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6 mag 2022

Mascherine obbligatorie al cinema: quali e fino a quando. "Siamo gli unici in Europa"

Il presidente dell'Anec scrive a Draghi e Mattarella: "In ospedale e rsa basta la chirurgica e nei supermercati, bar e ristoranti l'obbligo decade"

6 mag 2022
paola benedetta manca
Cronaca
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Mascherine obbligatorie al cinema, quali e fino a quando
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Mascherine obbligatorie al cinema, quali e fino a quando

Bologna, 6 maggio 2022 - Le sale cinematografiche si rivoltano contro l’obbligo delle mascherine Ffp2 esteso fino al 15 giugno nei luoghi della cultura: cinema teatri e sale di spettacoli al chiuso, oltre che nei palazzetti sportivi. Negli ospedali ed Rsa basta la mascherina chirurgica “Dal 1 maggio è decaduto l'obbligo di mascherina in quasi tutti i luoghi aperti al pubblico e, mentre negli ospedali e nelle rsa basta indossare la mascherina chirurgica e nei supermercati, bar e ristoranti l'obbligo decade del tutto, cinema e teatri restano vincolati alla mascherina Ffp2: un segnale pericoloso, l'ennesimo che discrimina i luoghi di spettacolo” tuona l’Anec, Associazione degli esercenti dei cinema che, in un estremo tentativo, ha indirizzato una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, per perorare la propria causa. I gestori delle sale cinematografiche sono in fermento anche in Emilia-Romagna per un provvedimento che, temono, potrebbe affossare definitivamente il settore, dopo due anni di pandemia che hanno portato a una perdita di incassi drammatica. Obbligo mascherina al lavoro, le regole aggiornate in Emilia Romagna L’appello a Mattarella, Draghi e i ministri “Dopo 26 mesi dall’inizio della pandemia assistiamo impotenti al completo allentamento delle misure restrittive per tutte le attività economiche, commerciali e di svago, con l’unica eccezione delle sale cinematografiche e di spettacolo al chiuso” scrive l’Anec nell’appello firmato dal presidente Mario Lorini e indirizzato anche a Daniele Franco, ministro dell’Economia e delle Finanze; Dario Franceschini, ministro della Cultura; Roberto Speranza, ministro della Salute; Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e Antonio Decaro, presidente Anci. “Appare addirittura incredibile – prosegue la lettera - che in ospedali, rsa, hospice, ambienti dove la tutela dei più fragili e deboli costituisce la massima priorità per la collettività, si ritenga sufficiente richiedere per i ...

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