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17 apr 2022

Quarta dose Covid per tutti: quali vaccini useremo

Pfizer, Moderna, Hipra, Novavax, Valneva, CureVac. I candidati per un possibile richiamo ci sono, ma si dovrà prima di tutto valutare l'andamento dei contagi a maggio e giugno. Le novità sull'argomento

17 apr 2022
francesca delvecchio
Cronaca
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I dati su Omicron e i vaccini per la quarta dose
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I dati su Omicron e i vaccini per la quarta dose

Bologna, 18 aprile 2022 - Dopo aver appurato che la variante Omicron e le sue sottovarianti Omicron2 e Omicron3 sono più presenti in Italia e più contagiose di Delta, e che il governo ha dato il via libera alla quarta dose per le fasce della popolazione più fragili, viene naturale chiedersi come dovremo comportarci nei prossimi mesi. Sarà necessario continuare a vaccinarci?

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La novità è che c'è un nuovo vaccino che arriverà in autunno e "potrà contenere l'Rna adattato a una o più varianti già note" e si parla di un vaccino contro tutti i coronavirus. A dirlo in un'intervista è stato il direttore generale dell'Aifa-Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini. Che ha aggiunto: "È una delle linee di ricerca che si seguono oggi, forse la più importante, ma stimo che ci voglia ancora almeno un anno". Intanto presto "avremo altri vaccini, come Novavax o Valneva, approvato in Gran Bretagna in questi giorni, e forse un terzo vaccino a Rna di CureVac, che l'anno scorso ha avuto problemi di sviluppo".

Ricordando che la quarta dose si può fare dopo almeno 120 giorni dalla terza, ma che ci sono ancora 4 milioni di persone che hanno fatto solo due dosi (come ha fatto sapere qualche giorno fa il virologo Franco Locatelli), il discorso potrebbe risultare prematuro. Invece Magrini ha anche detto che "per ottobre parliamo di richiamo annuale. A quel punto avremo verosimilmente nuovi vaccini adattati alle varianti", e "per chi fa il secondo richiamo oggi è previsto anche il richiamo autunnale". Le tre dosi, ha aggiunto, "sono un classico, che costruisce una risposta immunitaria ottimale. La quarta dose è una spinta in più, offerta a chi resta a rischio, partendo dal dato che dopo 4-5 mesi si ha una graduale perdita di efficacia". Quindi, "con la quarta dose gli anticorpi tornano ad aumentare oltre i livelli della terza".

Ci sono poi i dati sulla reinfezione che parlano chiaro e già da dicembre 2021 sono state diverse le aziende farmaceutiche che hanno annunciato di star lavorando a vaccini ad hoc per garantire una migliore protezione contro le varianti del Covid: Moderna, Pfizer, Novavax, Johnson & Johnson. 

I dati sulla reinfezione da Omicron

Con l'arrivo della bella stagione e l'allentamento delle restrizioni si tende a pensare sempre meno al Covid, ma come si evince dai bollettini quotidiani i contagi sono stabili (quando non aumentano) e le manovre ministeriali suggeriscono di portarsi avanti, in previsione del prossimo autunno. Anche perché Anna Teresa Palamara, direttore Malattie Infettive dell'Istituto superiore di sanità, nel commentare i dati del monitoraggio settimanale, ha detto: "La quota di reinfezioni supera il 4% e questa è una delle caratteristiche legata al periodo Omicron", ricordando tra l'altro la presenza in Italia dei sottolignaggi di Omicron come BA.1, BA.2 e BA.3 e di ricombinanti omicron-omicron, come Xj e Xl, ma "per nessuno di questi sottolignaggi - ha detto - è stato documentato un aumento nelle capacità di trasmissibilità o di dare malattia severa".

Il fatto certo pare essere che "anche in epoca di circolazione Omicron, la terza dose booster protegge sia dalla diagnosi che dalla malattia severa Covid e la protezione da malattia severa è particolarmente elevata negli over80 e over70, dove la protezione supera il 90%. Ma la protezione è attiva anche contro l'infezione e notiamo una percentuale del 66% o più nelle varie fasce d'età", ha continuato Palamara, ribadendo l'invito a completare il ciclo vaccinale, inclusi i booster indicati.

Guardando al futuro, dunque, in autunno ci potrebbe essere la possibilità di fare un altro richiamo, in vista della brutta stagione, anche se ancora si dovrà capire l'andamento dell'epidemia a maggio. A ogni modo, quali saranno i vaccini che potrebbero essere indicati per una probabile quarta dose per tutta la popolazione nei prossimi mesi? Ecco i dati finora a nostra disposizione. 

Pfizer e Moderna

Calcolando che in Italia le dosi booster somministrate appartengono esclusivamente alla tecnologia a mRna (perché i dati hanno riportato una buona efficacia di prevenzione da questi tipi di vaccini), si può presumere che Pzifer e Moderna continueranno a essere in prima fila nella prevenzione, anche perché sono i vaccini più avanti nel percorso di riadattamento. Inoltre negli Usa sono già stati autorizzati per la quarta dose per due categorie di persone: over 50 e immunodepressi.

Hipra

Hipra, il vaccino proteico spagnolo, ancora non approvato da Ema (l'azienda europea del farmaco), ha buone chance di essere scelto per una eventuale quarta dose. Ma tutto dipende, spiega chi è dentro alla questione ad Adnkronos Salute, "da quando arriveranno" all'ente regolatorio Ue "i dati dei risultati clinici (per l'approvazione, ndr)". Se arrivassero a settembre "sarebbe un problema", ma "se - come sembrerebbe - arrivassero a maggio-giugno, o anche all'inizio di luglio", allora un via libera "durante l'estate o perlomeno per l'inizio di settembre" si potrebbe riuscire ad avere in Europa. Per far sì che "almeno dei vaccini chiave siano disponibili per una campagna d'autunno".  

Però, mancano ancora molti dati su Hipra, così come si dovrà valutare l'andamento dei contagi a maggio. Per ora di Hipra sappiamo che, oltre a essere un vaccino proteico come Novavax, "è un vaccino basato sulle varianti Beta e Alfa. Quindi pur non essendo un vaccino Omicron non è neanche un vaccino uguale a quello che abbiamo adesso e potrebbe presentare dei vantaggi effettivamente come richiamo, così come viene proposto. Potrebbe dunque anche essere un'alternativa, che potrebbe arrivare anche per l'autunno", evidenziano gli esperti.  

Leggi anche: Vaccino Hipra: cos'è e come funziona

Novavax

L'annuncio di Hipra è arrivato a fine marzo, ma prima di lui in fila c'era Novavax, il vaccino che in teoria doveva piacere agli indecisi. Essendo, infatti, un vaccino contro il covid che però non utilizza la tecnica a mRna, bensì la tecnologia delle proteine, quando è stato approvato ci si aspettava che sarebbe stato molto ricercato da chi non era contrario al vaccino in sé, ma ai vaccini creati con le nuove tecnologie. Non c'è stata una vera e propria corsa per vaccinarsi con Novavax. Si tratta però di un vaccino 'giovane', arrivato cioè per ultimo e in previsione dell'autunno, come ha detto anche il direttore Magrini, potrebbe diventare importante per il richiamo della terza o quarta dose. 

Da ricordare poi che Novavax è un vaccino tradizionalei vaccini proteici sono usati da diverse decine di anni contro malattie come il tetano. Lo studio dei suoi dati, dunque, sarà molto importante nei prossimi mesi.

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