Emilia Romagna: alcuni negozi potranno aprire la domenica
Emilia Romagna: alcuni negozi potranno aprire la domenica

Bologna, 27 novembre 2020 - Nel giorno in cui l'Emilia Romagna ha mantenuto il suo status 'arancione', il presidente di Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato una nuova ordinanza, che ammorbidisce le regole per il commercio e vede la riapertura di alcuni negozi la domenica. Sarà in vigore da domani, 28 novembre, fino al 3 dicembre, giorno di scadenza del Dpcm.

Si allentano così alcune restrizioni assunte con l'ordinanza andata il vigore il 14 novembre, firmata in linea con Veneto e Friuli Venezia Giulia, e volta a inasprire quelle già previste dal dpcm. Era, tra l'altro, uscita un giorno prima che l'Emilia Romagna entrasse in zona arancione, creando confusione e ulteriori limitazioni, soprattutto sull'apertura dei negozi e dei centri commerciali nel weekend.​

C'è quindi un nuovo allentamento, ma non è per tutti: nei festivi prefestivi continueranno a rimanere chiusi i centri e i parchi commerciali e le grandi aree di vendita, ovvero i negozi più grandi di 2.500 metri quadri nei Comuni sopra i 10mila abitanti, e di 1.500 metri quadri in quelli più piccoli.

Potranno invece aprire nei fine settimana le medie strutture di vendita, ovvero di superficie fino a 2.500 metri quadrati nei Comuni con più di 10mila abitanti e fino a 1.500 metri quadrati in quelli con meno di 10 mila abitanti. Anche i negozi più piccoli tornano aperti anche la domenica.

L'altra novità, rispetto a prima, è che possono riprendere anche i corsi in presenzaorganizzati da soggetti sia pubblici che privati, ma solo in forma individuale, mentre per quella collettiva permane unicamente la possibilità di ricorrere alla modalità a distanza.
Nelle scuole le lezioni di educazione fisica, purché all'aperto, per le scuole elementari e medie. Confermate invece le altre restrizioni.
I mercati possono svolgersi solo se vengono previste attività di mitigazione, mentre restano vietate fiere e sagre

Restano quindi valide in questi giorni le regole per la zona arancione, almeno fino al 3 dicembre quando è atteso il passaggio al 'giallo'.  I dati degli ultimi giorni, in particolare su casi e ricoveri, fanno ben sperare nella direzione dell'auspicato ritorno in zona gialla. Il cambio di colore oggi è toccato a Calabria, Lombardia e Piemonte (passate arancioni) e a Liguria e Sicilia (diventate gialle) e con l'ordinanza che entrerà in vigore da domenica. 

Negozi

I centri commerciali, le aree commerciali integrate, i poli funzionali e i negozi al loro interno rimangono chiusi nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione di farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole.

Chiuse anche le grandi strutture di vendita non insediate all’interno di centri commerciali, aree commerciali integrate e poli funzionali, ad eccezione sempre di farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole, ma anche di negozi che vendono i prodotti per la cura e l'igiene della persona, per l'igiene della casa, di presidi sanitari e di attività che vendono articoli di cancelleria e di cartoleria.

Rimane comunque consentita e raccomandata la vendita con consegna a domicilio.

Le attività commerciali al dettaglio si svolgono comunque a condizione che venga rispettata e assicurata la distanza interpersonale di almeno un metro. Gli ingressi devono avvenire in modo dilazionato e non si può sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni.

Rimane obbligatorio esporre un cartello che indichi il numero massimo di persone che possono essere contemporaneamente presenti all’interno dei locali.

Bar e ristoranti

Bar e ristoranti, così come le pasticcerie e gelaterie rimangono chiusi 7 giorni su 7 e per tutto il giorno. Possono rimanere aperti solo per la vendita da asporto che è consentita fino alle 22. Per la consegna a domicilio, invece, continuano a non esserci restrizioni.

Per questo non è consentita la permanenza all'interno dei locali per un tempo più lungo di quello necessario per l'acquisto per l'asporto. Non è possibile nemmeno la consumazione in prossimità dei locali.

Mercati e fiere

I mercati e i mercati contadini possono aprire, a patto che vengano adottate le misure di mitigazione del rischio Covid.
Vietato lo svolgimento di sagre e fiere di qualunque genere e di altri analoghi eventi.

Sport

È consentito svolgere attività sportiva e motoria all’aperto, dalle 5 alle 22, in parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, se accessibili, rispettando però sempre la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.

Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fanno eccezione gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del Coni o del Cip.

Rimangono sospesi gli sport di contatto, così come tutte le gare e le competizioni. Gli allenamenti, anche di squadra, sono consentiti all'aperto, a patto che vengano svolti individualmente.
L'attività venatoria o la pesca dilettantistica o sportiva possono essere praticate solo all'interno del proprio Comune.

Parchi e giardini

È consentito l'accesso ai parchi pubblici, anche dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura. Accesso consentito anche ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici.

Scuola

Nelle scuole elementari e medie rimangono sospese le lezioni di educazione fisica al chiuso, canto e di musica con strumenti a fiato. È possibile fare educazione fisica all'aperto.

Non cambia nulla sulla didattica: rimane a distanza per le superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori. Didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori.

Rimangono invariate le regole sugli spostamenti, l'utilizzo della mascherina e l'andare a trovare parenti e congiunti.

Mascherina

Rimane obbligatoria sempre, appena si esce di casa. Fanno eccezione i bambini con età inferiore a sei anni, le persone che stanno svolgendo attività sportiva e quelle con patologie o disabilità incompatibili con il suo uso, oppure che per interagire con questi soggetti non possano utilizzarle. Nel caso, poi, di momentaneo abbassamento della mascherina per consumare cibo o bevande o per fumare, dovrà in ogni caso essere rispettata la distanza minima di un metro, salvo quanto disposto da protocolli o specifiche previsioni maggiormente restrittive.

Spostamenti

Non ci si può spostare da un comune all'altro, a meno che non si abbiano delle comprovate esigenze di lavoro, salute, studio o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (per esempio andare all’ufficio postale o a fare la spesa, se non ci sono tali uffici o punti vendita nel proprio Comune). È possibile raggiungere un Comune contiguo, nel caso quest'ultimo presenti una maggiore convenienza economica, offerte o sconti che nel proprio Comune non sono presenti. Questo tipo di spostamento però dovrà essere autocertificato.

Il coprifuoco dalle 22 alle 5 resta sempre valido per tutto il territorio nazionale, a prescindere dal colore delle regioni. Il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza è sempre consentito.
La raccomandazione è quella di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all’interno del proprio Comune e, se possibile, lavorare a distanza o prendere ferie o congedi.
Si potrà cambiare comune o provincia o anche regione per esigenze scolastiche: chi segue lezioni in presenza può andare in qualsiasi area.

Parenti e congiunti

Si può andare a trovare i parenti? È fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

Ci si può spostare sempre per vedere i propri figli a casa dell'ex coniuge, per assistere persone disabili o non autosufficienti. Si può anche portare i figli dai nonni, ma è fortemente sconsigliato perché gli anziani sono considerati persone a rischio.