Bologna, 19 aprile 2021 – Nei giorni in cui si parla del pass vaccinale per gli spostamenti tra regioni annunciato dal premier Draghi, l'Emilia Romagna addirittura lo reclama. "Sentiamo la necessità di una protezione per evitare il via libera, il tana liberi tutti immediatamente – dice il presidente Stefano Bonaccini davanti alle telecamere di Mattino 5 -. Avrebbe effetti benefici anche per il turismo".

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Peraltro, la regione da lui amministrata è una delle più attraversate d'Italia in virtù della sua posizione. Il documento per spostarsi, "bisogna" che sia lo stesso, sottolinea inoltre Bonaccini: un unico documento insomma che permetterà nei prossimi mesi sia di andare da una regione all'altra sia di entrare nei luoghi aggregativi oggi chiusi per le norme anti-Covid. E anche di spostarsi in altri paesi della Ue.

"Il pass lo condivido - dice Bonaccini - credo ci siano due elementi: un pass per spostarsi tra regioni e anche un passaporto vaccinale che permetta di fare entrare le persone in quei luoghi oggi inaccessibili ai più. Se uno è già protetto e non rischia né di contagiare se stesso né di contagiare gli altri può fare ripartire quelle attività". Poi c'è la green pass proposta dalla Unione Europea, da giugno, "che io mi auguro venga introdotta - prosegue ancora Bonaccini - perché permetterebbe di prendere anche i voli aerei e spostarsi tra paesi dell'Ue, nel momento in cui dimostri di essere protetta perché vaccinato".

"Come ha detto Draghi – prosegue in merito alle riaperture delle attività a partire dal prossimo 26 aprile -, il rischio calcolato va corso altrimenti in una parte del Paese rischieremmo davvero la disperazione totale". "Che si sia preoccupati - spiega - è naturale perché veniamo da oltre un anno dove l'incubo ci ha colpiti, non ci ha ancora lasciati. Le cose stanno migliorando, sono migliorate altrimenti non si parlerebbe naturalmente di riaperture. Abbiamo i reparti covid di terapia intensiva che stanno cominciando a scendere, la curva dei contagi è sotto l'1 nella quasi totalità delle regioni".

Ma c'è chi non è d'accordo col presidente dell'Emilia Romagna. Come Andrea Crisanti: "I numeri non giustificano queste decisioni del Governo" sulle riaperture. L'Inghilterra è arrivata a queste scelte con 15 morti" di Covid-19 "al giorno, 2mila casi e il 70% della popolazione vaccinata. Vorrei capire cosa è stato calcolato e ragionato, quanti morti siamo disposti a tollerare", chiede il virologo, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell'università di Padova, ospite di 'The Breakfast Club' su Radio Capital.

"Non si vaccina con alti livelli di trasmissione, è un azzardo biologico - sostiene l'esperto - In questo modo si dà al virus l'opportunità di mutare. Bisogna adottare il modello inglese, che ha accelerato con la campagna vaccinale quando i contatti tra i cittadini erano ridotti".

Infine la stoccata: "Siamo governati da persone che non hanno gli strumenti conoscitivi giusti. Il Cts? Nel primo Comitato tecnico scientifico per l'emergenza Covid-19 "non c'erano persone competenti, nel secondo i competenti sono in minoranza".

Su tutt'altra posizione il collega Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'ospedale San Raffaele di Milano e docente all'università Vita-Salute": Io sono relativamente favorevole al fatto che ci si prenda un po' di rischio, il rischio ragionato citato da Mario Draghi, e si comincino le riaperture. Un premier ha informazioni sul fatto che la tenuta sociale di un Paese passa anche per un certo grado di riaperture. Il problema è proprio questo".

Al di là del rischio epidemico da Covid, "qui si rischia altro da un punto di vista sociale". "In generale c'è tanta confusione - riflette Clementi -. Ci sono esperti pro chiusure che mantengono questa linea, esperti pro aperture determinati su questo binario ed esperti che, a seconda dell'intervista, si dicono favorevoli a chiudere o ad aprire e si lasciano una porta aperta per dire l'avevo detto. Ma, a mio avviso, queste riaperture sono state decise in maniera razionale: servivano alla tenuta sociale da un lato e, per quanto riguarda la scuola, alla tenuta psicologica e al ritorno alla vita normale dei ragazzi".

"Le riaperture sono una scelta politica" che "io non commento", ma di fronte alla quale è importante ricordare come "la riduzione del rischio passa attraverso il rispetto di alcune regole molto importanti". Il virologo Roberto Burioni, docente all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, interviene in merito all'annunciato allentamento delle misure anti-Covid sul sito 'MedicalFacts' da lui fondato. L'invito che lancia è di "usare questa libertà che ci viene concessa con giudizio, perché se ci comportiamo da idioti potremmo perderla molto a breve per riacquistarla chissà quando - avverte - con relativi danni sociali, economici e culturali".

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