Il professor Andrea Pession
Il professor Andrea Pession

Bologna, 5 giugno 2021 - Due casi particolarmente gravi di leucemia fulminante, uno dei quali è stato fatale per il giovane Leonardo Monaco, forlivese di 16 anni, mentre dopo l’altro lotta ora in gravissime condizioni il cantante Michele Merlo, noto anche come ‘Mike Bird’, 28 anni. Entrambi a causa di un’emorragia cerebrale. Leonardo aveva scoperto soltanto lunedì scorso di soffrire di leucemia mieloide e aveva appena intrapreso un percorso di chemioterapia; purtroppo, tre giorni dopo è entrato in coma a causa dell’emorragia e questa notte il suo cuore ha smesso di battere.

Aggiornamento Michele Merlo è morto

Ma cos’è la leucemia fulminante e come funziona? Colpisce soprattutto i giovanissimi? Lo spiega il professor Andrea Pession, direttore del reparto di Pediatria all’ospedale Sant’Orsola di Bologna e della Scuola di specializzazione di Pediatria all’Unibo.

Focus Leucemia fulminante: sintomi e cause

"I casi di leucemia nei bambini sono circa 400 all’anno in Italia e nel 90% dei casi si tratta di leucemie acute linfoblastiche, da cui guariscono completamente 95 ragazzini su cento – risponde il professore –. Il 10% dei casi è invece costituito da leucemia mieloide acuta". Anche da questa si guarisce, spiega Pession, ma c’è una forma particolare, la ‘leucemia acuta promielotica’, caratterizzata da una "coagulazione intravascolare disseminata", cioè il sangue diventa denso in più punti a causa dei globuli bianchi alterati. "È molto grave, soprattutto nei primi giorni dall’insorgenza; ma comunque è curabile, per di più senza chemioterapia, ma con un trattamento a base di derivati di vitamina A e arsenico", spiega il professore.

Per quanto riguarda le leucemie linfoblastiche, nel "2% dei casi si muore, per due motivi: o a causa di una iperleucocitosi, quando, spesso a causa di un ritardo diagnostico, si registrano infiltrazioni di cellule dette blasti nel sistema nervoso centrale, che rendono il sangue denso e causano problemi di circolazione ed emorragie, soprattutto cerebrali o renali; oppure a causa della Sindrome da lisi tumorale massiva, una complicanza nella distruzione delle cellule blastiche che fa sì che il rene non riesca a smaltirle in tempo, causando problemi a tutto il sistema", chiude il primario.