Bologna, 28 novembre 2020 – Quando riaprirà la scuola? “Ai primi di gennaio perché la quasi totalità delle Regioni preferisce così". E' la previsione che fa Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia Romagna, durante un'intervista alla TgR Rai. "La cosa che a me interessa - sottolinea - non è qualche settimana in più o in meno ma che, al più presto, i nostri ragazzi, i nostri studenti, tornino a scuola. Noi rischiamo di non renderci conto il danno che subiscono per troppi mesi a casa. Noi siamo pronti a fare le cose per bene, come il potenziamento del trasporto pubblico, ma penso che andrebbero differenziati, perché no, anche gli orari, anche con qualche turno pomeridiano per avere meno assembramento".

Per quanto riguarda l'emergenza Covid in Emilia-Romagna, "se le cose proseguono in questo modo, cioè con una riduzione del numero di ricoverati e del numero di contagiati - rispetto alla prima ondata siamo scesi da 1,64 a poco più dell'1 con Rt con zero, che stabilisce quale sia il contagio per persona - torneremo zona gialla tra una settimana, che poi è il tempo, le tre settimane" che al Governo servono per decidere "se cambiare di colore".

Con l'ordinanza firmata dal governatore nelle scorse ore, "abbiamo deciso che da domenica i negozi riapriranno così come la corsistica, la musica. Bisogna avere grande cautela, non possiamo rischiare che a gennaio-febbraio ci troviamo una nuova ondata. Certo - aggiunge Bonaccini -, se torniamo zona gialla, bar e ristoranti fino alle 18 potranno riaprire però dobbiamo tutti quanti tenere conto dei nostri comportamenti perché il virus c'è ancora e, se non vogliamo una nuova pandemia economica e sociale, dobbiamo sconfiggere prima la pandemia sanitaria".

Nuove chiusure come a Medicina nel caso di bisogno? "L'ho già fatto, l'ho fatto quando c'era bisogno, non ce lo siamo fatti dire da altri, saremo pronti in qualsiasi caso. Le cose stanno andando meglio, mi auguro che non ci sia bisogno di restrizioni parziali solo in alcune zone".

Sul tema sci: "Il problema non sono le piste o la gestione dei nostri imprenditori che, sono sicuro, la farebbero al meglio. E nemmeno il fatto di sciare, perché si sta all'aperto. Il problema è tutto ciò che sta intorno al tema vacanze sulla neve": "Io mi auguro, come il Governo sta facendo, che ci sia una decisione univoca almeno per quanto riguarda le regioni alpine in Europa".

"Dopo di che - prosegue Bonaccini - discuteremo nei prossimi giorni col Governo per cercare di trovare il punto di equilibrio più importante. Ma ripeto: attenti perché se riparte il 'tana liberi tutti' noi rischiamo, tra gennaio e febbraio, di avere la terza ondata e questo Paese non se lo può permettere". "Quindi – conclude - cerchiamo di fare le cose al meglio per non danneggiare, da un lato, ma per cercare di mettere la tutela della salute al primo posto".

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