Ancona, 3 dicembre 2020 - Gli indicatori forniscono riscontri ancora in chiaroscuro, ma, questo è certo, rispetto alla forsennata impennata epidemica della prima metà di novembre, la curva di crescita si è sensibilmente appiattita. E tanto basta perché la Regione, tramite governatore e vice, in queste ore di lunga attesa invochi il ritorno in zona gialla dall’attuale arancione. Prima di tutto i numeri.

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Indice Rt in calo

Il più importante, a cui si appellano gli amministratori, è l’ormai famigerato indice di trasmissibilità Rt che - secondo l’ultimo report di Ministero e Iss - in una settimana è sceso da 1.17 a 0.97. Cala anche la quota dei positivi rispetto ai tamponi nuove diagnosi effettuati: il 13 novembre si era al 33.3%, ieri al 26.3%. Peraltro sono dieci giorni consecutivi che il quoziente resta sotto la soglia del 30%, invece costantemente abbattuta nelle prime due decadi di novembre, quando, appunto, la curva procedeva con un arrampicata praticamente verticale.

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In crescita altri due parametri, ma tutto sommato in maniera contenuta: i ricoveri totali Covid in venti giorni sono passati da 633 a 650 (più 17), mentre in proporzione é maggiormente significativa la risalita delle degenze in terapia intensiva (85 contro 74). Peraltro va purtroppo evidenziato come nell’elenco dei ben 176 decessi avvenuti negli ultimi venti giorni figurano anche persone che si trovavano in intensiva e dunque alcuni posti sono stati liberati per la ragione più triste.

Escalation guariti

Significativa l’escalation dei guariti: 656 negli ultimi dieci giorni. Cifre tra luci e ombre, insomma, comunque non troppo dissimili da quelle di tre settimane fa quando la regione al plurale era ancora nella fascia cromatica meno restrittiva, dove ora conta di ritornare. "Il dato dell’Rt – commenta il report il governatore Acquaroli – è incoraggiante, come pure va evidenziato il fatto che se prendiamo in esame solo gli ultimi giorni le ospedalizzazioni complessive per Covid stanno diminuendo". Ci spera e ci crede Acquaroli che, però, ci tiene a far passare un messaggio. "Le cifre dicono che è giusto attendersi il ritorno in zona gialla, ma se ciò si verificherà non possiamo assolutamente interpretarlo come un tana libera tutti: anche durante il periodo natalizio dovremmo continuare a fare attenzione e usare il buon senso, rispettando le regole, visto che poi tra una fascia cromatica e l’altra le differenze non sono enormi".

Allarme crisi economica

Il governatore lancia, poi, l’allarme di "rischio di crisi economica impressionante". "Mi aspetto che il nuovo Dpcm – ha spiegato il presidente delle Marche – abbia la capacità di guardare a tutte quelle attività commerciali che sono rimaste ferme. Sono decine le chiamate che riceviamo ogni giorno da persone disperate che non hanno i ristori a sufficienza e nemmeno la possibilità di lavorare. "Ci sono due aspetti – ha proseguito –. È difficile trovare l’equilibrio giusto, ma il rischio di vedere annullate tante possibilità di lavoro da qui ai prossimi mesi è altissimo".


Insomma, l’eventuale ritorno in zona gialla sarebbe un forte segnale di ripresa per quelle categorie penalizzate, in particolare con il ripristino delle consumazioni in loco in bar e ristoranti, ora operativi solo per asporto e consegne.
 

Il fronte scuola

Sul fronte scolastico, invece, vince la cautela. "Non credo sia opportuno riaprire le scuole superiori in presenza prima delle vacanze di Natale. Nelle Marche – specifica il presidente Acquaroli – abbiamo avuto un problema enorme a livello di trasporti pubblici locali: ci stiamo organizzando per gennaio, cercando di mettere a disposizione della popolazione scolastica il numero di autobus sufficiente per non creare assembramenti, perché nella nostra regione si va a scuola soprattutto con i mezzi pubblici".