Bologna, 4 dicembre 2019 - Ci sarà tempo fino al 23 maggio 2020 per trovare una soluzione all’intricata vertenza della Mercatone Uno, che coinvolge 55 punti vendita in tutta Italia. Ma mentre per i negozi dell’Emilia-Romagna sembrano esserci spiragli, o quantomeno soggetti interessati a rilevarli, il destino della storica sede di Imola, quella diventata iconica grazie anche alla grande biglia di Marco Pantani, sembra segnato. In nessuna delle 14 tra offerte e manifestazioni di interesse giunte sul tavolo dei commissari al 31 ottobre è presente qualche interessamento nei confronti della torretta da 14 piani. E gli stessi commissari hanno intenzione di abbandonare l’edificio, spostando i dipendenti – attualmente una cinquantina – altrove, per quanto sempre sul territorio imolese. Sono stati loro stessi a farlo sapere ai sindacati, ieri, in occasione del tavolo al ministero dello Sviluppo economico.

L’addio alla sede storica è una conseguenza del tipo di offerte arrivate alla procedura, che lasciano immaginare uno ‘spezzatino’ dei negozi rimasti dell’impero di Romano Cenni: quelle vincolanti ’coprono’ in tutto 24 punti vendita, ma ci sono manifestazioni di interesse per altri 21. E se tutto andasse a buon fine, ciascun negozio in Emilia-Romagna tornerebbe in attività. È però ancora presto per capire come evolverà la situazione. I commissari hanno constatato l’impossibilità di chiudere la partita entro il 31 dicembre e quindi hanno chiesto al Mise di prolungare la procedura fino al 23 maggio. Allo stesso tempo, dovrebbe prolungarsi fino a quella data anche la cassa integrazione in vigore.

A preoccupare i sindacati, più degli ammortizzatori sociali, sono però i livelli occupazionali che garantirebbero gli acquirenti: «Le offerte ci sono ed è positivo, ma abbiamo un enorme problema occupazionale – sottolinea Stefano Biosa, Filcams Cgil – chi ha presentato le offerte non vuole riassorbire tutto il personale. Ma siamo ancora in una fase interlocutoria». Resta aperto anche il nodo della sede logistica di San Giorgio di Piano, che ormai è completamente separata dalla procedura fallimentare. Delusa Silvia Balestri, della Fisascat Cisl: «La situazione è molto incerta, non vede la salvaguardia di tutti».

Intanto, il numero dei dipendenti di Mercatone Uno è in calo. Erano 1.824 al momento del fallimento di Shernon Holding, a fine maggio. Oggi, sono 1.699. Di questi, i bolognesi coinvolti sono circa 150, rispetto agli oltre 200 di sei mesi fa. Ma il futuro dei circa 50 della sede di Imola è incerto e lo stesso vale per molti lavoratori dei negozi. Ieri, a Roma, era presente anche la Regione, che oggi ospiterà in viale Aldo Moro un tavolo con sindacati ed enti locali per fare un punto della situazione.