; negozi, alimentari, tabacchi, farmacie aperti; spostamenti consentiti solo nel proprio Comune senza autocertificazione.

Vietato invece uscire dalla propria città o paese di residenza senza autocertificazione per motivi di lavoro, salute o necesssità; centri commerciali chiusi nei festivi e prefestivi; restano chiusi musei, cinema, teatri e mostre.

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Discorso a parte per la scuola: il Dpcm in vigore prevedeva il ritorno in presenza per i ragazzi delle superiori dal 7, ma già il Governo aveva posticipato a lunedì 11 e diverse regioni hanno rinviato ulteriormente la scadenza, chi al 18 gennaio chi al 25 e chi al 1 febbraio. Non è affatto escluso, dunque, che l'esecutivo decida di intervenire nel nuovo Dpcm e posticipare il ritorno in classe almeno all'1 febbraio, per evitare che ogni regione vada in ordine sparso. 

Intanto in Emilia Romagna, per le superiori (che con le vecchie regole sarebbero state in didattica a distanza al 100%) il rientro in presenza slitta al 25 gennaio prossimo. Lo ha deciso oggi la Giunta regionale. 

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Ieri, a fine giornata, sono stati più di 10mila i vaccinati (oltre 42mila dall’inizio della campagna), con ambulatori aperti anche fino alle 21. Un super impegno che mette l’Emilia-Romagna in testa fra le regioni d’Italia per vaccinati ogni mille abitanti: 8,04 il dato emiliano, solo Trento ci supera con l’8,33.

Bonaccini: "Coi vecchi parametri non saremmo in zona arancione"

“Con i vecchi riferimenti parametrici l'Emilia Romagna non sarebbe stata zona arancione: il contagio sta crescendo in tutta Europa e bisogna stare attenti, servono restrizioni e fare il più velocemente possibile la campagna di vaccinazione”. Lo ha detto, a 'In vivavoce' su Radio 1, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, anche a proposito della nuova ordinanza che inserisce l'Emilia Romagna in zona arancione.

Bonaccini ha parlato anche della vicina Toscana, unica regione considerata a rischio basso: “Ha fatto diverse settimane fra zona rossa e arancione - ha detto - e le restrizioni hanno aiutato a farla essere la regione col contagio meno elevato”.

Dire che l'Emilia Romagna diventerà zona arancione "per colpa di pranzi e cene in famiglia durante le festività natalizie è per lo meno sconcertante, viste le restrizioni fin troppo punitive a cui gli emiliano-romagnoli si sono assoggettati con rassegnazione". A dirlo è il deputato e segretario della Lega in Romagna, Jacopo Morrone, che punta ancora una volta contro il governatore Stefano Bonaccini.

"Sarebbe interessante capire quali siano le autorevoli fonti di Bonaccini da cui ha attinto i dati per queste supposizioni - incalza Morrone - non vorremmo che si fosse assunto l'onere di difendere Conte e colleghi rispetto alle ultime imposizioni sempre più abborracciate e astruse, tra una girandola di regole e colori di cui non si comprende la ratio, ma che aggraveranno ancora di più la situazione economico-sociale". In ogni caso, insiste il leghista, "Bonaccini non può continuare a sorvolare sul fatto che i cittadini sono detentori di diritti. Tirare troppo la corda senza dare adeguati indennizzi e l'idea di un progetto di ripartenza potrebbe sfociare in disincanto e protesta da parte dei lavoratori e delle categorie più colpite". Bonaccini, attacca Morrone, "parla solo di vaccini, al futuro, ma non basta. Dia anche risposte al tempo presente ad aziende e professionisti fermi da mesi". Anche in Emilia-Romagna, sostiene il leghista, "le ombre si stanno sovrapponendo alle luci e Bonaccini, al di là della propaganda, non sa che pesci pigliare".

Secca la replica del governatore, affidata a un tweet. "Ovviamente non perdo tempo a rispondere a Lega e Fdi che attaccano perché l'Emilia-Romagna è diventata arancione - scrive Bonaccini - dimenticando che nelle altre quattro Regioni con la stessa colorazione governano loro. Santa pazienza...".

“I parametri più restrittivi introdotti dal Governo - scrive Bonaccini su Facebook - servono a proteggere il nostro Paese dalla nuova ondata che ha già investito altri Stati europei, che hanno dovuto assumere misure drastiche per tutto il mese di gennaio e, in alcuni casi, per febbraio”.

“Il nostro impegno per fermare i contagi – prosegue -, per rispondere al meglio con le cure alle persone malate, per vaccinare, finalmente, ha anzitutto l'obiettivo di salvare le vite delle persone. Ma anche quello di poter presto ricostruire una condizione di normalità per tutti. Teniamo botta, come diciamo da queste parti, insieme ce la faremo e ne usciremo”.

Perché siamo finiti nuovamente in zona arancione?

L'ha spiegato ieri l’assessore regionale alla sanità Raffaele Donini: "Il fatto che abbiamo il 31% dei posti di terapia intensiva occupati, e che la percentuale salga al 44% per i reparti Covid, testimonia che la circolazione del virus è rilevante. È l’effetto delle settimane che hanno preceduto il Natale, che ha portato alla situazione di oggi, con nuovi focolai in larga parte di origine familiare".

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Per Donini però non bisogna abbattersi: "Dobbiamo continuare la nostra battaglia: proseguiamo con la campagna vaccinale, che ci vede tra le primissime regioni in Italia in termini di quantità di dosi somministrate. L’obiettivo è vaccinare la popolazione dell’Emilia-Romagna entro settembre, anche se il sogno è riuscire a farlo entro agosto".

La certezza è che la Regione non emanerà un’ordinanza ‘peggiorativa’ di quella nazionale, com’era invece accaduto con una somma di provvedimenti in dicembre quando il colore arancione non sembrava nemmeno nell’aria.

In arancione sono andate le regioni con indice Rt sopra l’1 (l’Emilia-Romagna a ieri era a 1,05 nel calcolo sui casi sintomatici del numero che evidenzia la trasmissione del virus), indice di occupazione delle terapie intensive sopra il 30% (e siamo al 31%) e occupazione dei reparti Covid al 40% (siamo al 44%).

Le altre regioni passate all'arancione sono Calabria, Lombardia, Sicilia e Veneto.