Ancona, 29 gennaio 2021 - "Il giallo , magari rafforzato, ce lo meritiamo", diceva il governatore Francesco Acquaroli in pressing sul ministero. Ed è stato accontentato: "Il Ministro Speranza mi ha appena comunicato che le Marche torneranno in zona gialla", scrive su Facebook. Arancione addio, dunque, da lunedì 1 febbraio.

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Le parole del governatore, d'altronde, sono suffragate dai numeri, perché quelli di oggi per le Marche sono migliori rispetto al 17 gennaio, primo giorno della seconda tornata di arancione nel balletto dei colori. Ma, in diversi casi, si tratta di aggiustamenti verso il basso o spostamenti abbastanza limitati, visto che in fin dei conti il quadro della situazione è simile all’ingresso nella seconda metà del mese. Attendendo gli aggiornamenti previsti in giornata sull’indice di trasmissibilità Rt che dovrebbero vedere le Marche confermate sotto quota uno (0.88), a supportare gli auspici del governatore c'erano soprattutto i dati dal fronte ospedaliero, quello della prima linea dove da mesi i sanitari in trincea affrontano la sfida impari con il subdolo virus.

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Proprio sul fatto che l’occupazione dei reparti dedicati ai malati più gravi è ancora sostanzialmente accettabile, poggiava con forza la speranza della Regione, in quanto con i 17 nuovi posti appena ricavati al San Salvatore di Pesaro diventano 237 i letti complessivi per la rianimazione Covid. Dunque, attualmente un tasso di occupazione al 29.5%: una quota sicuramente consistente, ma al di sotto di diverse altre regioni dove è scattato l’allarme per il progressivo avvicinamento alla fascia prossima alla saturazione.

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Quanto all’indice di positivi rispetto ai tamponi la media dell’ultima settimana galleggia attorno al 25%, includendo soltanto i molecolari, mentre si scende in cifra singola se si allarga l’orizzonte agli esami antigenici, ovvero quelli ‘unofficial’, perché in caso di contagio è comunque necessario effettuare un secondo test. Consuntivo, anche in questo caso, in leggero miglioramento rispetto ai picchi di inizio gennaio quando per i soli molecolari si era sfondata spesso e volentieri la barriera del 30% , mentre rimane tutto sommato stabile il quoziente dei sintomatici sui casi totali, negli ultimi giorni poco oltre il 10%. Ciò che preoccupa, invece, è il bollettino praticamente tutti i giorni in doppia cifra della voce più tremenda, quella dei decessi.

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Ormai è purtroppo vicinissima la quota delle duemila vittime da inizio pandemia. I positivi al virus che non ce l’hanno fatta in questo drammatico gennaio hanno superato il tetto dei trecento, ribadendo come la letalità dell’infezione virale resti alta. Nessuna tregua, insomma, nel più drammatico dei capitoli, anche se la Regione confida che, una volta entrata del tutto a regime la macchina di vaccini, il duello con l’infido nemico diventi più giocabile. Dopo i sanitari, infatti, si sta iniziando ad immunizzare gli anziani delle Case di riposo, da tempo le strutture più a rischio.