VITTORIO BELLAGAMBA
Cronaca

Gli effetti del clima sul grano duro "Produzione in calo del 15-20%"

Via alla trebbiatura, Confagricoltura: umidità e piogge hanno ridotto le rese. "Ma resta la qualità"

Gli effetti del clima sul grano duro  "Produzione in calo del 15-20%"

Gli effetti del clima sul grano duro "Produzione in calo del 15-20%"

di Vittorio Bellagamba

Prospettive incerte per il grano duro marchigiano. Le Marche sono infatti una delle prime regioni in Italia per la produzione del grano duro, ma le prime indicazioni che arrivano dalle campagne non sono certamente confortanti per la raccolta. "Purtroppo, non è iniziata con le migliori aspettative la nuova campagna di raccolta del grano duro, una produzione simbolo della regione con oltre 120mila ettari coltivati, pari a circa il 50% della superficie agricola regionale destinata a seminativi – ammette Confagricoltura Marche –. A una settimana dall’arrivo delle mietitrebbie nei campi, pur non potendo ancora fornire dei dati complessivi, è già evidente una tendenza non certamente eccelsa". Confagricoltura Marche è l’associazione a cui fanno riferimento le maggiori aziende produttrici del territorio, che contribuiscono a fare della regione un punto di riferimento in Italia con circa il 10% delle ben 4,5 milioni di tonnellate di grano duro prodotte in tutto il territorio nazionale.

"Le produzioni – ha detto il direttore regionale di Confagricoltura, Alessandro Alessandrini – non possono certo dirsi incredibili in termini di quantità. Si parla di un calo generalizzato del 15 o 20%, pur non essendo rare situazioni con rese superiori alle cinque tonnellate per ettaro". Complici la grande umidità e le abbondantissime piogge, la spiga non sempre risulta essere completamente matura. "Relativamente alla qualità – aggiunge Alessandrini –, risultano essere buone le proteine, grazie anche alla grande esperienza acquisita dagli agricoltori marchigiani, che sanno esaltare le caratteristiche di questo cereale destinato all’industria della pasta, ma anche a tanti pastifici artigianali". "Ovviamente – dice ancora il direttore regionale di Confagricoltura –, la campagna di raccolta è ancora lunga e i report finora raccolti riguardano spesso cereale seminato su sodo o precocemente. Interessanti, invece, saranno le rese di quei grani più tardivi, che potrebbero quindi avere affrontato la stagione in modo differente e con degli esiti, sia in termini di quantità che di qualità, ancora migliori rispetto ai report".

Il meteo sta dunque mettendo in difficoltà una delle principali colture del settore primario delle Marche. Nel contempo, questa situazione rischia di avere delle pesanti ripercussioni anche sui bilanci delle aziende agricole. La vocazione agricola delle Marche, specializzate proprio nella coltivazione e nella lavorazione del grano duro, è alla base della scelta dei tanti operatori agricolti regionali, che ogni anno decidono di seminare i propri campi proprio a grano duro, confidando nel meteo e quindi in una buona raccolta.