Stefano Bonaccini
Stefano Bonaccini

Bologna, 4 maggio 2020 - "E' l'ora della responsabilità. Da oggi molti emiliano-romagnoli potranno tornare al lavoro, e se rispettiamo tutti le regole potremmo anticipare i tempi per le altre attività, ancora oggi ferme. Indossiamo la mascherina, rispettiamo le distanze di sicurezza e insieme ne usciremo": è il messaggio del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, nella giornata di parziale riapertura delle attività che vedrà circa mezzo milione di concittadini rientrare al lavoro dopo il lockdown dovuto al coronavirus. "Un passo alla volta. Possiamo farcela, siamo l'Emilia Romagna", ha concluso il governatore.

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La giunta illustra la Fase 2

Si è riunita nei giorni scorsi per via telematica una seduta dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna dedicata all'emergenza coronavirus. Durante la seduta il presidente Stefano Bonaccini ha illustrato i punti principali della ripartenza, che "non potrà essere scollegata dalla curva del contagio, così come dalle esigenze del sistema sanitario regionale". Punto fermo la sicurezza sui posti di lavoro, un tema sul quale 'la Regione ha stanziato risorse straordinarie'.

Sul tema risorse il presidente ha ricordato il piano di investimenti da 14 miliardi per il prossimo triennio. Bonaccini ha poi detto che 'i servizi verranno riadattati per rispondere ai bisogni delle persone, a partire da quelle piu' fragili'. '

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Ripartire dalle famiglie, ripristinare i servizi rivolti ai bambini anche per assicurare alle donne di rientrare al lavoro, garantire alle imprese una programmazione certa, con regole chiare, e sottoporre sempre più persone ai test sierologici, in particolare nelle province più colpite come Piacenza', queste le richieste formulate dalla consigliera Katia Tarasconi (Pd), che ha parlato a margine dell'intervento del presidente Bonaccini. Per la consigliera l'emergenza è ancora in corso: 'Non abbiamo ancora vinto, oggi piu' di prima serve responsabilita' sociale'.

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"Trasporto pubblico, fila tutto liscio"

"Nessuna criticità per il trasporto pubblico locale nella prima giornata della fase 2". Con trasporti monitorati in tempo reale, il raddoppio delle corse dei bus nelle città e nelle zone industriali e il controllo costante del numero di persone sui treni per mantenere le condizioni di sicurezza, è positivo il bilancio della ripresa dell’attività lavorativa dopo il lockdown in Emilia-Romagna.

“È stata una buona partenza, le prime indicazioni sono positive e il sistema ha retto e tutti hanno dimostrato un grande senso di responsabilità - afferma l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini -. In questo momento è fondamentale la collaborazione di tutti ed è imprescindibile continuare ad osservare comportamenti sicuri usando i gel igienizzanti e le mascherine e mantenendo le distanze di sicurezza. Continueremo a monitorare l’andamento del servizio e per questo ringrazio le aziende di trasporto e tutti gli operatori per il grande lavoro che stanno facendo- ha concluso l’assessore-. Il sistema regionale è pronto ad intervenire là dove si verifichino problemi per accompagnare nel modo migliore la ripresa delle attività e l’uscita dall’emergenza”.

Da oggi, dunque, per garantire la massima sicurezza dei passeggeri le aziende di trasporto pubblico locale hanno aumentato le corse degli autobus nelle ore mattutine.  Inoltre, aziende e Trenitalia stanno effettuando un controllo costante del servizio e sono pronte ad intervenire in caso di affollamento e dell’impossibilità per i passeggeri di mantenere il distanziamento sociale.

Questa mattina nella fascia tra le 6 e le 9 di mattina sono stati monitorati 33 treni regionali che hanno registrato un carico medio di 52 persone a bordo, ben al di sotto dei posti disponibili. A titolo di esempio sulla linea Porretta-Bologna, con il maggior carico è stato coperto il 90% posti disponibili, mentre sulla Bologna-Portomaggiore solo il 67%. In assoluto il treno più carico ha trasportato 150 passeggeri a fronte di una capienza di 600 posti a sedere, ora ridotta a 300.

A seguito della riorganizzazione del servizio per far fronte all’emergenza sanitaria il Servizio ferroviario, che nel momento della prima fase della crisi era stato ridotto del 60% rispetto ai livelli pre-crisi, è stato aumentato fino ad erogare in questo momento il 60% delle corse previste nell’orario standard. Nella prima fase della crisi i passeggeri del servizio ferroviario erano diminuiti del 90-95%.

Nella prima fase dell’emergenza il servizio urbano aveva subito una riduzione del 41% circa e il servizio extraurbano del 48% circa mentre i passeggeri erano scesi complessivamente del 90%. Anche in questo caso il servizio è stato incrementato di una misura variabile tra i vari bacini. Oggi, in linea con le norme per il distanziamento la capacità dei mezzi è pari a circa il 40% sui treni e varia tra il 25 e il 40% sui bus, a seconda delle caratteristiche.

Inoltre, per garantire la sicurezza dei passeggeri su treni e sugli autobus sono state riorganizzate le procedure di salita e discesa dai mezzi, specializzando le porte in entrate e uscita, al fine di evitare assembramenti. Vengono inoltre effettuate tutte le operazioni di pulizia e sanificazione previste dai protocolli sanitari ed è obbligatorio l’uso della mascherina.