Ancona, 12 febbraio 2021 - Le Marche vedono confermata la zona gialla, con un rischio moderato e l'indice Rt 0,94. Lo dice il rapporto dell'Istituto della Sanità. Ma Acquaroli mette in guardia e pensa a ulteriori restrizioni per le aree più colpite dal virus. Passano in area arancione le Regioni Abruzzo, Liguria, Toscana e la Provincia Autonoma di Trento. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firma le nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da domenica 14 febbraio. La Sicilia passa invece in zona gialla a scadenza della vigente ordinanza.

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Per quanto riguarda la zona gialla, da domenica saranno 15 le regioni nella fascia più bassa di rischio: oltre alla Sicilia, si tratta di Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Valle d'Aosta e Veneto.    

Acquaroli rimanda a lunedì nuove restrizioni

"Anche la prossima settimana le Marche saranno in zona gialla. Raccomando di continuare a prestare la massima attenzione, in particolare nelle zone dove il contagio sembra riprendere". Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli su facebook. Il riferimento è ai Comuni della provincia di Ancona, dove si registra una maggiore incidenza di casi positivi in controtendenza rispetto alle altre province marchigiane. Acquaroli ha partecipato stamane ad una riunione in videoconferenza con l'assessore e alla Sanità Filippo Saltamartini e alla dirigente del Servizio Sanità Lucia Di Furia con le principali città coinvolte: Ancona, Jesi, Falconara, Osimo, Senigallia, Fabriano, Loreto, Sassoferrato, Castelfidardo, Camerano, Castelplanio, Chiaravalle, Montemarciano e Sirolo, insieme alla Prefettura di Ancona.

Rilevata la presenza della variante inglese, in un numero limitato di casi, quindi di difficile associazione rispetto all'incremento. Si è deciso di attendere le prossime 48 ore "per poter avere una visione precisa e completa dei dati dell'intera settimana" che saranno inviati e valutati assieme al Ministero e all'Istituto Superiore di Sanità per una lettura più approfondita per concertare "l'eventuale e concreta necessità di adottare misure più restrittive a tutela della popolazione". L'ipotesi è di introdurre microzone rosse o arancioni. 

Acquaroli: "Indice Rt immutato"

"Nelle Marche l’Rt è 0,94 (precedente 0,95) e l’indice dei ricoveri sia in terapia intensiva che nelle strutture ospedaliere quasi immutato rispetto alla settimana precedente". Le Marche rimangono in zona gialla e il presidente della Regione Francesco Acquaroli salta il confronto Stato-Regioni e partecipa all’inaugurazione della nuova sede territoriale di Cassa Depositi e Prestiti ad Ancona.

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Dove la variante inglese ha preso ormai il sopravvento. "Ancona è in controtendenza rispetto alle altre province dove invece c’è una tendenza alla stabilità o al miglioramento rispetto all’indice di contagiosità del virus", spiega Acquaroli, volendo comunicare tranquillità. La variante è la stessa che ha portato l’Umbria in zona rossa. E fatto lanciare un allarme diretto al presidente, ma non reso pubblico, dai vertici sanitari. Tanto da far ipotizzare al presidente della regione misure specifiche da lunedì per una non meglio precisata "zona arancione per aree della provincia di Ancona". A causa del peggioramento della situazione epidemiologica.

"Stiamo valutando – ha risposto Acquaroli – lo facciamo ogni giorno per i dati della nostra regione. Ancona è in controtendenza rispetto al resto delle Marche e per questo è attenzionata e monitorata in maniera particolare. Si cerca di capire se si tratta di una fase che può capitare o di una recrudescenza forte del virus. Eventuali iniziative dovranno essere prese a ragion veduta – ha precisato – non basta una tendenza di uno, due, tre giorni a determinare un’azione con ordinanza o restrizioni importanti".

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In realtà la media di 230 casi è ormai stabile nell’anconetano da tre settimane. E la presenza di variante inglese da giorni è ormai quasi alla metà dei contagi registrati. "Dovremo vedere l’evoluzione nei prossimi giorni, – ha aggiunto Acquaroli con il freno tirato – confrontandoci anche magari con l’Istituto superiore di sanità e il ministero per fare eventualmente le scelte più opportune".

"Nei giorni scorsi – ha esemplificato – c’è stato un Comune che aveva denotato una tendenza particolare, poi è svanita. Con il tracciamento si è tornati alla normalità, vediamo come andranno le prossime ore".

La quota di contagi nelle Marche ha raggiunto 515 casi su 3.414 tamponi, con Ancona fuori misura rispetto alle altre province (197 casi). Poi 108 in provincia di Macerata, 122 in provincia di Pesaro-Urbino, 24 in provincia di Fermo, 54 in provincia di Ascoli Piceno e 10 da fuori regione.

Ma pur di fronte a questa variante che spaventa la Merkel e la Germania, il presidente Acquaroli punta invece sull’Rt e tiene il freno: "L’Rt delle Marche è 0,94. Praticamente immutato come l’indice dei ricoveri in terapia intensiva e quello nelle strutture ospedaliere rispetto alla settimana precedente".

Ma il pur cauto Francesco Acquaroli non può dimenticarsi la situazione più pesante: "Ancona è in controtendenza rispetto al resto della regione e per questo è monitorata in maniera particolare. Per cercare di capire se si tratta di una fase, come può capitare, o di una recrudescenza del virus. Decideremo nelle prossime ore se sarà necessario fare micro zone con restrizioni arancioni".

Si deciderà, in un senso o nell’altro, probabilmente oggi dopo un incontro via web tra la Regione, i sindaci dell’Anconetano e il prefetto. Intanto la regione è stata costretta a modificare i luoghi del piano vaccinale, togliendo palasport già impegnati a Pesaro e Ancona.