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29 dic 2021

Quarantena Covid regole: eliminata per vaccinati con terza dose

Il Governo ha approvato il nuovo decreto dopo la conclusione del Cdm. Quarantena azzerata ai vaccinati da meno di quattro mesi e a quelli con dose booster. Estensione del Super Green pass quasi ovunque, incluso il trasporto pubblico. Capienza degli stadi torna al 50%

Bologna, 30 dicembre 2021 - Tra nuove decisive strette e qualche allentamento, il Governo ha varato nella notte l'ultimo decreto legge anti-Covid del 2021, il secondo complicatissimo anno di pandemia, che si chiude con numeri record sui contagi di questa quarta ondata (nelle ultime 24 ore sono stati quasi 100mila). Un decreto che a gennaio potrebbe essere seguito da possibili altre misure. Si è concluso nella serata di ieri il consiglio dei ministri che ha elaborato le prossime misure per contrastare l'avanzata della pandemia. Palazzo chigi comunica che "la decorrenza delle nuove norme, per ragioni organizzative e logistiche, sarà definita in accordo con il commissario Figliuolo". Ecco cosa cambia.

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Quarantena ridotta per i vaccinati: il Cdm decide
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Quarantena azzerata con terza dose e ai vaccinati da meno di 4 mesi

Quarantena azzerata ai vaccinati da meno di quattro mesi e a quelli con dose booster. Sono tre le categorie per ciò che riguarda le nuove regole della quarantena Covid che il Governo ha deciso in queste ore. La prima riguarda i vaccinati con terza dose o con due dosi (da meno di quattro mesi) che vengano a contatto con una persona poi risultata positiva al Covid: per queste persone la quarantena sarebbe tolta, se asintomatici. E sarebbe prevista una sorta di autosorveglianza: al quinto giorno dal contatto con il caso positivo, dovrebbero effettuare un tampone con esito negativo.

Seconda categoria: quelli che hanno il Super Green Pass da più di quattro mesi - quindi con minore copertura dal contagio. In questo caso la quarantena scende da 7 a 5 giorni, con tampone negativo. Infine, l'ultima categoria, quella dei non vaccinati: per loro la quarantena resta di 10 giorni. 

Super Green pass: cosa cambia dal 10 gennaio

Estensione del Super Green pass quasi ovunque: per salire su treni, bus, metro e tutti gli altri mezzi di trasporto, per entrare in alberghi, andare a fiere, impianti sci e tanti altri luoghi di socialità e svago. Ad imprimere una forte spinta al vaccino saranno i provvedimenti sull'obbligo del Super Green pass: dal prossimo 10 gennaio fino alla cessazione dello stato di emergenza, si amplia l'uso del certificato verde rafforzato ad alberghi e strutture ricettive, feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, sagre e fiere, congressi, servizi di ristorazione all'aperto, impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici, piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all'aperto, centro culturali, centro sociali e ricreativi per le attività all'aperto. Inoltre il Green Pass rafforzato sarà necessario per l'accesso e l'utilizzo dei mezzi di trasporto compreso il trasporto pubblico locale o regionale.

Prezzi calmierati per mascherine Ffp2

Prezzi calmierati per le mascherine Ffp2.

Stadi: capienza al 50%

E negli stadi torna la capienza a 50%. Più in generale il decreto prevede che le capienze saranno consentite al massimo al 50% per gli impianti all'aperto e al 35% per gli impianti al chiuso.

Super green pass: niente obbligo a tutti i lavoratori

Non passa però il fronte di chi chiedeva di estendere l'obbligo del Super Green pass anche a tutte le categorie di lavoratori, nonostante la sponda delle Regioni. E non prevale la linea rigorista di chi come il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla scorta dei pareri del Cts e pur d'accordo sulle modifiche alle regole sull'autoisolamento, chiedeva norme non troppo blande. Sia in cabina di regia che in Cdm il confronto è stato serrato. L'obbligo vaccinale, fido a questo momento, era stato esteso - oltre che ai sanitari - anche a personale della scuola e forze dell'ordine.

Il Cts (Comitato tecnico scientifico)

Misure diverse da quelle su cui si era orientato il parere del Comitato Tecnico Scientifico: dopo un incontro durato diverse ore gli scienziati avevano convenuto di azzerare la quarantena, in questi casi, soltanto ai vaccinati impiegati nei servizi essenziali - purché indossassero obbligatoriamente la mascherina Ffp2 per circa una settimana - e di ridurla a cinque giorni ai vaccinati con booster. In cabina di regia però il Governo ha invece accolto tout court la richiesta delle Regioni, che chiedevano appunto l'eliminazione dell'autoisolamento agli immunizzati.

Le Regioni

Prima del Cts le Regioni avevano approvato oggi un documento, durante la riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni convocata per la gestione dell’emergenza, che conteneva alcune precise proposte indirizzate al Governo. Il tema è quello della necessità di ridefinire le regole per isolamento e quarantena e di rimodulare il contact trancing nei contesti ad elevata incidenza. Ad annunciarlo, l’assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini che è anche, in seno alla Conferenza, coordinatore della Commissione Salute.

“Le proposte indirizzate al Governo - aveva detto Donini - sono due: nei casi di soggetti positivi si propone la fine dell’isolamento dopo 10 giorni senza tampone di verifica, purché in assenza di sintomi da almeno 3 giorni. Per i contatti stretti, la proposta invece è di esonerare dalla quarantena i vaccinati con terza dose o chi abbia fatto la seconda dose da meno di 4 mesi, poiché in questi casi il grado di immunizzazione è sufficiente ad assicurare una copertura. Chiediamo inoltre che questa proposta venga considerata anche per la popolazione in età scolastica, in modo da favorire il più possibile la didattica in presenza anche nei casi in cui si registrassero delle positività nelle classi. Le richieste- aggiunge l’assessore- seguono la decisione di alcune Regioni, fra cui l’Emilia-Romagna, di considerare come positività al Covid il tampone rapido svolto in farmacia, nei laboratori autorizzati e presso i medici di Medicina generale, senza necessità di verifica come tampone molecolare”.

D'accordo su tutta la linea anche Luca Zaia del Veneto, e con lui c'è anche Massimiliano Fedriga del Friuli Venezia Giulia, che è anche presidente della Conferenza Stato - Regioni.

Isolamento con il tampone rapido positivo

Intanto, in Emilia Romagna (assieme a Toscana e Umbria) la Regione ha deciso che l'isolamento scatta già dopo un tampone rapido positivo, senza attendere, quindi, la conferma del test molecolare. Una disposizione che tenta di fare fronte all'enorme richiesta di test, con code chilometriche ai punti delle Ausl e attese estenuanti. E sempre più governatori starebbero pensando di allinearsi con decisioni simili.

Gli esperti

I tecnici, spaventati dal dilagare della variante Omicron, frenano: "Va bene la riduzione della quarantena per vaccinati con tre dosi - dichiara il consulente del ministro alla Salute Roberto Speranza, Walter Ricciardi - ma deve esserci una analisi molto precisa su ciò che questo significa in termini di circolazione del virus". La velocità di riproduzione di Omicron è "impressionante", rileva Ricciardi. "Questa ondata sarà la più imponente dal punto di vista quantitativo - spiega -, fortunatamente non avrà lo stesso impatto di quelle precedenti dal punto di vista sanitario".

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