Bologna, 17 aprile 2021 - Le regole per le riaperture indicate dal governo "dicono che si tiene conto del parere degli esperti, del Comitato tecnico-scientifico, di una serie di misure che le regioni all'unanimità, al di là del loro colore politico, hanno consegnato pochi giorni fa al governo stesso. E la gran parte di quelle richieste è stata accolta. Vi è prudenza peraltro nelle riaperture". Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna, a 'Stasera Italia Weekend' su Retequattro.

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Quello che interessa, ha sottolineato Bonaccini, è che "si cerchi di fare le cose con quel giusto equilibrio che il presidente Draghi, che non mi pare sia una persona dotata di poca serietà, ha indicato. Il rischio ragionato - precisa - credo sia qualcosa di attinente al periodo che stiamo vivendo, dove abbiamo il dovere di contrastare questa curva pandemica e abbiamo fatto bene a introdurre come sistema Paese misure molto restrittive, persino di chiusura, perché la terza terza ondata è stata ed è ancora pesantissima. Oggi i numeri sono più confortanti". Poi, ha aggiunto sulle riaperture, "io credo che si potrà di settimana in settimana verificare". 

"Rallentare coi vaccini? Noi perseguiamo gli obiettivi indicati"

E a chi gli chiede se alla regione sia stato chiesto di non correre troppo con le somministrazioni di vaccini Covid per via delle forniture, il presidente risponde così: "A noi è stato dato un obiettivo che viene ovviamente modificato, e mi auguro - voglio crederci - aumentato nelle prossime settimane. Stasera supereremo le 26-27mila somministrazioni e il nostro obiettivo target è 23mila. Lo scorso giovedì abbiamo testato per vedere la macchina dove arrivava e siamo arrivati facilmente a 31mila ma ovviamente noi non siamo scriteriati. Non abbiamo mai rispedito indietro nessuno. Cerchiamo di fare ciò che l'obiettivo target assegna".

Bonaccini ha infine parlato anche della Conferenza delle Regioni, di cui ha appena lasciato la presidenza, e il rapporto con il governo: "Abbiamo sempre collaborato con il Governo precedente e con questo. Io credo che la collaborazione non sia mai venuta meno, ed è giusto che sia così. La leale collaborazione è un dovere istituzionale. Quando guidiamo le istituzioni guidiamo tutti, non soltanto chi ci ha eletto".