I ricercatori che hanno messo a punto il nuovo farmaco
I ricercatori che hanno messo a punto il nuovo farmaco

Bologna, 26 settembre 2019 - Scoperto un farmaco efficace contro la Leishmaniosi, malattia molto diffusa tra i cani, che colpisce anche l’uomo. A mettere a punto la formula è stato un team internazionale di ricercatori da nove Paesi, coordinato da Maria Paola Costi del Dipartimento di Scienze della Vita di UniMoRe.

L’importante risultato scientifico era l’obiettivo del progetto “New Medicines for Trypanosomatidic infections”, finanziato dalla Commissione Europea con quasi 6 milioni di euro. L’equipe di Unimore ha individuato un farmaco (drug lead) NMT-A02 che si è dimostrato efficace contro la Leishmaniosi in tre animali (topo, criceto e cane). Nei giorni scorsi è stata terminata la fase preclinica per ciò che riguarda l’evidenza dell’efficacia.

“NMT-A02, testato in tutte le specie – spiega Maria Paola Costi di Unimore - ha dimostrato tossicità inferiore al farmaco attualmente usato, il Milteforan. In particolare, il trial sui cani ha dimostrato il superamento dei segni clinici dell’infezione. I cani sono in buone condizioni e con test diganostico negativo, perciò sono stati dati in adozione dopo l’approvazione degli enti preposti”.

Nel 2018 e nel 2019, alcuni cani sono stati sottoposti regolarmente ad esami ematologici e immunologici. Ora, due anni dopo il trattamento iniziale, i cani del trial sono in buone condizioni fisiche e non hanno più manifestato la malattia a differenza dei cani trattati con il Milteforan. 

In Europa vi sono 2.5 milioni (su 84 milioni) di cani infetti da Leishmaniosi.Il cane si infetta attraverso la puntura di un insetto (flebotomo o pappatacio) che è vettore del parassita. L’infezione è cronica poiché non esistono farmaci che riescano a risolvere completamente l’infezione. 

L’uomo, infettato dallo stesso insetto, invece può essere curato anche se I farmaci sono pochi e hanno effetti collaterali importanti e sviluppano resistenza. L’infezione, diffusa soprattutto nei paesi sub-tropicali, ora si sta diffondendo anche in Europa.

“Il cane – continua Costi - rappresenta una riserva della malattia e per debellare l’infezione umana occorre risolvere quella canina. Oggi, grazie alle nostre ricerche, siamo in grado di proporre un farmaco per la cura della Leishmaniosi canina in tempi relativamente brevi. Alternativamente, per uso umano, in tempi più lunghi. Considerando la difficoltà di ottenere farmaci per lo studio clinico di fase 1 nel corso di progetti, possiamo considerare questo risultato molto rilevante. Al momento lo sviluppo del farmaco richiede l’intervento di investitori e la collaborazione di SME o industrie farmaceutiche per lo studio regolatorio necessario per la registrazione”.

La scoperta di questo nuovo farmaco apre interessanti prospettive. “A breve termine – conclude la docente – con la possibilità di raggiungere il mercato, il farmaco potrà essere impiegato ad uso veterinario contro la Leishmaniosi canina. Più a lungo termine, si potrà pervenire allo sviluppo di un farmaco per la Leishmaniosi umana e questo studio richiederà tra I 5 e 7 anni”.