Bologna, 5 gennaio 2020 - Il Consiglio dei ministri ha approvato nella notte un nuovo decreto legge che stabilisce nuove regole per il periodo che va dal 7 al 15 gennaio con conseguenti cambiamenti per ciò che riguarda l'Emilia Romagna, le Marche e il Veneto. Il 7 e 8 gennaio tutte le regioni saranno in zona gialla (ma col divieto di spostarsi tra le regioni), menttre il weekend del 9-10 gennaio si entrerà in zona arancione. In  questi giorni, torna in vigore il permesso di spostamento per i residenti nei comuni sotto ai 5mila abitanti (ma non verso il capoluogo di provincia). 

Ovviamente è sempre in vigore il coprifuoco (dalle  22 alle 5). Quello che cambia, rispetto alle regole che ci hanno accompagnati nelle vacanze natalizie, è la regola delle visite a parenti e amici: le ormai solite due persone (esclusi ragazzini e disabili) potranno spostari solo all'interno del proprio comune

Ecco cosa dice il decreto legge.

Nuovo decreto: gli spostamenti

Il nuovo testo del decreto legge con misure antiCovid che prevede, "per il periodo compreso tra il 7 e il 15 gennaio 2021, il divieto, su tutto il territorio nazionale, di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessita' o motivi di salute. E' comunque consentito - si legge nel comunicato diramato da Palazzo Chigi - il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma".

Ritorno in zona rossa: cosa si può fare tra il 5 e 6 gennaio - Le Marche in bilico tra zona arancione e zona rossa

image

7 e 8 gennaio in zona gialla

Giovedì e venerdì torneremo ad assaporare un po' di libertà: ci si potrà muovere fuori dal comune anche se bisognerà rispettare i confini regionali. I negozi saranno aperti così come bar e ristoranti dove ci si ptrà sedere ai tavolini fino alle 18 e consumare nel locale. resta l'obligo delle mascherine, del distanziamento e il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino.

9 e 10, il weekend, in zona arancione

Il dl prevede inoltre "nei giorni 9 e 10 gennaio 2021, l'applicazione, su tutto il territorio nazionale, delle misure previste per la cosiddetta 'zona arancione'. Bar e ristoranti chiusi (tranne asporto e delivery) ma aperti i negozi. Gli spostamenti sono consentiti solo all'interno del proprio comune con l'eccezione per chi abita nei borghi con meno di 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia".

Il testo  conferma sino al 15 gennaio la possibilità di spostarsi, una sola volta al giorno, in un massimo di due persone, verso una sola abitazione privata, ma solo nel proprio comune. Alla persona o alle due persone che si spostano potranno accompagnarsi i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potesta' genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con queste persone convivono.

Dall'11 tornano in vigore le zone colori delle regioni

Venerdì 8 torna l'esame sui parametri delle regioni: si saprà quindi che colore assumeranno, da lunedì 11 gennaio. Con una novità: è stato rivisto al ribasso la soglia critica dell'indice Rt. Il nuovo decreto ha vigore fino a venerdì 15 (nuovo appuntamento con il cambio di colori): fino ad allora sarà in ogni modo vietato spostarsi fuori dalla propria regione. Con un Rt a 0,99 l'Emilia-Romagna rischia la zona arancione, mentre le Marche potrebbero addirittura svegliarsi in zona rossa.

L'indice Rt

Nel decreto si cambia la soglia dell'indice Rt che decreta la zona arancione e la zona rossa. Per entrare in zona arancione basterà un Rt uguale o superore all'1, per essere condannati a quella rossa basterà un valore pari o superiore a 1,25. "Inoltre c'é anche una valutazione sull'incidenza", spiega il governatore del Veneto, Luca Zaia. Ma altri particolari non sono ancora emersi.

La zona bianca

Il governo - anche per dare un segnale di speranza ssia ai cittadini sia ai lavoratori di settori in ginocchio - ha intenzione di istituire anche una zona bianca nella quale potranno riaprire cinema, teatri, musei ma anche palestre e piscine. Non sono ancora definiti i parametri che saranno necessari per rientrare in questa fascia privilegiata, purtroppo sembra ancora abbastanza lontana nel tempo.

Coprifuoco e autocertificazione

Nel weekend del 9-10 gennaio si entrerà in zona arancione. Quali sono le limitazioni e le cose permnesse? Rispettando sempre il coprifuoco (dalle 22 alle 5), ci si può spostare liberamente all'interno del proprio Comune. I negozi sono aperti fino alle  21, chiusi bar e ristoranti ai quali è però consentito fare servizio di asporto e consegna a domicilio fino alle 22. Per muoversi fuori dal proprio Comune di residenza serve invece l'autocertificazione. Tuttavia gli spostamenti sono consentiti solo causa lavoro, urgenza o salute. Si può inoltre raggiungere le seconde case, purché si trovino nella stessa regione di residenza. 

image

La scuola

Il testo sposta per tutte le regioni il ritorno in classe (sempre al 50%)  degli alunni delle superiori al prossimo 11 gennaio. Quello della scuola superiore è stato un punto molto combattuto per cui il governo ha trovato una mediazione sofferta. Anche se su questo punto le Regioni vanno in orrdine sparso, poiché sia le Marche sia il Veneto hanno deciso di chiuderle per tutto gennaio con ordinanza ad hoc.

Il focus Scuola in Emilia Romagna, dall'11 gennaio in presenza anche alle superiori. "E' la priorità"

Scuola, tensione sulla riapertura: slitta all'11 gennaio per le superiori

Fin dalla mattina il tema divide il fronte dei 'rigoristi' e quello degli 'aperturisti': oltre alle regioni, con il Veneto, la Campania e il Friuli in testa, a chiedere uno slittamento c'è questa volta anche il Pd di Nicola Zingaretti, che ha schierato fin da subito il capodelegazione Dario Franceschini ed anche l'assessore regionale nel Lazio Alessio D'Amato, protagonista di un accorato appello ('non riaprite quelle scuole').

Al ministro della salute Roberto Speranza è toccato l'ingrato compito di portare in cdm una posizione, la riapertura al 7 gennaio, che pare sacrificata gia' in partenza. Dopo altri slittamenti, infatti, era stato il premier Giuseppe Conte a tenere il punto per difendere la linea Azzolina, e cioé apertura al 7, con affluenza ridotta al 50%. Ironia della sorte, ieri in cdm a sostenere la necessita' di riaprire si sono schierate - a modo loro - anche le due ministre renziane Bellanova e Bonetti, mentre dal M5s non e' arrivata la levata di scudi che era prevedibile. 

A complicare le cose, la circostanza per cui la difesa di Azzolina è suonata giocoforza con un atto di accusa nei confronti della democratica Paola De Micheli, e in generale come una nuova denuncia dell'immobilismo in cui verserebbe l'esecutivo. In particolare e' stata Bellanova a ricordare, spiegano, che le scuole sono sicure, mentre e' sui trasporti che occorrerebbe fare di piu', perche' e' li' che e'
piu' facile il contagio.

Alla fine, tra le tre date sul tavolo - 7, 11 e 18 gennaio - com'era ampiamente prevedibile si è scelta quella di mezzo, segno di una volonta' di mediazione che potrebbe costituire un buon viatico. Entro il 15 gennaio il governo dovra' affrontare la prova dell'aula sul recovery plan. Ma prima tocchera' risolvere il problema del 'rimpasto': ultime ore di 'studio' per i ragazzi del prof Conte.