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7 nov 2021

Aggressioni no vax, vigilantes negli ospedali. "Noi medici sempre più nel mirino: basta"

Nelle Marche assumono nuove guardie giurate. Il presidente dell’Ordine di Bologna si sfoga dopo il blitz contro le auto di suoi colleghi

Si moltiplicano gli episodi di violenza (soprattutto dei no vax) negli ospedali e nei pronti soccorsi. Qui sopra, nella foto, una protesta del personale sanitario di PesaroLuigi Bagnoli (Ordine medici Bologna)
Si moltiplicano gli episodi di violenza (soprattutto dei no vax) negli ospedali

Dagli ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari. Dagli, a prescindere. Dagli soprattutto da chi contesta i vaccini e da chi contesta l’utilizzo obbligatorio dei certificati verdi: i no vax, i no green pass. L’altra notte, a Bologna, un gruppo di vandali ha effettuato un blitz al poliambulatorio Mengoli. Ha agito al grido di "No obbligo vaccinale e no green pass".

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Danni, anche gravi, alle auto del personale sanitario. Gli episodi si susseguono ed è un’escalation. A Rovigo danneggiamenti venerdì sera alla tensostruttura posta all’ingresso del centro vaccinazioni Covid e tamponi della Fiera Censer. Rovesciati tavolini e sedie, semidistrutte alcune implacature. Non ci sono scritte rivendicative, ma tutto lascia pensare al marchio no vax. No vax che hanno agito in questi giorni anche nelle Marche, in primis all’ospedale regionale Torrette di Ancona, visitato ieri appositamente dal nuovo questore Cesare Capocasa. "Quella del personale sanitario è una missione di umanità e di sacrificio oltre il lavoro, per questo ho voluto far sentire la vicinanza mia e di tutte le donne e gli uomini della polizia. Sono stati giustamente considerati degli ‘eroi’; ora, in un momento così delicato, non possiamo dimenticarci di loro". Ad Ancona e Pesaro stanno già pensando di assumere vigilantes e guardie giurate anche di notte e incrementare l’utilizzo delle telecamere. Qualcosa del genere stanno pensando anche in diverse zone dell’Emilia Romagna.

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"È un atto vandalico che mi ha colpito e offende tutti i medici". Luigi Bagnoli, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Bologna, vuole far sentire anche la propria voce dopo il danneggiamento di quattro auto delle squadre Usca dell’Ausl l’altra notte, a cui si è accompagnata la scritta ‘No obbligo vaccinale e no Green pass’ sulle mura del poliambulatorio Mengoli.

Che cosa prova presidente?
"Un’offesa a quello che i medici stanno facendo. Quelle auto sono utilizzate da giovani medici in formazione che volontariamente hanno accettato questo lavoro quando non erano vaccinati per andare a visitare malati contagiati dal Covid, decidendo di affrontare questo pericolo. E nonostante il loro impegno ora le auto diventano un simbolo del complotto mondiale? Non riesco a comprendere quali sono i motivi che spingono a questa furia, violenza. Per questo ho detto a Paolo Bordon, il direttore generale dell’Ausl, che noi ci sentiamo colpiti come loro".

È preoccupato?
"Noto una riprovevole escalation di situazioni che da forme di manifestazione di pur legittimo e civile dissenso stanno pericolosamente accedendo a pratiche e atti di inaccettabile vandalismo e violenta contrapposizione, clandestina e non aliena da eversività, verso istituzioni, strutture sociali e operatori sanitari, tutti dediti alla cura della salute pubblica e in particolare al contrasto della pandemia in atto e alla cura e assistenza dei cittadini colpiti dalle affezioni in genere, non solo e non tanto legate al Covid-19".

Insomma, i sanitari non vengono più visti come eroi.
"È così. Una giovane infermiera che lavora in un reparto ospedaliero Covid mi ha detto che fino a qualche mese fa si sentiva gratificata dall’assistere i malati colpiti dal virus, probabilmente percepiva la loro riconoscenza. Adesso, invece, molti ricoverati sono diffidenti e hanno atteggiamenti di sospetto verso chi li cura. E adesso siamo arrivati a colpire dei simboli in modo incomprensibile, partendo da presupposti basati su cattiva informazione".

Che cosa vuol dire?
"L’informazione che hanno queste persone dimostra che non sanno che cos’è l’epidemia, il virus, i vaccini. Credono che tutto sia frutto di una congiura internazionale. Io penso così, altrimenti non si spiegherebbe una violenza così illogica".

Intanto, proseguono i cortei dei No pass.
"Mi dispiace per loro, non li capisco. Poi, forse domani qualcuno si arrabbierà con me. Ma non so più che dire. Probabilmente anche noi medici all’inizio della pandemia non siamo riusciti ad avere un linguaggio adeguato alla popolazione. Bisognava fare come Piero Angela, che parla di cose difficili in modo chiaro. Ma tutti eravamo impreparati alla pandemia".

Qual è il numero dei medici sospesi, iscritti al suo Ordine, per non aver assolto all’obbligo vaccinale?
"Sono circa 180. Davvero troppi, anche se sul totale di 11.500 rappresentano poco più dell’1%. E ci sono anche dei giovani, laureati con 110 e lode. Non c’è una categoria predominante, lavorano nel pubblico, nel privato e sono di tutte le età".

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