Bologna, 8 marzo 2021 -  I pochi giorni trascorsi in zona rossa non possono portare effetti positivi. E anche ieri, infatti, i numeri del Covid sono in linea con quelli (preoccupanti) registrati recentemente. Oltre tremila i contagi, con un terzo che si concentra nell’area metropolitana di Bologna, zona rossa da giovedì. Vediamo nel dettaglio: 3.056 nuovi casi (1,399 asintomatici, età media di 41 anni) su un totale di 25.888 tamponi (16.491 molecolari e 9.397 rapidi). La percentuale positivi/tamponi è del 11,8%, "non è indicativa dell’andamento generale – specifica la Regione – visto il numero di tamponi effettuati che la domenica è inferiore rispetto agli altri giorni. Inoltre, nei festivi soprattutto quelli molecolari vengono fatti soprattutto su casi per i quali spesso è atteso il risultato positivo".

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La zona di Bologna, come dicevamo, resta quella più colpita dal virus a causa, soprattutto, della diffusione della variante inglese: 1.045 contagi, di cui 129 nel comprensorio imolese: un record. Con effetti purtroppo drammatici sulla capacità degli ospedali, ormai al collasso, di ricevere nuovi malati. Una situazione "come in guerra" ha detto ieri il professor Luigi Viale, direttore di Malattie Infettive al Sant’Orsola di Bologna, in una intervista al nostro giornale.

Dopo Bologna, Modena (sempre in zona rossa) con 460 nuove positività, poi Rimini (276), Ravenna (267), Reggio Emilia in zona arancione scuro (258), Parma (206), Cesena (198), Ferrara (184), Forlì (117) e la provincia di Piacenza (45). Una situazione complicata che ha spinto la Regione – su richiesta della Ausl e di diversi sindaci – a ordinare la zona rossa anche per tutta la Romagna (qui le nuove regole). La nuova restrizione – dopo la firma dell’ordinanza da parte del governatore Stefano Bonaccini – scatta da oggi e sarà valida fino a domenica 21 marzo, come Bologna e Modena. In totale circa 2 milioni e 800mila cittadini.

Quindi – per un eventuale allentamento delle restrizioni – si valuterà se il lockdown avrà prodtto effetti positivi, cioè diminuzione della curva dei contagi e calo dei ricoveri. Uno dei problemi maggiori, ovviamente, riguarda le famiglie che hanno figli al di sotto dei 14 anni: la zona rossa comporta la chiusura di nidi e materne e la dad al 100% per tutte le scuole, dalle elementari all’università.

Tornando ai contagi di giornata, c’è da registrare un ulteriore balzo in avanti dei ricoveri: 8 in più in terapia intensiva (283) e altri 60 nei reparti Covid (totale di 2.813). Questa la situazione numerica dei ricoveri nei reparti di terapia intensiva sul territorio regionale: 10 a Piacenza (invariato rispetto a sabato), 14 a Parma (-1), 26 a Reggio Emilia (+2), 54 a Modena (+1), 84 a Bologna (+5), 23 a Imola (-1), 27 a Ferrara (+1), 11 a Ravenna (invariato), 5 a Forlì (-1), 7 a Cesena (invariato) e 22 a Rimini (+2). Sale, purtroppo, anche il numero delle vittime: ieri altre 31 (15 delle quali in provincia di Bologna e 5 sia a Modena che a Rimini) e che portano il totale dall’inizio della pandemia a 10.777. Oltre 500 (522 per la precisione) le persone guarite, 213.934 dall’inizio della crisi sanitaria mentre le persone che sono state colpite dal virus sono oltre 60mila in più: 279.646 dall’inizio della pandemia.

I casi attivi salgono ancora e sfiorano quota 55mila (54.935). La maggior parte, il 94,3%, è in isolamento domiciliare perché le persone sono prive di sintomi o con sintomi lievi che non richiedono cure in ospedale. Alle 19 di ieri erano state somministrate 481.358 dosi di vaccino anti Covid (6.383 ieri); 154.103 le persone che hanno ricevuto anche la seconda dose.