Bologna, 4 febbraio 2021  - I principali indicatori legati alla diffusione del Coronavirus garantiscono all'Emilia Romagna un'altra settimana in zona gialla. L'ufficialità arriverà solo domani, venerdì 5 febbraio, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia: sarà infatti reso noto il consueto monitoraggio settimanale sull'andamento della pandemia da Covid-19 in Italia con i numeri regione per regione, basato sul periodo 25-31 gennaio.

C'è la data per la riapertura degli impianti da sci

Il sistema dei colori è stato pensato dal Governo per contenere i contagi da Covid-19. L'indice di trasmissione del contagio del Coronavirus (Rt) dell'Emilia Romagna la scorsa settimana era dello 0,77, inferiore a quello nazionale dello 0,84. Oggi l'indicatore dell'Emilia Romagna resta stabilmente sotto la soglia di rischio 1 e si attesta a 0,83 con una risalita impercettibile se consideriamo le riaperture legate alla zona gialla.

L’indice di occupazione delle terapie intensive, nel territorio regionale, è del 26% (la scorsa settimana era del 29%), cioè sotto la soglia di rischio, per stare nel giallo, i posti letto devono essere occupati tra il 30% e il 40%. Il dato che riguarda gli altri reparti Covid è del 36% (la scorsa settimana era del 37%) di occupazione, anche questo compatibile con la zona gialla (sotto il 40%).

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Ma zona gialla - come ha ricordato di recente il ministro Roberto Speranza - non significa scampato pericolo: serve ancora massima prudenza. Stesso concetto ribadito la scorsa settimana anche dal Governatore Stefano Bonaccini: "premiati sforzi e sacrifici di queste settimane da parte di cittadini, attività economiche, comunità locali". Ma "attenzione: continuiamo a dimostrare responsabilità, per proseguire l’azione di contrasto del contagio e difendere gli spazi che ci stiamo conquistando. Proseguiamo una battaglia che si vince insieme". 

L'auspicio a lungo termine, per l'Emilia Romagna, è quello di tingersi di bianco: le condizioni per entrare in zona bianca sono 3 settimane di fila con un'incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti, Rt sotto l'1 e rischio basso. In questa situazione possiamo dire che la libertà è quasi totale e le uniche restrizioni sono il distanziamento e l'uso della mascherina. Finora nessuna regione italiana è entrata in questa fascia. 

Colori regioni: come funziona il sistema di zone Covid

Le aree di rischio legate alla pandemia da Coronavirus in Italia sono determinate da un sistema di parametri individuati dal Comitato tecnico scientifico e dal Ministero della Salute. Tra questi, l'indice Rt che misura quante persone possono essere contagiate da una sola persona in media e in un certo periodo di tempo. 

Si finisce in zona rossa con indice Rt superiore a 1,25 e un rischio complessivo "alto" o "moderato". La zona arancione, invece, prevede un indice Rt superiore a 1 oppure un indice Rt anche inferiore a 1 e un rischio "alto". Per finire in zona gialla, invece, occorre un indice Rt compreso tra 0,5 e 0,99 e un rischio complessivo valutato come "basso" o "moderato". Per finire, c'è anche la zona bianca: Rt sotto a 1 e meno di 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. 

Inoltre, sotto la lente per determinate la fascia, ci sono anche l'andamento degli ospedalizzati nelle terapie intensive e negli altri reparti Covid e l'incidenza dei contagi sui 100mila abitanti. 

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I colori dell'Italia oggi

L'Italia è tornata venerdì scorso a maggioranza gialla: solo quattro regioni (Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria) e la provincia autonoma di Bolzano sono infatti arancioni. Domani Sardegna e Puglia dovrebbero diventare gialle, mentre l'Umbria rischia di restare arancione. 

Le regole della zona gialla (in sintesi)

Spostamenti: nel Comune divieto dalle 22 alle 5 (coprifuoco), consentiti tra Comuni della stessa Regione, non fra diverse regioni fino al 15 febbraio (salvo motivi di necessità e urgenza). Le visite a parenti e amici sono consentite all'interno della regione una sola volta al giorno in massimo due persone. Le seconde case si possono raggiungere anche fuori regione. 

I negozi sono aperti fino alle 20, i centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione di supermercati, edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie.

Bar e ristoranti sono chiusi dalle 18 ed è consentito l'asporto fino alle 22. Restano chiusi piscine, palestre, teatre, cinema e sale giochi. I musei sono aperti dal lunedì al venerdì. Per lo sport, i centri sportivi sono aperti.