Forme di Parmigiano Reggiano di un’azienda agricola produttrice danneggiate dal sisma
Forme di Parmigiano Reggiano di un’azienda agricola produttrice danneggiate dal sisma

Reggio Emilia, 26 marzo 2015 - Le perquisizioni sono scattate all’alba in una decina di caseifici e magazzini di Parmigiano Reggiano e Grana Padano tra Reggio Emilia e Mantova, tutti riconducibili alla Nuova Castelli, società tra le maggiori in Italia per commercializzazione di formaggi Dop sia a livello nazionale, sia internazionale. I carabinieri del nucleo antifrode (Nac) di Parma e quelli del comando provinciale di Reggio Emilia hanno proceduto a controlli disposti dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani. Tre persone risultano indagate per frode in commercio e contraffazione di prodotti Igp o Dop.

Si tratta del fondatore reggiano della Nuova Castelli, Dante Bigi, già presidente del consiglio di amministrazione, dell’amministratore delegato Luigi Fici, di Firenze, e del mantovano Mario Panazza, amministratore di società riconducibili alla Nuova Castelli, tra cui la Casearia Castelli, Tricolore e Gentile. Nel corso dell’indagine, partita da un sequestro amministrativo, sono state bloccate un migliaio di forme.

Secondo l’ipotesi accusatoria, i tre indagati avrebbero prodotto e commercializzato sia in Italia, sia all’estero, Parmigiano Reggiano e Grana Padano che in realtà avevano qualità inferiore perché non conformi al disciplinare, per esempio, per segni di difformità sulla crosta, difetti strutturali, oltre all’utilizzo di conservanti non ritenuti nocivi per la salute ma proibiti dal regolamento di produzione.

«Si è trattato di una normale attività ispettiva da parte dei carabinieri e di perquisizione per controllare la regolarità dei prodotti – ha spiegato l’ad Luigi Fici – L’attività aziendale sta andando avanti: abbiamo avuto in passato sanzioni amministrativi in un nostro magazzino e in quel contesto sono state bloccate diverse forme che verranno sottoposte a verifica. Ma noi siamo sicuri che risulterà tutto regolare». E aggiunge: "La nuova gestione è molto attenta alla vigilanza,  alla tracciabilità e alla correttezza dei prodotti. Abbiamo un codice etico rigoroso, un organismo di vigilanza esterna e nuove procedure che sono una garanzia per tutelare la nostra eccellenza».

Anche il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai, interviene sulla vicenda: «In casi come questi le segnalazioni possono arrivare dal Consorzio, se si tratta di prodotti già commercializzati, dall’Organismo di controllo qualità per quel che riguarda la conformità al disciplinare. Oppure direttamente dai Nac. Ci costituiamo parte civile ogni volta che il prestigio e la credibilità del Consorzio sono in discussione».