Bologna, 2 aprile 2021 - L’Emilia-Romagna resta in zona rossa almeno fino al 12 aprile. Come ampiamente predetto già da ieri, i dati del monitoraggio Cts-Iss sui colori delle Regioni non lasciano spazi a promozioni per la nostra regione verso meno restrizioni. A 'condannare' la regione di Bonaccini ad (almeno) un'altra settimana in rosso sono due fattori: il tasso di occupazione degli ospedali che è sopra al 50% sia per le terapie intensive sia per i reparti non critici, e l'incidenza dei nuovi casi ogni 100mila abitanti, molto al sopra della media nazionale (232) e sopra anche a 250, soglia oltre la quale scatta, appunto, la zona rossa.

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Una buona notizia però c'è: l'indice di contagiosità Rt scende ancora a 0,83 e diventa così uno dei migliori d'Italia. Ciò nonostante, la bozza del monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità classifica l'Emilia Romagna come regione a rischio epidemico alto.

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"Siamo in una situazione di incidenza ancora da zona rossa", anticipa in mattinata l'assessore alla Sanità dell'Emilia Romagna, Raffaele Donini, che tuttavia vede qualche segnale di speranza nell'abbassamento dell'indice Rt. "E' ampiamente sotto l'1 e questo ci fa ben sperare che nei prossimi giorni la curva possa non solo alleggerirsi ma scendere e liberare la pressione sui reparti ospedalieri", dice l'assessore, ieri sera ad un incontro via Zoom organizzato dall'Agorà del Pd. "Siamo ancora in una situazione delicata sul piano della saturazione dei reparti ospedalieri, sia per quanto riguarda la terapia intensiva sia per quello che riguarda i reparti Covid", precisa Donini.

Nei prossimi giorni, ricorda poi, "avremo l'appuntamento impegnativo della riapertura delle scuole. Dobbiamo assicurare la massima sicurezza e tempestività di azione qualora si verificassero casi o focolai. E la vaccinazione, in corso, del personale scolastico. Pensiamo di poter esaurire almeno coloro che hanno intenzione di vaccinarsi nel giro di qualche settimana". Destinati a questo scopo ci sono le 100.000 dosi in arrivo in regione del siero Astrazeneca, che la prossima settimana verranno inviate ai medici di base.

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L’Emilia-Romagna è anche tra le sette regioni italiane, oltre alle due province autonome di Trento e Bolzano, contrassegnate in rosso scuro nell'ultima mappa del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), relativo alla pericolosità del Covid. Le altre regioni sono Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Puglia.

L’assessore alle Politiche per la salute Raffaele Donini intanto rassicura: “Non c’è e non ci sarà alcun taglio delle risorse destinate al salario accessorio del personale della sanità”, mentre arriveranno “ulteriori risorse per i trattamenti accessori” al personale e alle Asl “per il finanziamento delle prestazioni aggiuntive nell’ambito del piano di vaccinazione anti-Covid”.



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Quando e come si torna a scuola in Emilia Romagna

Proprio sul fronte vaccini, l’ultimo report della Fondazione Gimbe (24-30 marzo) spiega come l’Italia sia “ancora indietro nella protezione di anziani e fragili: il 28,3% degli over 80 ha completato il ciclo vaccinale e il 27,4% ha ricevuto solo la prima dose; ancora ai nastri di partenza la fascia 70-79 anni; nessun dato disponibile sui fragili” rincarano dalla Fondazione.

Per il governatore Stefano Bonaccini la regione è pronta per arrivare a “30mila vaccinazioni al giorno molto presto, appena arriverà il numero di dosi consegnate”, pronti a lavorare “anche di notte”.