La nuova conca sul fiume Po
La nuova conca sul fiume Po

Monticelli D'Ongina (Piacenza), 24 marzo 2018 - Non sarà il bel Danubio blu, ma ora gli assomiglia un Po. Il grande fiume della pianura padana, infatti, da ieri è navigabile in entrambe le direzioni dalla foce a Piacenza e oltre l’Emilia-Romagna, collegando così, attraverso il corridoio fluviale Ceresio-Tresa-Verbano-Ticino, il lago di Lugano con il mare Adriatico (FOTO).

Ciò grazie alla nuova conca di navigazione realizzata per superare lo sbarramento artificiale della centrale idroelettrica Enel di Isola Serafini, nel Piacentino. La precedente conca, costruita nel 1962, non era più utilizzabile da un ventennio a causa dell’abbassamento dell’alveo del fiume. L’opera, finanziata con 47 milioni di euro (di cui 6,8 milioni di fondi Ue), è stata inaugurata ieri pomeriggio nel comune di Monticelli d’Ongina con il primo passaggio della motonave ‘Stradivari’, una delle poche che ancora trasportano turisti sul Po.

Sei anni di lavori, per una infrastruttura dalle importanti ricadute sui trasporti alternativi alla gomma, il turismo e gli aspetti naturalistico-ambientali. Adiacente al grande bacino artificiale è stato infatti realizzato un impianto di risalita dei pesci che consente alla fauna ittica di superare lo sbarramento di Isola Serafini, ripristinando le rotte di migrazione di specie pregiate rare, come lo storione obice, tra il mare Adriatico e gli affluenti occidentali del Po, fino alla Svizzera. Un corridoio ecologico di straordinaria importanza sotto il profilo ambientale, dove nell’ultimo anno si sono già contati 60mila passaggi di pesci.

La nuova conca di navigazione, l’unica in funzione sul Po, è la più importante opera di ingegneria idraulica del suo genere mai realizzata in Italia e permette di superare un dislivello variabile tra i 4 e i 13 metri, in funzione delle portate del fiume. È costituita da una vasca di cemento armato lunga 115 metri, larga 12,5 e dotata di porte vinciane. Per dimensioni e caratteristiche può consentire il transito di navi di grandi dimensioni secondo la classificazione europea (fino a 110 metri di lunghezza, 11,5 di larghezza, pescaggio a pieno carico di 2,5 metri e portata fino a 2.000 tonnellate, equivalente a 50 autotreni).

«Un'opera di alto valore strategico – ha commentato il governatore Stefano Bonaccini tagliando il nastro – . Un ulteriore tassello per promuovere l’economia dei territori rivieraschi dell’Emilia-Romagna lungo il Po, oltre che asse fondamentale per accrescere sia l’attrattività sia le possibilità di crescita di tutta la nostra regione, per una scelta di sviluppo sostenibile. L’incremento del traffico mercantile sul Po potrà infatti dare un contributo importante alla riduzione del trasporto su gomma e quindi al miglioramento della circolazione e della qualità dell’aria».

«In prospettiva – ha aggiunto l’assessore regionale alla Mobilità, Raffaele Donini – stiamo lavorando all’elaborazione di un piano per il Po, con investimenti programmati nell’arco di 5 o 10 anni, che tenga unite le esigenze di sicurezza idraulica del territorio con le prospettive di sviluppo della navigazione commerciale e del turismo fluviale».