Bologna, 21 gennaio 2021 - L'Emilia Romagna verso un'altra settimana di zona arancione e presumibilmente il colore della Regione, nel sistema delle zone Covid pensato dal Governo per il contenimento della pandemia da Covid-19, resterà lo stesso fino all'inizio di febbraio. Vediamo perché. 

Aggiornamento L'Emilia Romagna resta in zona arancione anche se cala l'indice Rt

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Nell'ultimo monitoraggio della cabina di regia del Ministero della salute relativo alla settimana 4-10 gennaio, l'Emilia Romagna aveva un indice Rt salito a 1.15 – compatibile con uno scenario di tipo 2, cioè con una trasmissibilità sostenuta e diffusa – e una crescita costante dei casi settimanali. 

L'indice Rt, ovvero l'indice di contagio del Coronavirus, rileva quante persone in media contagia un individuo già positivo. Se il suo valore è pari 1 la Regione finisce in arancione, mentre con 1,25 si va in zona rossa. 

Nel report di venerdì scorso, l'Emilia Romagna registrava anche una incidenza settimanale (i positivi su 100mila abitanti) alta: 284, con un trend in crescita dato che era a quota 244 la settimana prima e a 184 due settimane fa.

Nell'ultima settimana i dati non sono peggiorati, anzi si è registrato anche un leggero calo dei contagi fino ai ieri (nel bollettino di oggi, invece, sono tornati a crescere). Non abbastanza però, per migliorare il colore della fascia: per finire in zona gialla, infatti, servono due settimane di dati buoni, con Rt inferiore a 1 e un rischio valutato complessivamente come "basso" o "moderato".

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La scelta di non aumentare la percentuale di studenti delle scuole superiori in presenza dal 50% al 75% fino al 6 febbraio dimostra prudenza da parte della Regione in merito alla diffusione del virus:  ieri mattina presto è arrivata la nota del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Stefano Versari, che prolunga quindi di un paio di settimane le lezioni in presenza ai circa 20mila ragazzi delle superiori rientrati lunedì scorso dopo quasi tre mesi di didattica a distanza.

La decisione, messa nero su bianco nelle indicazioni operative ai presidi, Versari l’ha assunta sull’onda di una comunicazione del "direttore generale della Direzione cura della persona, salute e welfare della Regione che ha trasmesso elementi di conoscenza riguardo l’andamento dell’epidemia Covid-19. Nello specifico, dalla valutazione del rischio, tenendo in considerazione anche indicatori quali l’incremento dei focolai e la ricomparsa di focolai nelle strutture residenziali, deriva una classificazione complessiva del rischio alta".

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Domani sarà reso noto l'esito dell'ultima elaborazione dei dati inviati dalle Regioni da parte della Cabina di regia, quindi si potrà osservare se l'andamento dell'indice di contagio e dell'incidenza dell'Emilia Romagna mostrerà un'inversione di tendenza e potrà quindi far ben sperare per l'inizio del mese di febbraio. 

Ricordiamo, infine, in sintesi, le regole della zona arancione (Rt superiore a 1 oppure un Rt anche inferiore a 1 e un rischio "alto"): negozi aperti, bar e ristoranti aperti fino alle 22 solo per asporto (dalle 18 vietato l'alcol) e consegna a domicilio, parrucchieri e centri estetici aperti. Visita agli amici e ai parenti: sì, una volta al giorno nel proprio Comune. Nella stessa auto due adulti e minori di 14 anni. Passeggiate e jogging: sì, nel proprio Comune. Chiuse le palestre.

In zona gialla (Rt tra 0,5 e 0,99 e rischio complessivamente "basso o "moderato"), le differenze fondamentali riguardano gli spostamenti (si può uscire dal proprio Comune) e bar e ristoranti che sono aperti fino alle 18, poi asporto (alcol vietato) e consegna a domicilio fino alle 22.

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I colori delle Regioni al 21 gennaio 2021

Nell'area gialla: Basilicata, Campania, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Toscana. Nell'area arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto. Nell'area rossa: Lombardia (che ha presentato un ricorso al Tar), Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia. Nessuna regione è in zona bianca: per entrarci servono Rt sotto 1 e meno di 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. 

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