di Paola Benedetta Manca "La curva epidemiologica sta rallentando, se questi dati saranno confermati anche la prossima settimana, l’Emilia-Romagna avrebbe le caratteristiche per tornare in zona gialla". L’assessore alle politiche della Salute, Raffaele Donini, ieri in diretta Facebook dall’ospedale di Cona a Ferrara, pronuncia le parole che tutti gli emiliano-romagnoli speravano di sentire. "Oggi abbiamo la circolazione del virus a livello 2, con un rischio che permane per la saturazione dei reparti Covid" ricorda ma, allo stesso tempo, sottolinea che la curva di crescita del virus è scesa, nella settimana dal 13 al 20...

di Paola Benedetta Manca

"La curva epidemiologica sta rallentando, se questi dati saranno confermati anche la prossima settimana, l’Emilia-Romagna avrebbe le caratteristiche per tornare in zona gialla". L’assessore alle politiche della Salute, Raffaele Donini, ieri in diretta Facebook dall’ospedale di Cona a Ferrara, pronuncia le parole che tutti gli emiliano-romagnoli speravano di sentire. "Oggi abbiamo la circolazione del virus a livello 2, con un rischio che permane per la saturazione dei reparti Covid" ricorda ma, allo stesso tempo, sottolinea che la curva di crescita del virus è scesa, nella settimana dal 13 al 20 novembre, dal 21% al 7,8%, così come l’indice Rt, in calo per la quarta volta consecutiva dopo quelli delle tre settimane precedenti, e ora arrivato all’1,14.

Donini, però, avverte: nessun ‘liberi tutti’. "Questa situazione – mette in chiaro – non ci esime dal tenere alta la guardia e seguire le regole con maggiore responsabilità, continuando a mettere le mascherine e stare distanziati".

Intanto, assicura, il sistema sanitario tiene: "Siamo al 46% della potenzialità dei reparti Covid, mentre siamo ancora al 35% per quanto riguarda l’occupazione dei posti in terapia intensiva". "Continuiamo come sistema sanitario regionale ad erogare le prestazioni programmate, sia ambulatoriali che chirurgiche. Stiamo reggendo l’urto della pandemia" spiega Donini che annuncia: "In Emilia-Romagna siamo arrivati a 75 Usca", cioè le squadre di medici e infermieri che vanno a curare a domicilio i malati di Covid. "Sono quasi 600 professionisti che erogano 105mila prestazioni a domicilio. Siamo vicini all’obiettivo del governo, che credo nessuna regione stia centrando, cioè di avere una Usca ogni 50mila abitanti. Noi siamo a 75, dobbiamo arrivare a una novantina".

I dati sui contagi nelle case di riposo e nelle scuole, però, continuano a non essere confortanti. Dall’inizio delle lezioni, il 14 settembre, sono stati 4.614 i contagi nelle scuole dell’Emilia-Romagna, 838 solo nell’ultima settimana, nonostante tutte le superiori siano chiuse con la didattica a distanza. A comunicarlo è lo stesso Donini, che sottolinea che la maggior parte dei positivi sono studenti (3.928), soprattutto delle scuole medie e superiori (il 62%). Anche se, ipotizza: "Probabilmente non è tanto a scuola che i ragazzi si sono contagiati quanto nelle occasioni di aggregazione giovanile, in cui non sono stati usati dispositivi di protezione, o in famiglia". Di fatto, salgono a 2.093 le scuole in regione, con almeno un caso Covid al proprio interno.

Ora, però, sono in arrivo i tamponi rapidi, "in modo che si possa fare prima l’indagine epidemiologica" spiega l’assessore. Sono stati finora 240.000, invece, i test sierologici eseguiti in farmacia dagli studenti e dai loro familiari. Gli ultimi dati confermano inoltre come il Covid colpisca in modo spietato soprattutto gli anziani: ci sono stati altri 45 decessi nelle case di riposo, su 1.351 casi attivi, circa il 5% dei degenti. "Non arriveremo mai a dire agli anziani che faremo un lockdown selettivo nei loro confronti – assicura Donini – ma consigliamo loro di uscire da casa il meno possibile".