Bologna, 24 febbraio 2021 – La zona arancione scuro (o rafforzato, che dir si voglia), in cui sono finiti 14 comuni dell'Emilia Romagna alle prese con l'aumento dei contagi da Covid, è un regime di quasi lockdown. Come a marzo scorso, dunque, scatta la chiusura delle scuole. Il provvedimento della Regione, infatti, stabilisce lo svolgimento in presenza delle sole attività dei Servizi educativi 0-3 anni e Scuole dell’Infanzia, mentre le attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno a distanza: Dad al 100%, dunque. A meno che l'alunno non sia iscritto a un istituto che resta fuori dalla zona arancione scuro. In quest'ultimo caso, come ad esempio per gli imolesi che studiano a Bologna, sarà possibile raggiungere materialmente il proprio banco.

"Resta salva - si legge nell'ordinanza della Regione firmata oggi da Bonaccini - la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’Istruzione, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata".

Aule chiuse da giovedì 25 febbraio e fino all’11 marzo, per 14 Comuni dell’Emilia Romagna. Una misura che riguarda tutti i centri che fanno capo all’Ausl di Imola – e quindi Imola, Castel San Pietro, Medicina, Mordano, Castel Guelfo, Dozza, Casalfiumanese, Fontanelice, Borgo Tossignano, Castel del Rio -, e quelli confinanti di Bagnara di Romagna, Conselice, Massa Lombarda e Riolo Terme, in provincia di Ravenna, che ricadono nel territorio dell’Ausl Romagna.

Ad ogni modo, la stretta non riguarda solo le lezioni. I provvedimenti introdotti ricalcano a grandi linee quelli di una e vera e propria zona rossa (qui tutte le regole) circa le attività e gli spostamenti, senza tuttavia sospendere quelle attività economiche che restano consentite nelle zone arancioni del Paese. In particolare, saranno vietati gli spostamenti, sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute; consentito, invece, il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

L'ordinanza della Regione Emilia Romagna

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