Bologna, 12 settembre 2018 - "La più insistente ed urgente domanda della vita è: “che cosa fate voi per gli altri?": si apre con questa citazione di Martin Luther King l’augurio per il nuovo anno scolastico del ‘capo’ della scuola in Emilia Romagna, Stefano Versari.

I NUMERI - Un in bocca al lupo inviato ai 549.148 studenti (+0,02%) e ai 56.081 insegnanti che varcheranno la soglia di 25.042 classi, ma anche ai 14.576 Ata (personale tecnico ammnistrativo e collaboratori scolastici) e ai 321 presidi cui spetta la gestione di 536 istituzioni scolastiche di cui ben 215 in reggenza.

IL CALENDARIO - Si comincia. Lunedì 17 è il primo dei 205 giorni di lezione che si concluderanno il 7 giugno. In classe con tanti ponti. Per esempio, ma saranno poi i singoli Consigli di istituto a decidere tempi e modi, come quello di Pasqua che, con l’aggiunta di pochi giorni, si potrebbe saldare con il Primo Maggio in una sorta di triplo-ponte. Essendo ‘alta’, la Pasqua cade il 21 aprile. I libri si chiudono giovedì 18; il 22 è il lunedì dell’Angelo. Si potrebbe tornare in classe il 24 (mercoledì), ma giovedì è la festa della Repubblica (25 aprile). Venerdì libri aperti, poi c’è il week end. Di nuovo sui banchi lunedì 29 e martedì 30, dopodiché ecco il Primo Maggio.

GLI STRANIERI - Sono 95.703 pari al 17,4%, lo scorso anno erano il 16,8%. Le classi in deroga al limite del 30% di alunni con cittadinanza non italiana, sono 3.447, di cui 1.624 nella scuola primaria. Il numero più elevato di classi o sezioni in deroga è nella provincia di Modena (829). "In tutti i comuni sopra ai 20mila abitanti - ha detto Versari - ci sono zone in cui la condizione abitativa produce plessi che arrivano a percentuali molto alte di alunni stranieri. In alcuni casi superiamo il 50% di bambini con cittadinanza non italiana. Bambini che comunque, nel 60-70% dei casi sono nati in Italia".

I VACCINI - E sui vaccini, poca confusione. "Se andate quotidianamente dietro alle valutazioni della politica, prima che la politica arrivi a decidere con una legge si diventa letteralmente pazzi", dice chiaro e tondo il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Stefano Versari -. Io ho l'abitudine di guardare le leggi e non le discussioni in Parlamento perché altrimenti non si capisce mai cosa succede. Quando uscirà la legge così come sarà modificata, e io non so come sara' modificata, abbiamo due alternative: o varrà l'autocertificazione oppure no, ma in entrambi i casi per entrare nella scuola dell'infanzia ci vuole la vaccinazione".

I PROF - Per quanto riguarda gli insegnanti, le immissioni in ruolo, queste sono state 'solo' 1.583, ben 3mila in meno rispetto al contingente assegnato alla Regione, con difficoltà nel reclutamento soprattutto per le materie scientifiche. Un altro reclutamento delicato è quello per il personale di sostegno e per i dirigenti scolastici. I primi sono 9.265, di cui 5.870 sono posti attribuiti dal contingenti e 3.395 quelli autorizzati in deroga dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale. C'è un gap tra gli insegnanti formati (le università della regione sono autorizzati a formarne 300-400 all'anno) e una necessità di 5mila unità: «E"se continuiamo così non li arriveremo mai a colmare", dice Versari.

IL MESSAGGIO - “Oggi il primo compito educativo della scuola, della famiglia, dei giovani, è quello di essere e costruire protezione - osserva il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale -. Protezione dalla rabbia che si spande e intossica ogni aspetto della vita perché, quando si comincia, si trova sempre qualcuno o qualcosa da odiare. L’ebbrezza del fare male è in aumento e l’odio diventa abitudine. Il male ha più fascino (e anche più audience) del bene, perché concede soddisfazione immediata ad istinti primordiali. Il bene invece, esige di “fare bene” e richiede un lungo cammino, spesso non rilucente e non semplice”.

E dopo il reverendo King, nel proseguire il suo in bocca al lupo, Versari prende spunto dalla poetessa Alda Merini che scriveva come “il grado di libertà di un uomo si misura dall’intensità dei suoi sogni”. Non si tratta, quindi “di proteggere soltanto dall’odio degli altri. Occorre proteggerci pure dalla rabbia e dall’odio che ciascuno di noi porta dentro di sé. Ognuno deve crescere sapendo e ricordando che può anche essere carnefice. Ogni essere umano porta con sé queste potenzialità e se così non fosse non vi sarebbe colpa nel male, né merito nel bene. Quindi – esorta il direttore generale - insegniamo a noi stessi, in primo luogo, e poi agli altri, a vigilare sull’odio. Antidoto alla rabbia sorda che cresce fra e dentro noi esseri umani, è la consapevolezza della responsabilità di cui siamo portatori”. Per questo, con parole di Martin Luther King , “auguro alla scuola dell’Emilia- Romagna un anno scolastico in cui, sfuggendo dal buio dell’egoismo distruttivo, scegliamo di camminare nella luce dell’altruismo creativo”.