Bologna, 31 marzo 2021 - Zona gialla? Zona bianca? Se non è proprio un addio, è almeno un arrivederci. A maggio. Il nuovo decreto anti covid  è stato varato dal consiglio dei ministri e prevede infatti un'Italia che resterà arancione o rossa anche dal 7 al 30 aprile. Il decreto prevede però una verifica a metà mese: se la situazione epidemiologica lo consentirà, si valuterà la possibilità che le zone dove la diffusione del virus è più contenuta possano tornare in giallo e, dunque, procedere ad alcune riaperture, in particolare di bar e ristoranti, cinema e teatri. Il provvedimento prevede infatti la possibilità di prevedere deroghe nel caso di bassi contagi e dati particolarmente buoni della campagna di vaccinazione.  Dunque un eventuale allentamento delle misure solo per quei territori con dati epidemiologici bassi e numeri alti delle inoculazioni. Inserito, come previsto, anche lo scudo penale per i vaccinatori, l'obbligo di vaccino per il personale sanitario e le regole per i concorsi pubblici.

Una decisione quella di cancellare le zone gialle per tutto il mese presa per contrastare la diffusione della variante inglese del coronavirus che - secondo un'analisi dell'Iss - rappresenta quasi il 90% dei casi. Significa che non è più una 'variante', ma il virus predominante. E, considerando che la sua contagiosità è molto più elevata del 'vecchio' sars-cov-2, occorre proseguire nel regime di massime restrizioni per contrastarne la diffusione. Eppure, qualcosa si muove: "Sarà un'estate serena e migliore di quella che abbiamo vissuto lo scorso anno", assicura oggi il ministro del Turismo Massimo Garavaglia in un'intervista alla Nuova Sardegna.  

Nuovo decreto: da quando e fino a quando

Il nuovo decreto Draghi sarà in vigore dal 7 al 30 aprile ma prevederà una verifica della situazione epidemiologica a metà mese. 

image

Bar e ristoranti

Queste concessioni riguarderanno prevalentemente bar e ristoranti e la possibilità che possano riaprire a pranzo. Una possibilità, appunto. Perché nelle intenzioni del Governo c'è quella di non vincolare questa concessione a un criterio preciso ma solo a un generico abbassamento delle curva dei contagi. E comunque non prima della metà di aprile. Al momento quindi resteranno chiusi bar e ristoranti. Possibile solo l'asporto fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti. 

Cinema e teatri

Al momento niente aperture fino al 30 aprile. Se la verifica di metà mese darà esito positivo e dunque torneranno le zone gialle, si potrebbe valutare la riapertura di cinema e i teatri con le regole che erano già previste nel precedente decreto: prenotazione obbligatoria, massimo 200 spettatori al chiuso e 400 all'aperto. Possibile riapertura anche per i musei

image

Riaperture programmate

"Oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri porterò il tema delle date per le riaperture, settore per settore, in modo che ci si organizzi", ha annunciato annunciato il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, stamane a Olbia. "Si organizzano gli operatori e i clienti. Faccio degli esempi: quando si può aprire un parco acquatico o tematico? Finché non si sa, non si può fare la prevendita né si possono programmare pulizie e manutenzioni. Quindi, è fondamentale dare del tempo. Ancora, le fiere internazionali, ci vogliono mesi per programmarle". 

Spostamenti e seconde case

Tutto come sempre: il divieto di spostamento tra regioni verrà prorogato fino a fine aprile. Resta consentito il ritorno alla residenza e al domicilio e l'accesso alle secondo case, purché di proprietà o in affitto da prima di gennaio e vuote. La mobilità è consentita solo per motivi di lavoro, salute e necessità.

Una possibilità che, per le vacanze pasquali, viene interdetta da molte ordinanze emesse dalle regioni Valle d’Aosta, provincia di Bolzano, Marche, Toscana e Sardegna: qui è previsto l'accesso solo ai residenti in regione. Campania, Puglia e Liguria hanno vietato l'accesso anche ai residenti in regione. In Sicilia è richiesto un tampone negativo effettuato almeno 48 ore prima dello sbarco. 

Nelle zone rosse non sarà consentito andare a trovare parenti o amici una volta al giorno e in massimo due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) come invece sarà permesso nel weekend di Pasqua quando tutta Italia sarà in rosso. Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone, saranno invece consentite in zona arancione, all'interno del comune di residenza.

Scuole

Il nuovo decreto prevede il ritorno sui banchi per tutti gli alunni fino alla prima media nelle zone rosse e fino alla terza media in zona arancione, cosa che avverrà già dal 7 aprile. In zona arancione lezioni presenza anche alle superiori, ma solo al 50%. Inoltre, il Governo vuole vietare alle singole Regioni di emettere ordinanze che chiudano autonomamente classi sotto alla prima media.

Il decreto prevede che "sull'intero territorio nazionale, resti sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata". I presidenti di Regione, a differenza di quanto è stato fino ad oggi, non potranno emanare ordinanze più restrittive per chiudere le scuole.

Concorsi pubblici

"Dal 3 maggio è consentito lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni". È quanto prevede il decreto legge che è stato oggetto della riunione del Consiglio dei ministri. Lo svolgimento delle prove deve avvenire "nel rispetto delle linee guida validate dal Comitato tecnico scientifico".

Obbligo vaccinale e scudo penale

Il nuovo contiene anche l'obbligo di vaccinazione per i sanitari e il personale a contatto con i pazienti, farmacisti compresi. Una norma invocata da molti, compreso il presidente della Conferenza delle Regioni e dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Questa norma interessa i dipendenti pubblici, ma anche quelli della sanità privata dove la percentuale dei renitenti è molto più elevata. Per chi sgarra, sarà prevista la sospensione senza stipendio o lo spostamento in uffici non a contatto con il pubblico: un provvedimento che rientrerebbe in caso di vaccino.

Durerà al massimo sino al 31 dicembre del 2021 la sospensione dei sanitari no vax. Lo stabilisce il Dl. La sanzione scadrà prima se gli interessati ci ripenseranno e si sottoporranno alla vaccinazione o comunque al completamento del piano vaccinale.La sospensione interverrà solo se non sarà possibile l'assegnazione a mansioni diverse del lavoratore che non implicano il rischio di diffusione del contagio. 

Ma chi sarà obbligato a sottoporsi al vaccino? "Al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle
prestazioni di cura e assistenza  - si legge nel provvedimento - gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita (...)". 

Previsto poi  anche lo scudo penale che protegga i vaccinatori materiali da eventuali cause per reazioni avverse ai vaccini. Anche questa, una norma invocata da molti.

Vaccini

L'obiettivo del governo, ossia lo soglia raggiunta la quale potremmo cominciare a respirare, è 18-20 milioni di vaccinati. Considerato che siamo intorno ai 10 si capisce bene a che punto siamo. Lontani. 

image

 

La bozza del decreto in Pdf

Covid: le ultime notizie

Coronavirus: contagi in Italia ed Emilia Romagna

Zona rossa a Pasqua: regole. Cosa si può fare dal 3 al 5 aprile

I vaccinati non sono contagiosi. "E l’immunità dura due anni"

AstraZeneca cambia nome al vaccino: si chiamerà Vaxzevria: ecco perché

San Marino avanti con lo Sputnik. "Funziona, pochi effetti collaterali"

Prenotazione vaccino Covid Emilia Romagna over 70: come fare