L'omelia choc di don Paolo Pasolini
L'omelia choc di don Paolo Pasolini

Cesena, 25 marzo 2021 - Ci mancava solo l’omelia in salsa horror che racconta di donne costrette a farsi ingravidare per dare feti vivi alla sperimentazione dei vaccini. E chissà se abbiamo fatto il pieno. Quando le vicissitudine umane, come una pandemia che non demorde, sono difficili da digerire, ecco che il misterico e l’orrifico vanno a tappare i buchi della paura.

Si preferisce il sovrannaturale alla certezza spesso poco gradita della scienza. Ma se ha destato raccapriccio e sconcerto (e grande scandalo su tutti i media nazionali) la predica di don Paolo Pasolini dall’altare domenicale di San Rocco, c’è anche da ridere navigando nello sciocchezzaio a cui il virus maledetto ha dato la stura.

Un esercizio di fantasia sfrenata che ha chiamato a raccolta i terrapiattisti (l’emblema più brillante di chi le spara grosse) di tutto il mondo. Una bella fetta alberga anche in città. La fucina più interessante si trova nella girandola di commenti no mask, no lock, no vax, no dad, (forse anche "no wash" suggerisce qualcuno sui social) che si sviluppa attorno alle manifestazioni del ’No paura day’, che si tengono ormai ogni sabato in piazza del Popolo, come alle altre riunioni non autorizzate organizzate finora sull’Appennino o a Cesenatico.

Omelia choc a Cesena: "Vaccini dai feti vivi". Bufera sul parroco

Ma le osservazioni più fulminanti non si trovano sotto le pagine che pubblicizzano l’evento, poiché l’effetto "echo chamber", proprio lì, richiama i più entusiasti "ci saremo!". Bisogna spulciare in giro, soprattutto tra chi vuol fare opinione contro i vaffa che volano ad altezza di "no paura day", per scovare qualche perla. Eccone alcune. "All’ospedale i malati che non hanno il Covid vengono mandati a casa perché non rendono quanto quelli che hanno il covid". "Il problema viene dall’alto, non certo dal covid che non esiste". "Non capisco questo accanimento nel cercare il virus anche nelle persone sane. Secondo me è un business commerciale".

E ancora : "I medici che sono morti in ospedale non avevano il Covid, sono morti perché li hanno obbligati a portare la mascherina e respirare il loro respiro". "Se non è colpa dei cinesi perché solo loro hanno un Pil che cresce?". E don Paolo Pasolini non è l’unico prete che dice la sua sul Covid, c’è anche don Lorenzo, cesenate e parroco di Pisignano di Cervia che in piazza del Popolo, al microfono di "No paura day" gongola compiaciuto sotto gli applausi: "Aspettate a dire bravo" e, con tono da comico che conosce il valore delle pause, proclama che ce l’ha con chi "dice che in chiesa è meglio non scambiarsi il segno della pace e chi obbliga a prosciugare le acquasantiere per il segno della croce".
Allargando il raggio sulla rete, ma anche tra i filosofi da bar, si trova di tutto, dal gargarismo con la candeggina ("L’ha detto anche Trump", e dunque…), ai neri che non si ammalano perché hanno fatto la profilassi antimalarica, agli immigrati che sono immuni perché sono vaccinati contro la tubercolosi, al mangiare aglio che, effettivamente, può aiutare a prevenire l’infezione da Covid-19. Il meccanismo è chiaro, distanziamento da alito tenebroso. Non si tengono a distanza così anche i vampiri?