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29 mar 2022
29 mar 2022

Fiume Po, siccità estrema: la pioggia non basterà

Il Grande Fiume a livelli drammatici. L'Autorità di bacino: "La perturbazione in arrivo? Ristoro solo momentaneo"

29 mar 2022

Bologna, 29 marzo 2022 - C'è una buona e una cittiva notizia sulla drammatica siccità che sta tringendo come una morsa la Pianura Padana. Quella buona è che le previsioni meteo sono confermate e la pioggia è effittavamente in arrivo, quella cattiva è che i millilitri in arrivo dal cielo non saranno sufficienti a risolvere una situazione "ben al di sotto della soglia di emergenza" considerando che stiamo affontanto "il sesto periodo più secco di sempre". Tanto che stanno emergendo relitti che sono rimasti sommersi dall'acqua per decenni (è spuntato anche un carro armato tedesco).

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Fiume Po, siccità drammatica: ecco i dati
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Tanto per cominciare, infatti, la pioggia cadrà in maniera non uniforme, andando a bagnare per lo più "la zona terminale del bacino, ossia parte emiliano romagnola". E questo è un bene perché "la zona di Ferrara presenta il più importante deficit in termini di precipitazioni dell’Emilia: -98% nell’ultimo mese e -50% da inizio anno", rileva l'Autorità di bacino distrettuale del Po: una situazione che non si vedeva dal 1972 nel periodo invernale. Ma restà all'asciutto o quasi la zona a monte del bacino, ossia il Piemonte "che nel mese di marzo ha visto un deficit generalizzato oltre l’ 80%". E non bisogna attendersi molto dalla montagna, dove la neve è quasi del tutto sciolta e i torrenti appenninici minori sono in secca.

Insomma, i dati di totale emergenza non potranno "che peggiorare viste la scarsa probabilità che si verifichino precipitazioni consistenti nelle prossime settimane". Facendo un punto, la situazione di estrema siccità che era localizzata inizialmente nella sola stazione di Piacenza, a oggi con una portata ridotta di -73% di soli 291 m3/s, è traslata fino alla sezione di chiusura del bacino a Pontelagoscuro a Ferrara, dove si misura la quantità record in negativo di soli 491 m3/s, prima volta dal 1972 nel periodo invernale. In Emilia-Romagna - spiega  informa sempre l'Autorità di bacino - restano critiche le condizioni del territorio Piacentino e della Val d'Arda e la Regione ha comunicato l'imminente accordo interregionale per il rilascio dall'invaso ligure del Brugneto oggi a quota 82% di riempimento; quota assolutamente differente dagli invasi emiliano-romagnoli (Molato 20%), Mignano (40%), meglio invece la diga di Ridracoli che conserva 25 milioni di metri cubi.

Un'emergenza che riguarda in primis il comparto agricolo, alla vigilia della stagione in cui si inizia ad irrigare i campi seminati (e con la carenza di materie prime derivanti dalla gierra in Ucraina non possiamo certo permetterci di perdere raccolti), ma anche le centrali idroelettriche. Sempre a causa del conflitto, è noto a tutti che la 'sete' riguarda anche la produzione di energia. E invece, in alcuni casi le centrali idro elettriche riescono a lavorare solo per 4 ore al giorno.

Il picco della domanda d'acqua è atteso, come di consueto, a maggio a causa della sovrapposizione della domanda da parte delle principali colture. Non ci resta che la danza della pioggia.

Secca del Po, le foto dei relitti
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