Bologna, 6 marzo 2021 - Draghi ci grazia, Bonaccini no. Succede così che da lunedì prossimo (e almeno fino al 21 marzo) il 60% dell’Emilia Romagna sarà rossa, il 15% arancione scuro, il 25% per cento arancione. Tutta la Romagna passa al lockdown pressochè totale: le province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini si aggiungono a quelle di Bologna e Modena, già rosse da due giorni. Due 2milioni e 800mila cittadini, in regione, saranno così barricati in casa o al lavoro: scuole, asili e materne chiuse, negozi pure. Autocertificazione d’obbligo per uscire: si va in fabbrica, in ufficio, a lavorare e a fare la spesa proprio necessaria, alimentari e dintorni. Stop. Doppio salto mortale per Forlì, che dall’arancione chiaro (isola felice della Romagna) passa direttamente al rosso: "Dobbiamo chiudere tutte le scuole, non condivido. Questa è una bomba atomica sulle famiglie, rischiamo che sia peggio la toppa del buco" tuona il sindaco Gianluca Zattini.

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La sorpresa è arrivata all’ora di cena, dopo che il the delle cinque si era consumato con il biscottino dolce arrivato da Roma: "L’Emilia Romagna resta nella sua totalità arancione" aveva spiegato il ministro Speranza. E molti avevano tirato un sospiro di sollievo, perchè sembrava invece scontato che tutta la regione diventasse rossa. Ma alla fine della fiera, aldilà dei balletti di competenze fra Governo e Regioni _ che, a naso, ai cittadini interessano poco a nulla _ si è in effetti colorata di rosso un po’ tutta l’Emilia Romagna. Resta l’arancione scuro di Reggio Emilia; a differenza dei rossi, i reggiani possono mandare agli asili nido e alla materne i loro figli, entrare in un negozio a comprarsi una felpa e andare pure dal parrucchiere. Poi più o meno stop. Arancioni chiari a Ferrara, Parma e Piacenza.

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Va detto che, aldilà delle più o meno esagerate lamentale, non è che la Regione ci goda a privare i suoi cittadini della libertà. "Decisione dolorosa, ma era doveroso intervenire" hanno spiegato insieme il governatore e il suo braccio destro Raffaele Donini, assessore alla Salute. La situazione è oggettivamente complicata e pare che questo lockdown romagnolo sia stato suggerito e sostenuto dall’Ausl Romagna. Negli ultimi 14 giorni, da Rimini a Ravenna, c’è stata un’incidenza di 832 casi di positività ogni 100mila abitanti. Quanto ai ricoveri, 486 nei reparti Covid, mentre le terapie intensive risultano occupate al 38%, al di sopra della soglia limite del 30%.
Enzo Lattuca , sindaco di Cesena, che a differenza del sindaco di Forlì Zattini è del Pd come Bonaccini (ma ci auguriamo che ormai di fronte a questa pandemia si guardi un po’ meno ai colori politici e più alla sostanza) ha commentato: "Provvedimento duro, ma necessario. Anzi, speriamo che sia sufficiente". Come dire: siamo messi davvero male.

Sul fatto che Draghi ci grazia e Bonaccini no, una chiave di lettura la dà lo stesso Bonaccini: "La conferma in zona arancione da parte del Governo è legata, come sempre, ai dati risalenti alla settimana scorsa. Noi li monitoriamo quotidianamente" E l’Rt, ad esempio, che una settimana fa era 1,13, ora è molto cresciuto e in Romagna ha superato l’1,25 fatale. Ieri , si diceva, è stata una giornata convulsa. Mentre si decideva sui colori, arrivavano nuovi dati allarmanti sul contagio, soprattutto dalle province già rosse, Bologna e Modena. "Abbiamo quasi mille persone in ospedale - ha detto Paolo Bordon, direttore generale dell’Ausl di Bologna - un numero impressionante, mai visto prima. è come la terza guerra mondiale. Ci preoccupa la diffusione del contagio, aumentata di quasi il 50% rispetto a prima. Ci attendono due settimanel terribili".

Ospedali più o meno al collasso, lo scriviamo da giorni, e il deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha denunciato: "Molte operazioni di persona malate di tumori sono state sospese, altre ritardate". Anche a Modena tira una brutta aria: rinviati a data da destinarsi gli interventi chirurgici programmati a Policlinico e a Baggiovara.

Ieri i contagi hanno superato quota 3mila (tanti, ma un anno fa erano più del doppio, vedi box a parte), i ricoverati in terapia intensiva sono 266 (7 in più del giorno prima) e 2.663 negli altri reparti (+68). L’indice di casi ogni 100mila abitanti è di 342,08.
Volevamo raccontarvi anche dei vaccini, degli oltre 15mila emiliano romagnoli ’punturati’ ieri. Buona notizia, si sta accelerando: e questa, lo abbiamo capito, è la strada regina. Ne parleremo di più e meglio nei prossimi giorni. Ci limitiamo ad aggiungere che parte la campagna di immunizzazione anche per i docenti e il personale dell’Università: si utilizzerà AstraZeneca, per cui potranno essere vaccinate le persone under 65 anni.