Ancona, 10 aprile 2021 - Fino a fine aprile, nella classificazione delle aree a rischio Covid, la zona gialla non esiste più. E, quindi, se tutto va bene rimarremo in arancione (ieri la classificazione è stata confermata dal governo). Avremmo i numeri, però, per finire in giallo. L’indice di trasmissibilità, il ben noto Rt, infatti, è sceso dall’1.03 dello scorsa settima all’attuale 0.86, al di sotto della media italiana (0.92), e migliore di diverse altre regioni. Nello stesso tempo l’incidenza dei contagi è scesa a 170 per 100mila abitanti, ben al di sotto della soglia limite di 250 per 100mila abitanti (la scorsa settimana era a 234).

Zona gialla ad aprile: le date per la ripartenza e le regioni pronte - Colori regioni: l'Italia si colora di arancione. L'Rt scende a 0,92 - Cosa si può fare (e cosa no) in zona arancione - Vaccino Johnson&Johnson, l'Ema avvia indagini dopo 4 casi di trombosi

Non solo. Nelle ultime due settimane il numero dei contagi, sia pure con qualche oscillazione giornaliera, è andato sempre diminuendo. Solo a tener conto dei comuni capoluogo, dal primo aprile a ieri, il numero dei positivi a Pesaro è sceso da 622 a 541, ad Ancona da 708 a 585, a Macerata da 265 a 233, a Fermo da 244 a 181, ad Ascoli c’è – invece – un lieve incremento da 163 a 169. Insomma una situazione in generale miglioramento e che fa ben sperare, se questa tendenza sarà mantenuta, per la fine del mese, quando dovrebbe essere "riattivata" anche la zona gialla.

Per molti dei medici e infermieri in trincea e anche per i nostri epidemiologi, però, rimanere ancora un po’ in zona arancione forse è meglio: il rischio che un allentamento delle restrizioni possa far ripartire la curva, vanificando gli sforzi fatti finora, infatti, è sempre alto. Mantenere ancora alta l’attenzione per un po’ di tempo, con la prevista accelerazione della campagna vaccinale, invece, potrebbe consolidare in modo decisivo il trend positivo in atto. E, poi, nonostante qualche timido segnale, il sistema ospedaliero è ancora sotto forte pressione: i numeri scendono, ma molto lentamente, e si deve considerare che per far fronte ai ricoveri di pazienti Covid sono state ridotte tante attività ospedaliere, a partire dalle sedute in sala operatoria.

Bisognerà attendere ancora perché il calo dei contagi si traduca in una riduzione dei ricoveri e degli accessi ai pronto soccorso. Nel dare la notizia della conferma della zona arancione (le regole)ieri il governatore Francesco Acquaroli (video) ha invitato nuovamente i marchigiani a non abbassare la guardia. "Le condizioni nella nostra regione stanno migliorando – ha scritto –, ma sicuramente non potremo tornare in zona gialla perché in questo momento non è consentita dalla normativa nazionale. Raccomando a tutti di fare sempre la massima attenzione, perché dobbiamo mantenerci nelle condizioni che ci permetteranno le riaperture non appena saranno consentite e che auspichiamo possano avvenire quanto prima".

Sul fronte sanitario, il quadro regionale di ieri evidenziava ricoveri ancora in calo, da 893 a 800 (13 in meno), 134 dei quali (4 in meno) in terapia intensiva. I pazienti in pronto soccorso scendono da 50 a 34 (13 dei quali a Marche Nord e 12 all’ospedale di Macerata). Quanto ai contagi, ieri sono stati registrati 452 nuovi positivi: 75 in provincia di Macerata, 124 ad Ancona, 96 a Pesaro-Urbino, 36 a Fermo, 93 ad Ascoli e 28 residenti fuori regione. Le vittime marchigiane sono state otto.