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28 dic 2021
28 dic 2021

Quarantena breve Covid: ipotesi taglio dei giorni

Convocato per mercoledì 29 il Cts per decidere se accorciare i tempi per i vaccinati. Ecco come funziona ora e cosa potrebbe cambiare

28 dic 2021

Bologna, 28 dicembre 2021 - Con l'arrivo di Omicron - la variante Covid forse più lieve nei sintomi ma sicuramente molto più infettiva - l'Italia rischia di essere paralizzata dalle quarantene ,  in grado di bloccare la produttività anche di chi in realtà sta bene. Per questo si fa strada, su pressing dei Governatori, soprattutto del Nord, l'idea di ridurre il periodo di isolamento almeno per i vaccinati, meglio ancora se con la terza dose . Per il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, si rischia di avere "dai 5 ai 10 milioni di contatti da mandare in quarantena e questo non è possibile".

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La situazione così com'è rischia di incartarsi e peggiorare la già complicata ' caccia al tampone' iniziata a Natale: oltretutto  un tampone rapido su due si rivela un falso negativo . E intanto anche l' Emilia Romagna rischia a breve di entrare in zona gialla .

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C'è chi, come gli anestesisti , chiede misure ben più drastiche (il lockdown per i no vax , di difficile realizzazione, però), mentre l'ordine degli psicologi insiste sul fatto che "una riduzione della quarantena ha effetti positivi dal punto di vista psicologico", come spiega il presidente David Lazzari. A decidere sarà il Cts di domani , che potrà studiare dati più 'freschi' sul comportamento del virus.

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Quarantena e isolamento, che differenza?

Intanto facciamo chiarezza sulla terminologia: va in quarantena chi, pur asintomatico e magari anche con tampone negativo, ha avuto un contatto stretto con un contagiato. E' invece in isolamento il malato di Covid o comunque chi ha un tampone positivo.

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Ma ricordiamo come viene gestita ora la quarantena e come potrebbe cambiare. Al momento i vaccinati stanno in quarantena per 7 giorni dal contatto con un positivo e possono 'rientrare in società' dopo un test negativo. Per i non vaccinati , invece, la quarantena si allunga a 10 giorni , e termina sempre previo tampone negativo.

L'ipotesi è di introdurre una mini-quarantena per i vaccinati , differenziando anche tra chi ha fatto 'solo' le due dosi e chi invece è già sotto l'effetto del  booster. Si parla di un periodo fra 3 e 5 giorni : un bel taglio rispetto alla situazione di ora. Ma solo la riunione del Cts di domani potrà sciogliere ogni dubbio.

Il pressing dei Governatori

Il presidente della Liguria Giovanni Toti la mette così: "Se non vogliamo ritrovarci con metà degli italiani isolati in casa, dobbiamo cambiare le regole in fretta e ripensare anche alle quarantene per i contatti dei positivi. Non possiamo rischiare di bloccare un Paese intero". Il governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga spiega: "Ho chiesto che il Cts faccia una riflessione perché dobbiamo tenere insieme la sicurezza sanitaria con un Paese che deve andare avanti, altrimenti rischiamo di bloccare tutto e di peggiorare la pandemia invece che affrontarla".

In Italia, in realtà ancora ieri mattina l'orientamento delle autorità sanitarie era quello di procedere con cautela, anche perché circola ancora - e largamente - la 'vecchia' variante Delta , ma poi in serata si è deciso di rompere gli indugi e di convocare il Comitato tecnico scientifico chiamato a fare chiarezza sulla materia e a indirizzare, come sempre, le scelte del decisore politico.

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A favore anche l'Emilia Romagna

"Attendiamo molto questa decisione, perché in una situazione in cui la circolazione del virus rispetto a due mesi fa è più che decuplicata è chiaro che i protocolli non possono essere quelli di due mesi fa", conferma anche  l'assessore alla salute dell'Emilia Romagna, Raffaele Donini, che coordina il settore per la Conferenza della Regioni. "Attendiamo che siano innanzitutto il Cts e il governo a dare indicazioni che noi cercheremo di rispettare nel migliore dei modi", mette le mani avanti Donini. "Attendo le valutazioni che farà la comunità scientifica. Certamente non posso non notare che la terza dose , e questo è un dato che abbiamo anche reperito noi come Regione con i nostri esperti, protegge per oltre il 70% dal contagio e protegge per oltre il 90% dallo sviluppo di una forma grave della malattia".

Il sottosegretario Sileri

Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie in Usa "proprio questa notte hanno portato avanti" una "ulteriore raccomandazione" con la riduzione dell'isolamento a 5 giorni ma solo per i positivi asintomatici. "Immagino che la stessa cosa accadrà in Europa e ovviamente anche in Italia nei prossimi giorni" anche se "va fatta con sicurezza", sottolinea il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri a Mattino Cinque News, su Canale 5. 

"Oggi si fa molta confusione quando si dice 'riduciamo'. Attenzione: dividiamolo per categorie - sottolinea - c'è chi è positivo (sintomatico o asintomatico) e deve fare l'isolamento . Poi c'è il contatto stretto che deve andare in  quarantena . L'ideale sarebbe, sulla base dell'evidenza scientifica, di ridurre entrambi", conclude.

Gli anestesisti: lockdown ai no vax

"Sotto il profilo sanitario, l'abbiamo visto in Germania , è più efficace un lockdown per i non vaccinati che andare a ridurre la quarantena per i contatti di un positivo. Ma sono scelte che deve fare la politica, tenendo conto anche di un equilibrio con le attività economiche e sociali del Paese", spiega Alessandro Vergallo, presidente nazionale dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), commentando l'ipotesi della mini-quarantena ai vaccinati.  "Abbiamo ancora 3-4 settimane prima che le terapie intensive arrivino a riempirsi. E' il tempo che passa tra un contagio, la progressione della malattia severa, il ricovero e poi la terapia intensiva. A metà gennaio potremmo avere i posti letto di rianimazione Covid totalmente occupati . Tutto questo potrebbe essere ancor più diluito nel tempo se le ultime strette sulle misure prese dal Governo avranno degli effetti. Ma attenzione, ci sono poi alcune Regioni che hanno dati peggiori e già oggi sono in sofferenza".

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