Ancona, 9 gennaio 2021 - "Posso comunicarvi che nella prossima settimana la nostra regione sarà gialla. Una boccata d’ossigeno dopo un lungo periodo di restrizioni dure, ma dobbiamo restare prudenti perchè il virus c’è e gira molto". Il governatore delle Marche Francesco Acquaroli ieri, poco dopo l’ora di pranzo, si è voluto subito togliere un peso dallo stomaco comunicando via social la notizia che gli era stata annunciata direttamente dal ministero. Ci sperava ma non era sicuro perchè i dati non erano ottimi. Un Rt appena sotto l’1 e l’occupazione dei posti letto e delle terapie intensive sempre molto alta non giocavano a favore, ma l’andamento generale delle settimane prese in esame lasciava comunque una porticina aperta. E così è stato. Ma non è tutto oro quello che luccica. E infatti il governatore non perde occasione per ribadire l’importanza di "seguire le regole e le restrizioni previste per evitare che il contagio possa aumentare. Basta poco per farlo usando le mascherine e mantenendo il distanziamento". Ma per Acquaroli la zona gialla significa anche dare la possibilità al commercio e in particolare al settore della ristorazione di tornare a respirare.

Ma ieri per le Marche è arrivata un’altra notizia positiva che riguarda le vaccinazioni. "Nella classifica di ieri sera (giovedì, ndr) del ministero della Salute la Regione Marche risulta al quarto posto per i vaccini somministrati con il 50,8% – sottolinea Acquaroli – ben otto punti percentuali in più rispetto alla media nazionale del 42,2%. In Italia abbiamo avuto davanti solo Veneto, Toscana e Lazio, a testimonianza di come il nostro Piano regionale vaccini sia entrato a pieno regime. Non dobbiamo abbassare la guardia, ma ringrazio di questo risultato significativo l’assessore, i dirigenti e tutti gli operatori sanitari".

Restano però le restrizioni, almeno per adesso. Ci riferiamo in particolare a quelle che interessano la scuola. Nelle Marche le superiori resteranno con la didattica a distanza al 100% fino al primo febbraio come prevede l’ordinanza regionale. Nessun cambio di rotta per adesso almeno che i dati non scendano a tal punto da poter immaginare un anticipo della didattica al 50%. Intanto si segnalano le reazioni della categorie economiche dopo la decisione per le Marche di zona gialla. "Ribadiamo il nostro punto di vista: non sono le attività commerciali, i ristoranti o i piccoli negozi a creare assembramenti e favorire i contagi. Ecco perchè non possiamo che essere felici per le Marche in zona gialla, nella speranza che presto diventi per tutti zona bianca" dice Marco Pierpaoli, segretario Confartigianato.

"Quella che entra è anche la settimana dei saldi – sottolinea il direttore di Confcommercio Marche Massimiliano Polacco – speriamo che ci si risollevi un pochino. La situazione sta diventando sempre più preoccupante, c’è molto nervosismo da parte dei nostri associati che hanno subìto in questi ultimi mesi grandi perdite economiche. Il settore abbigliamento, calzature e accessori potrebbe trarre un beneficio proprio dalla stagione dei ribassi mentre ristoranti e bar dovranno chiudere alle 18, con possibilità di asporto fino alle 22 e consegna a domicilio consentita senza limiti di orario".

"Le Marche in zona gialla? Una notizia che prendiamo favorevolmente, anche se questo giallo rinforzato prevede paletti, in parte ragionevoli per mantenere alta l’attenzione e contenere i contagi". Così Massimiliano Santini, direttore Cna provinciale di Ancona: "Aldilà dell’asporto rileviamo come per i bar e ristoranti permanga il limite delle cene e il servizio al tavolo solo fino alle 18 e questo porta molti a ripensare la possibilità di tenere aperti. C’è una fase di stanca e molti decidono di stare comunque chiusi".

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