Bologna, 20 febbraio 2021 - Ultimo giorno in giallo per l'Emilia Romagna. E ultimo pranzo, un'altra volta. Da domani, domenica 21 febbraio, cambia tutto (o quasi): niente più pranzi fuori, né aperitivi 'anticipati' (ovvero prima delle famigerate 18), stop alle gite fuori porta e fuori comune. 
Il rimpasto di colori con cui, nella tavolozza di colori regionali, l’Emilia Romagna torna in zona arancione, ha  spinto tantissime persone a concedersi, compliciil sole e le miti un pranzo sulla costa romagnola, o una passeggiata in centro città, oppure in montagna. 
Vediamo come gli emiliano-romagnoli stanno trascorrendo le ultime ore di semi-libertà. In alcune zone è più complicato che in altre evitare il 'liberi tutti'. 

Assembramenti in centro a Bologna

Sembra quasi primavera sotto le Due Torri e i bolognesi non intendono rinunciare all'ultimo sabato in giallo. C’è chi beve un caffè seduto al tavolino del dehor, chi esce dai ristoranti sazio del proprio pranzo fuori con la famiglia e chi, infine, si riunisce con gli amici per fare due chiacchiere sotto il sole. Le famiglie per lo più si concentrano nei parchi - soprattutto quelle con bambini piccoli - mentre nel centro storico sono maggiormente i giovani a muoversi per le strade. Chi ha un amico residente in un altro comune, o chi vive in una zona fuori provincia, ne approfitta per darsi appuntamento prima che sia troppo tardi. Zona Santo Stefano e piazza Maggiore rimangono i luoghi più gettonati e amati dai bolognesi, dove - raggiunto un numero di presenti molto alto - è diventato persino difficile mantenere le giuste distanze. 

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Cimone super affollato

Gran folla sul Cimone nell'ultimo giorno giallo. Ristoranti pieni, con pranzi distanziati anche all'aperto e tante escursioni.  Da domani sarà possibile giungere sulle piste solo per attività sportive (comprese ciaspolate e sci nordico) ma non per semplici passeggiate. Vi è grande delusione per la chiusura prolungata degli impianti e ora per la zona arancione che limita ulteriormente il turismo. Questo weekend, infatti, sarebbe stato perfetto complice anche il sole, temperature miti e ancora tanta neve.  

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Marina di Ravenna

Che ci fosse fosse voglia di non rinunciare nemmeno a un solo secondo di libertà lo si è intuito già ampiamente prima di pranzo, verso le 11.45, quando la strada che collega Ravenna al mare era già gremita di auto in coda in direzione Marina. Lì, dove allo scoccare del mezzogiorno, sono già tantissime le persone che affollano il centro e i locali del Porto Canale. I luoghi più apprezzati, ma anche i più penalizzati, con tantissimi titolari di bar e ristoranti letteralmente arancioni di rabbia.

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Tanta gente a Cervia e Marina di Ravenna. I ristoratori non fanno in tempo a incassare i guadagni del sabato che già si preparano alla nuova serrata. Antonino di Flavia, amministratore delegato della Cubana di Marina di Ravenna parla di "dispiacere", per questa chiusura piovuta a ridosso del weekend, che fatto perdere tempo e denaro a tanti ristoratori. "E' stata una settimana bellissima con il ristorante sempre pieno. Per domani siamo costretti a disdire 300 prenotazioni. Cosa dobbiamo fare? Ne prendiamo atto e ci adeguiamo, ma è dura per tutti così". 

Assembramenti nel Riminese, non solo in spiaggia

Complice la giornata quasi primaverile l'assalto in centro storico e in spiaggia è scattato dalla mattinata in tutto il Riminese. Spiagge affollate a Rimini, Riccione e Cattolica. Tutto esaurito nei ristoranti per l'ultimo pranzo in giallo e l'aperitivo prima del ritorno in zona arancione. Traffico sostenuto per tutta la giornata in entrata ai caselli dell'A14 e sulle strade riminesi. 

 A destare preoccupazione sono in particolare le vie dell'aperitivo vicino piazza Cavour. Il corso principale è un flusso costante di gente, soprattutto famiglie con bambini, comitive di giovani; pochi gli anziani. Quasi tutti però indossano la mascherina. C'è chi fa shopping e magari sta in coda fuori dai negozi, chi si dedica all'ultima consumazione nei locali. Difficile liberare i tavoli alle 18 quando i bar dovrebbero chiudere. A quell'ora sono ancora tutti seduti nei dehor esterni che, date le temperature miti, sono stati presi d'assalto.

Il punto più critico è rappresentato dai vicoli attorno la Vecchia Pescheria dove si concentrano i pub: qui nel pomeriggio bisogna sgomitare per farsi largo. I giovani consumano i drink anche all'esterno dei locali, in piedi, appiccicati e con la mascherina abbassata. Oltretutto nei giorni scorsi si sono tenute le lauree e quindi alcuni gruppi di amici hanno scelto oggi per festeggiare. Anche quando i camerieri iniziano a smantellare i tavolini, la folla rimane sul posto ben dopo le 18. Per alcune ore l'area della Vecchia Pescheria è un grande assembramento di centinaia di giovani. Alcune pattuglie delle forze dell'ordine sono in piazza a sorvegliare. Nei giorni scorsi la questura aveva fatto sapere che risulta difficile intervenire per sciogliere gli assembramenti perché si rischia di causare più danni che benefici.

... e a Cesenatico

Affollate le spiagge di Cesenatico nell'ultimo giorno di zona gialla. Tantissimi cesenati, ma non solo, hanno approfittato del sole per una passeggiata in libertà. Approfittando anche di un pranzetto in uno dei tanti ristoranti aperti in zona mare. 

Il sabato di Campigna (Forlì)

Ancora tanta gente sabato a Campigna, ma nulla di simile a quanto accaduto nel fine settimana precedente con lunghe file e attese sulla Bidentina. L'annuncio che domenica l'Emilia Romagna sarebbe tornata in zona arancione nella serata di venerdì ha preso di contropiede molti appassionati che hanno dovuto rinunciare in quanto avevano già programmato di sfruttare il giorno di festa per raggiungere le nevi di Campigna. Di conseguenza nessun problema alla circolazione stradale. Insomma una bella giornata di sole, temperature miti e che ha visto la presenza di tante famiglie con bambini, gruppi di ciaspolatori accompagnati dalle guide abilitate e i primi nuclei di motociclisti che non hanno rinunciato a questa prima uscita invernale complice la perfetta percorribilità delle strade garantire dagli operatori del servizio viabilità della Provincia di Forlì-Cesena. Grande lavoro comunque per i ristoranti dell'area che, pur nel rispetto delle normative anti Covid -19, hanno cercato di accogliere i clienti. Così all'Alpen Bar di Campigna, al ristorante I faggi al Passo della Calla, senza dimenticare lo Chalet Burraia, il rifugio la Capanna e naturalmente l'agriturismo Poderone e gli Hotel Granduca e Lo Scoiattolo.

"Da una parte siamo contenti – commentano gli operatori – per l'arrivo di tante persone, ma essere tornati in 'arancione' per molti di noi sarà una vera mazzata, perché abbiamo perso molte prenotazioni di gruppi provenienti da altre Regioni o comuni romagnoli, che volevano trascorre alcune notti proprio in zona". 

Le regole in zona arancione (in breve)

Spostamenti

Vientato uscire dal proprio Comune: la mobilità entro i confini del proprio comune, o, nel caso dei residenti nei centri che contano meno di 5mila abitanti, entro 30 chilometri di distanza (anche fuori provincia o fuori regione ma con l'esclusione del proprio capoluogo), resta libera tra le 5 e le 22, mentre per spostarsi nella notte servirà autocertificare comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Le visite ad amici e parenti: sempre fatto salvo il coprifuoco, sono consentite solo all'interno del proprio comune le visite a parenti e amici una sola volta al giorno, per un massimo di due persone di età superiore ai 14 anni oltre a quelle residenti nell'abitazione di destinazione, ma senza restrizioni per gli under 14 e le persone disabili o non autosufficienti conviventi con i visitatori. 

Zona arancione e viaggi in auto, quello che c'è da sapere

Ristoranti e bar

Bar, pasticcerie, gelaterie e ristoranti non possono ospitare clienti se non per il tempo necessario al ritiro dei prodotti d'asporto, possibile senza restrizioni dalle 5 alle 18 e, fino alle 22, solo per le attività diverse dai bar non provvisti di cucina e dai commercianti al dettaglio di bevande. La consegna di cibo a domicilio per i ristoranti, invece, è libera da limiti di orario, anche fuori comune, mentre possono restare aperti dopo le 18 gli esercizi che vendono cibi e bevande attivi nelle aree di servizio e rifornimento carburante delle autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

Negozi

I negozi restano tutti aperti, ma nei giorni festivi e prefestivi sono chiusi i centri commerciali. Nel fine settimana, dunque, sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Hanno collaborato: Oscar Bandini, Giorgia de Cupertinis, Valentina Reggiani, Francesco Zuppiroli