Bologna, 13 gennaio 2020 - Il nuovo Dpcm con le nuove regole valide anti Covid in Italia da sabato 16 gennaio è stato illustrato nei suoi punti salienti dal minstro Roberto Speranza al Senato.

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Contiene la conferma del divieto di spostamento anche tra regioni anche in zona gialla ma anche della possibilità di vista a casa di amici e parenti per massimo due persone e una volta al giorno. Ancora, in zona gialla riaprono i musei. via libera, invece, alla norma 'anti movida' che prevede la chiusura alle 18 per i bar (senza possibilità di asporto) per evitare i gruppi di ragazzi che improvvisano aperitivi per strada.

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Quali sono le dodici regioni a rischio

Con l’ingresso automatico in zona arancione ci sono dodici regioni considerate ad alto rischio, che domenica prossima potrebbero subire nuove regole e divieti: l'Emilia Romagna che all'ultima rilavezione aveva con un Rt 1,05 e il Veneto (Rt 0,97) sono già in arancione assieme a Lombardia. Mentre le Marche (Rt 0,93) potrebbero diventarlo. Ad alto rischio sono anche Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Piemonte, le province autonome di Bolazano e Trento, Puglia e Umbria. Per sapere se qualcuna di queste regioni diventerà arancione, bisognerà attendere il prossimo monitoraggio settimanale.

Speranza sul Dpcm al Senato

"Senza uno sforzo unitario è stato chiaro che non si sarebbe sconfitto questo virus, nemico incredibile": è stato l'incipit della relazione al Senato del ministro della Salute, Roberto Speranza che ha sottolneato: "La nottata non è ancora passata e l'ultimo miglio è irto di ostacoli: dovremo continuare a convivere con la circolazione del virus fino a quando le vaccinazioni non avranno un forte effetto epidemiologico. Ma - ha aggiunto - l'Italia, il Governo nazionale, le regioni e le province autonome, tutto il Servizio sanitario nazionale sono pronti ad aumentare notevolmente il numero di vaccinazioni da effettuare quotidianamente appena saranno autorizzati nuovi vaccini".

Per la campagna vaccinale - assicura Speranza - saranno reclutati non solo i medici e i pediatri di base, ma anche i farmacisti.

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La percentuale di occupazione delle terapie intensive

La percentuale dei ricoveri covid negli ospedali marchigiani

Il ministro Speranza porta in Parlamento i dati che determinaranno le prossime decisioni per l'Italia: nel misino l'indice Rt, che in molte regioni è sopra quota 1, l'occupazione delle terapie intensive e dei letti nei reparti non critici: attualmente il livello di criticità è fissato al 30% per le prime e al 40% dei secondi. A preoccupare sono, in particolare, i dati delle Marche che ha il 36% delle terapie intensive occupate (-1% rispetto a ieri) ma soprattutto il 50% dei letti nei reparti non intensivi impegnati da pazienti covid. L'Emilia Romagna ha il 31 e 45% (valore anche questo molto alto). In Veneto le terapie intensive sono al 36%, anche se in termini assoluti, i pazienti sono diminuiti di quasi trenta unità negli ultimi giorni. I reparti non intensivi veneti sono occuoati da pazienti covid al 43%,

"C'è un drammatico mutamento dell'indice di rischio attribuito alle Regioni: 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato di cui 2 in progressione a rischio alto e una sola regione è a rischio basso". Ha sottolineato il ministro nell'informativa alla Camera.

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Confermato "il modello per aree con colori differenziati" giallo, arancione e rosso per le Regioni con una nuova 'zona bianca' per le Regioni "con incidenza sotto i 50 casi ogni 100 mila abitanti e un indice Rt inferiore a 1".

Spostamenti vietati anche tra regioni gialle

Confermato il divieto di spostameto tra Regioni anche in area gialla. In compenso - inmput del ministro Fanceschini - dovrebbe tornare la possibilità di fare visita a casa di amici o parenti una volta al giorno. La visita resta limitata al massimo a due persone (tranne bambini under 14 o disabili). 

Bar: asporto vietato dopo le 18

Allo studio anche la limitazione dell'asporto nei bar dalle ore 18 per mettere un freno alla movida da aperitivo improvvisata. 

La zona bianca

Il Governo prevede una quarta area, bianca, con indice di rischio basso basso,  contagi con un'incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e un indice Rt inferiore a 1, in cui resterebbero ovviamente vigenti le misure delle mascherine e del distanziamento sociale. "E' difficile che questa area possa scattare nel breve periodo - ha detto il ministro - ma iniziamo a disegnare un percorso di speranza". In zona bianca riapriranno cinema, teatri e musei (che forse riapriranno anche in zona gialla). E anche lo sport al chiuso, come palestre e piscine. Per ora è uno scenario solo futuribile, ma - come si dice nello sport - è un punto di arrivo che fa morale e speranza.

Sci: non si riparte il 18 gennaio

Non ripartirà il 18 la stagione dello sci. Allarme degli operatori. Salvini appoggia la campagna '#ioapro'. E questa mattina il governatore del Veneto Luca Zaia, in collegamento a 'Mattinocinque' aveva già espresso forti dubbi: "Per la stagione sciistica ho l'impressione che non ci sarà possibilità", ha detto senza mezzi termini.

Riaprono i musei nelle zone gialle

Nelle Regioni gialle potrebbero riaprire i musei "come luogo simbolico della cultura del paese". Un segnale importante per il Paese.

Contagi in aumento

In Italia in questa settimana, ha avvisato il Speranza, "si assiste a un peggioramento generale della situazione: aumentano l'indice Rt, l'incidenza delle terapie intensive e i focolai di origine sconosciuta. Non facciamoci portare fuori pista dal fatto che ora abbiamo un numero casi leggermente più basso rispetto ad alcuni grandi paesi europei: i dati del monitoraggio della cabina di regia sono molto chiari e non vanno sottovalutati. Secondo gli ultimi dati del monitoraggio, attualmente l'indice Rt è "superiore a uno, e questo indica che siamo molto probabilmente a un nuovo cambio di fase dell'epidemia, di nuovo espansivo".

Preoccupa anche "l'aumento sensibile del numero di nuovi casi non riconducibile a catene di trasmissione note", come anche il "progressivo sovraccarico delle strutture ospedaliere: nelle ultime settimane sono passate da 10 a 13 le Regioni con un tasso di occupazione delle terapie intensive e dell'area  medica sopra la soglia critica del 30%".

Vaccinazioni

Ricordando che "a ieri notte in Italia abbiamo somministrato circa 800.000 dosi di vaccino", il ministro della Salute ha sottolineato il "buon risultato" che "attualmente ci fa essere la nazione europea che ha somministrato il maggior numero di vaccini: non rincorriamo le classifiche, ma è una soddisfazione per tutti vedere che oggi siamo i primi in Europa". Con i vaccini "si vede la luce in fondo al tunnel" e l'Italia ad oggi ha siglato opzioni "per circa 226 mln di dosi che nelle prossime settimane aumenteranno fino a giungere a 250 milioni, esercitando sempre il diritto di opzione previsto dagli accordi europei che ci consente di bloccare per ogni contratto siglato dall'Unione il 13,46% di vaccini. 

Oggi, intanto, sono arrivate le prime dosi del vaccino Moderna: meno impegnativo come gestione della catena del freddo, è già stato consegnato ai punti vaccinali.

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